Dead Shadows (2012)

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Il film racconta la storia del giovane Chris, i cui genitori sono stati brutalmente uccisi 11 anni fa, nello stesso giorno in cui la cometa di Halley può essere vista dalla terra. Stasera, una nuova cometa sta per apparire e tutti nel suo palazzo si stanno preparando a celebrare l’evento, con una festa. In giro circola anche una teoria sull’apocalisse. Mentre scende la notte, Chris inizia a scoprire che la gente si sta comportando in modo strano – e sembra che la situazione sia in qualche modo collegata alla cometa. Le persone stanno diventando disorientate e violenti e non ci vuole molto tempo prima che inizino a trasformarsi in qualcosa che non appartiene a questo mondo. In una lotta per la sopravvivenza, Chris deve cercare di fuggire dal suo palazzo, con l’aiuto di altri inquilini – ma riusciranno a uscirne vivi?

Un film di David Cholewa.

Con John Fallon, Vanessa Valence, Aurèle Petitpierre, Rurik Sallé, Norbert Ferrer., Baya Rehaz, Wolfrom Fabian, Marmigere Blandine, Sylvain Dubois, Blandine Marmigère, Gilles Barret, Johanna Seror, Franck Penaud.

Sono un appassionato sostenitore dei film francesi e questo è uno dei pochi casi in cui mi sono pentito della visione, questo Dead Shadows che inizia come illustri predecessori (Il giorno della cometa,Brivido) è sinceramente un film davvero slegato e sconclusionato, da un punto di vista strutturale fa acqua da tutte le parti come se fosse un opera amatoriale.

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A questo si aggiunge un utilizzo degli effetti speciali ridicolo, si va dalla CGI di bassissima qualità a una pallida imitazione dei lavori di Rob Bottin,  davvero un prodotto orribile e senza senso. Da dimenticare.

The seasoning house (2013)

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In un bordello dei Balcani, le ragazze rapite dai soldati nelle zone di guerre sono costrette a prostituirsi indifferentemente con soldati e civili. La giovane sordomuta Angel è costretta a prendersi cura dei clienti che sotto effetto di droghe si intrattengono con lei ma, all’insaputa dei suoi aguzzini, pianifica la sua fuga muovendosi tra le pareti e le intercapedini della casa. Quando i responsabili del massacro della sua famiglia si presentano al bordello per soddisfare i loro contorti appetiti, per Angel arriva il momento di passare ai fatti e mettere in atto la sua brutale e ingegnosa vendetta.

Un film di Paul Hyett.

Con Sean Pertwee, Sean Cronin, Anna Walton, Jemma Powell, Adrian Bouchet, Dominique Provost-Chalkley, Ryan Bell, Chris Cowlin, Rosie Day, Katie Allen, Kevin Howarth,Paul Blackwell, Daniel Vivian, Shaun Lucas, Alec Utgoff, Christopher Rithin, Steven Borrie

The seasoning house è un film bellissimo, che per oscure ragioni non è arrivato da noi.

Difficilmente sono cosi entusiasta di un titolo recente, ma in questo caso non si può che parlarne bene, siamo di fronte a un film che è sbagliato inserire in un unico filone cinematografico, ed è ancora più superficiale definirlo un horror, in quanto pur avendo momenti abbastanza forti è sicuramente un film drammatico e un grandissimo thriller.

The Seasoning House, Sterling Pictures

I dialoghi sono essenziali e la scelta di una protagonista sordomuta rende tutto ancora più angosciante.

L’atmosfera che si respira in tutto il film è qualcosa di claustrofobico, non tanto per una sensazione legata allo spazio in cui si svolge la vicenda, ma per l’idea stessa di assoluta assenza di una qualsiasi speranza se a questo si aggiunge un contesto reale come la guerra bosniaca tutto raggiunge dei livelli difficilmente sopportabili, un opera unica nel suo genere e fortemente innovativa.

Il finale è perfetto conclude in modo coerente tutta la storia.

 

Capolavoro.

Big Ass Spider (2013)

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Uno sterminatore (Greg Grunberg) e il suo assistente (Lombardo Boyar) si trovano coinvolti in un’epica battaglia quando l’esercito americano si rendeconto di non riuscire a contenere un ragno gigante alieno che vaga infuriato per la città di Los Angeles.

Un film di Mike Mendez.

Con Clare Kramer, Greg Grunberg, Lombardo Boyar, Ray Wise

Spesso mi capitano film horror che si prendono troppo sul serio, prodotti di bassa qualità e cosa ben peggiore cercano di lanciare anche qualche messaggio morale.

Fortunatamente c’è chi invece naviga controcorrente questo Big ass spider è un gradino più su di una produzione amatoriale, ma non vuole assolutamente essere un normale film horror o di fantascienza ma solamente una classica commedia per adolescenti , e questo la eleva a un livello decisamente superiore alla media.

