Il re del Pecos (King of the Pecos – 1936)

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John Claybor è il figlio di un proprietario terriero, rimasto orfano quando il padre è stato ucciso, insieme alla moglie, da un allevatore senza scrupoli intento a impossessarsi del loro ranch. Cresciuto, John studia un modo per vendicare l’uccisione dei genitori. Non riuscendo a incastrare l’assassino con metodi legali, raccoglierà intorno a sé una banda di pistoleri e si farà giustizia da sé.

Un film di Joseph Kane. Con John Wayne, Muriel Evans, Cy Kendall

Negli anni 30, i western duravano all’incirca un’ora. Questo titolo appartiene appunto a quella categoria, siamo nel ’36 e Wayne non ha nemmeno 30 anni, la sua presenza nel film non è certamente legata all’interpretazione, ma solamente alla sua prestanza fisica.Un Wayne ancora in formazione, lontano dalle pistole e dal mito, che preferisce la legge alle sparatoria anche se alla fine viene coinvolto. Ovviamente c’è i lieto fine, con il vissero tutti felici e contenti. Il film pur non essendo un capolavoro, è piacevole e mantiene alta l’attenzione, vuoi per la durata, ma anche per la semplicità della storia che contrappone buoni (con cappello bianco) a cattivi (con cappello nero), tutto sommato gradevole, da riscoprire per chi pensa che il western sia solo Ford e Leone.

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Schema teatrale per un western d’epoca.

Omaggio:

La battaglia di Alamo (The Alamo – 1960)

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L’azione si svolge nell’anno 1836, in una vecchia missione fortificata del Texas: Alamo. Nel forte si trovano dei volontari al comando di Jim Bowie e del colonnello W.B. Travis, ed un gruppo di uomini venuti dal lontano Tennessee al comando di David Crockett. Per ben tre giorni, 185 uomini lottano disperatamente contro un’armata messicana di 7000 uomini, comandata dal generale Antonio Lopez de Santa Ana. Tutti vengono uccisi. Ma il loro sacrificio eroico non sarà vano. Alcuni giorni più tardi, il generale Sam Houston potrà, grazie alla resistenza di forte Alamo, vincere l’armata di Santa Ana, e ridare l’indipendenza al Texas.

  • GENERE: Western
  • ANNO: 1960
  • REGIA:John Wayne
  • SCENEGGIATURA: James Edward Grant
  • ATTORI: John Wayne, Richard Widmark, Laurence Harvey, Frankie Avalon, Patrick Wayne, Linda Cristal,Joan O’Brien, Chill Wills, Joseph Calleia, Ken Curtis,Carlos Arruza, Jester Hairston, Veda Ann Borg, John Dierkes, Denver Pyle, Ruben Padilla, Olive Carey,Richard Boone, William Henry, Wesley Lau, Guinn ‘Big Boy’ Williams, Aissa Wayne, Bill Daniel, Hank Worden

Parlare del film “La battaglia di Alamo” significa parlare di un pezzo di storia del cinema, è uno dei punti di riferimento di tutta la carriera di John Wayne, che è anche regista (su un totale di 5 film diretti) di questo splendido film storico.

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La storia è conosciuta e quindi è inutile soffermarsi più di tanto, quello che va riconosciuto a Wayne come regista è la grande capacità di non voler essere l’assoluto protagonista ma di porre al centro della storia la storia stessa, con un grandissimo spiegamento di mezzi e uomini in movimento (avrà una mano da John Ford per questo) , ma anche ironia e senso della famiglia.

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Insomma una visione realistica senza eroismi o eroi, ma solo senso del dovere, che di fatto ha caratterizzato lo spirito americano più genuino. L’idea del sacrificio piuttosto che la resa o peggio ancora la fuga, è del tutto estranea a questa vicenda, bravissimi tutti gli attori, in particolare Widmark , Harvey e Avalon (nel ruolo del giovane Smitty). Una delle scene che più mi ha colpito, è una scena rara nella filmografia di Wayne, ovvero la morte del suo personaggio che di fatto non vediamo morire anche se chiaramente ce ne rendiamo conto, come a voler dire : non sta morendo , sta diventando legenda. Altra scena memorabile è la risposta a colpi di cannone , alla richiesta di resa fatta dall’esercito messicano, scena smuove anche i più distaccati degli animi.