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Gli effetti speciali sono decisamente scadenti, ma alcune trovate sono realmente divertenti e rendono piacevole la visione. Tra l’altro c’è anche la presenza di Ray Wise e già questo merita la visione, se volete farvi due risate con un film con un ragnone gigante che sembra uscito da un classico della fantascienza anni 50, questo film fa per voi.

Under the bed (2012)

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Ogni bambino conosce la storia del mostro sotto il letto. Ma Neal ha commesso l’errore di volerlo combattere e nessuno gli ha creduto, tranne la madre che è poi rimasta uccisa. Quando torna a casa dopo aver vissuto due anni dalla zia in Florida, ritrova una situazione ancora più difficile: il padre lo considera pazzo, la matrigna Angela lo teme e il fratello più piccolo, Paulie, inizia anche lui ad avere paura di quel mostro. Senza sostegno di nessun’altro, questa volta Neal e Paulie combatteranno insieme.

Un film di Steven C. Miller

Con Jonny Weston, Gattlin Griffith, Musetta Vander, Peter Holden I, Kelcie Stranahan

Under the bed è difficile dire che sia un brutto film, perché di fatto non è nemmeno un film , dovrebbe esserlo ma in realtà sembra una seconda puntata di qualche telefilm di genere horror teenager.

Tutto il taglio del film non è altro che un attendere che qualcosa accada, con riferimenti a Nightmare, ma non si ha mai l’impressione di trovarsi davanti a un prodotto cinematografico. Solo negli ultimi 20 minuti finalmente si vede qualcosa che ricorda il cinema horror, probabilmente la produzione era cosi a basso costo che ha voluto spararsi tutte le cartucce alla fine.

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Peccato perché alla fine, gli attori non erano male e volendo i dialoghi erano anche divertenti, se si potesse tornare indietro sarebbe una discreta serie tv. Alla fine direi perfetto per le nottate estive.

Snowpiercer (2013)

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Dopo il fallimento di un esperimento per contrastare il riscaldamento globale, una vera e propria Era Glaciale stermina tutti gli abitanti del pianeta. Gli unici sopravvissuti sono i viaggiatori che hanno lottato con tutte le loro forze per procurarsi un biglietto ed aggiudicarsi un posto a bordo dello Snowpiercer, un treno ad alta velocità che fa il giro del mondo e che trae energia da un motore in moto perpetuo. Questo treno è l’unico mezzo che garantisce la sopravvivenza, diventando un microcosmo di società umana diviso in classi sociali: i più poveri stipati nelle ultime carrozze; i più ricchi nei lussuosi vagoni anteriori. La difficile convivenza ed i delicati equilibri tra classi non potranno che sfociare inevitabilmente verso lotte e rivoluzioni.

  • REGIA: Joon-Ho Bong
  • SCENEGGIATURA: Joon-Ho Bong, Kelly Masterson,Park Chan-wook
  • ATTORI: Chris Evans, Jamie Bell, John Hurt, Tilda Swinton, Kang-ho Song, Octavia Spencer, Ed Harris,Ewen Bremner, Alison Pill, Luke Pasqualino, Kenny Doughty, Steve Park, Tomas Lemarquis, Clark Middleton

Snowpiercer è un film dai molti aspetti ed è difficile parlarne senza fare spoiler.

Ci provo comunque, la base è il classico film di fantascienza sociale, ovvero fine dell’umanità e i sopravvissuti vivono dentro un treno divisi in classi sociali, ma come sempre accade c’è una parte consistente che vive quasi in schiavitù e decide di riappropriarsi della propria vita, vagone dopo vagone il gruppo di ribelli cerca di arrivare alla testa del treno. Visto cosi è un discreto film di fantascienza non particolarmente interessante ma, cercando di guardare oltre già si notano altri messaggi; come per esempio l’oppressione delle classi sociali svantaggiate, lo spadroneggiare di pochi sui molti.

Tutte tematiche vecchie di millenni, ma tutt’ora esistenti e qui proposte in modo innovativo.

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Durante il film questi messaggi simbolici si ripetono, dal tipo di cibo dei poveri all’utilizzo dei bambini per i lavori più mostruosi.

Ma il film ha un ulteriore messaggio e forse è quello più profondo, il fatto che l’umanità è dentro un ecosistema chiuso che cannibalizza se stesso e anche emergendo da questo sistema alla fine se ne diventa parte, per una sorta di corruzione diffusa a tutti i livelli, questo messaggio è sicuramente la parte più interessante del film, che proprio in chiusura indica, nella fuga, l’unica via di salvezza e l’unica speranza per un nuovo inizio.

Tra l’altro un inizio rappresentato da etnie oggi in larga misura sottomesse.

In definitiva un film impegnativo (poco sopra le due ore) che però mantiene un ritmo notevole e nella prima metà è veloce e scorrevole in modo assoluto , poi si fa più introspettivo e inizia a svelare alcune informazioni e quindi necessariamente rallenta.

Sicuramente da vedere e da scoprire vista la scarsa diffusione che ha avuto, se amate Terry Gillian e vi sono piaciuti film come “I figli degli uomini” allora questo film vi appassionerà.

 

Spiders 3D (2013)

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New York. I detriti di una stazione spaziale russa abbandonata precipitano sulla metropolitana. Dopo varie indagini, le autorità locali liquidano l’evento come una spiacevole fatalità priva di conseguenze allarmanti. Nessuno può immaginare quale pericolo mortale si stia in realtà abbattendo sulla città, né quale terribile segreto esso nasconda.

  • REGIA: Tibor Takács
  • SCENEGGIATURA: Joseph Farrugia
  • ATTORI: Christa Campbell, Patrick Muldoon, William Hope, Shelly Varod, Jon Mack, Sydney Sweeney, Zlateto Keremedchieva, Sarah Brown, Christian Contrera

Io mi ostino a guardare film di recente produzione, sperando che qualcosa si elevi  dalla mediocrità, il rischio aumenta quando si cerca nel genere horror o fantascienza, ma se smettessi di cercare sicuramente perderei anche delle piccole perle che sono state dimenticate. Cosi spinto da questi nobili intenti ho visto questo Spiders 3D, film che sulla carta potrebbe avere anche dei punti, volendo è una classica storia da film anni 80, ci sono pure i sovietici, quindi potenzialmente poteva essere divertente, ma tutto si ferma sulla carta purtroppo.

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La prima cosa davvero inguardabile sono gli effetti speciali, roba di bassissimo livello ma non finisce li, alcune scene sono chiaramente girate su un set ricostruito e fin qui ci sta, ma che si noti la ricostruzione è imbarazzante. In definitiva è un prodotto quasi amatoriale, di bassa fattura e decisamente noioso, spazzatura.

Da qui all’eternità (From Here to Eternity – 1953)

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Nel 1941 il giovane soldato Prewitt viene trasferito alle Hawaii. Lì tutti i militari, dagli ufficiali alla truppa, hanno un unico passatempo, la boxe. Quando Prewitt, che da civile era stato un ottimo boxeur, rifiuta di riprendere gli allenamenti, viene sottoposto a ogni tipo di angheria. Il ragazzo ha giurato a se stesso di non battersi mai più dopo aver ferito gravemente un suo amico durante il suo ultimo combattimento. Il sergente Warden, vero capo della compagnia, prende in simpatia il nuovo arrivato, che sopporta tutto stoicamente, e cerca di favorirlo. Mentre Warden ha una relazione segreta con Karen, la moglie del comandante, Prewitt inizia a trascorrere ogni momento libero con Lorena, la ragazza che intrattiene i soldati, e fa amicizia con un italo-americano, Angelo Maggio. Angelo ha un temperamento forte e, non volendo piegarsi ai continui soprusi, viene trasferito in un campo di punizione, dove viene ucciso. Prewitt, sconvolto, accoltella il colpevole ed è costretto a nascondersi. L’improvviso attacco giapponese a Pearl Harbor, però, sconvolge per sempre le loro vite.

  • REGIA: Fred Zinnemann
  • SCENEGGIATURA: Daniel Taradash
  • ATTORI: Burt Lancaster, Montgomery Clift, Deborah Kerr, Donna Reed, Frank Sinatra, Philip Ober, Mickey Shaughnessy, Harry Bellaver, Ernest Borgnine, Jack Warden, John Dennis, Merle Travis, Tim Ryan, Arthur Keegan, Barbara Morrison, Claude Akins, Angela Stevens, Joan Shawlee, George Reeves, Joseph Sargent

Da qui all’eternità è uno di quei film che ha fatto la storia del cinema. A volte un cast di star non è segno di successo , invece in questo caso, sia il cast sia la storia, che è decisamente innovativa per il periodo ha elevato al rango di capolavoro questo film, tra l’altro premiato con ben 8 premi oscar. Il film è un conto alla rovescia prima dell’attacco di Pearl Harbor , e viene vissuto dai vari protagonisti che in un modo o nell’altro sono colpevoli di qualcosa, dietro la divisa e quello che dovrebbe rappresentare ognuno di loro nasconde le sue paure e sue debolezze.

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Il film è molto conosciuto quindi non ne voglio parlare a livello critico più di tanto piuttosto voglio approfondire l’aspetto visivo personale, vedendolo mi è venuto in mente Full Metal Jacket  , so che il paragone può sembrare azzardato eppure ci sono diversi punti in comune. Uno fra tutti la doppia identità dei protagonisti,  l’altro aspetto la corruzione che serpeggia nei ranghi dell’esercito e alla fine il “buono” che paga per non essere capace di “stare al mondo” . Gli attori sono tutti bravissimi, da Lancaster a Sinatra , ma sicuramente Montgomery Cliff riesce al meglio nel suo ruolo. La componente femminile trova il suo massimo nella Kerr donna perduta che ancora crede all’ amore.

 

Da vedere assolutamente.