Questo senso della storia, come un regalo fatto di onore, orgoglio e sacrifico senza pomposità ma con genuina sincerità rende questo film unico.

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Il film è un omaggio al Texas, voluto a tutti i costi da Wayne e rimane tutt’ora la migliore trasposizione cinematografica della battaglia di Alamo. Le musiche sono del bravissimo Tiomkin che ripropone il Deguello di “Un dollaro d’onore” .

Ultima nota, nominato a 7 premi oscar, si è portato a casa solo quello per il miglior sonoro, un vero peccato.

Wampyr (Martin – 1977)

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Tati Cuda, anziano negoziante di una cittadina americana, è convinto che nella famiglia alla quale appartiene ci sia un’eredità di vampirismo dovuta alle origini transilvane,. Per questo, fatto venire presso di sé il cugino Martin, lo chiama Nosferatu e gli ripete con convinzione che gli salverà l’anima o lo distruggerà per sempre.

  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 1977
  • REGIA: George A. Romero
  • SCENEGGIATURA: George A. Romero
  • ATTORI: John Amplas, Lincoln Maazel, Christine Forrest, Elayne Nadeau, Tom Savini, Donna Siegal,Donald Soviero, Sarah Venable, Al Levitsky, J. Clifford Jr., Francis Mazzoni, Fran Middleton, Robert Ogden,Albert J Schmaus, Lillian Schmaus, James Roy,George A. Romero

Martin o Wampyr come è conosciuto (in Italia), è un film di Romero , che è notoriamente uno dei miei registi preferiti e per questo per me è un problema parlarne. Siamo di fronte a un film quasi abbozzato, direi amatoriale, insomma si ha spesso l’impressione di trovarsi di fronte a un prodotto troppo ruvido per il grande pubblico, il cui finale che è veramente d’effetto, lascia lo spettatore con una domanda “mi sono addormentato durante il film e mi sono perso qualche pezzo?”.

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Insomma l’idea di base è notevole, prendere il vampiro (o pseudo tale) metterlo in un contesto normale e normalmente estraniante come quello della provincia americana e da li sviluppare la vicenda, cosa non da poco. Però non per tutti i palati, insomma questo film piace oppure annoia.  Io personalmente preferisco altri film di Romero, questo pur avendo una bella idea di base e qualche trovata che lascia spiazzati non riesce a conquistarmi. Atroce il rimaneggiamento fatto in Italia da Argento, conviene vederlo in lingua originale. Bello (a tratti) ma difficile.

Il circo e la sua grande avventura (Circus World – 1964)

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L’impresario americano Matt Masters parte con il suo circo per l’Europa a bordo di una nave. Suo inconfessato proposito è quello di ritrovare Lili, la donna che egli amò in silenzio e che sparì in seguito alla morte accidentale di suo marito. Matt ha allevato con affetto per tutti questi anni Toni, la figlia di Lili. All’arrivo a Barcellona, gran parte delle attrezzature del circo vanno perdute per il rovesciamento improvviso della nave. Matt allora va a Parigi insieme a Toni e Steve, innamorato della ragazza; trova lavoro in un altro circo e nel frattempo prende contatti con numerosi artisti col proposito di tornare ben presto ad organizzare un suo spettacolo.

  • GENERE: Drammatico, Avventura
  • ANNO: 1964
  • REGIA: Henry Hathaway
  • SCENEGGIATURA: Ben Hecht, Julian Zimet, James Edward Grant, Philip Yordan
  • ATTORI: John Wayne, Claudia Cardinale, Rita Hayworth, Lloyd Nolan, Richard Conte, John Smith,Katharyna , Katherine Kath, Wanda Rotha, Margaret MacGrath, Miles Malleson

Un John Wayne che gioca con se stesso e con il suo ruolo di cowboy, ormai in declino, da circo appunto. Forse questo è l’aspetto che rende abbastanza amaro e lento il film, non ci sono più i grandi spazi, non ci sono più le infinite possibilità, c’è un tendone da circo, lo show ripetuto più volte al giorno e tutto diventa una mascherata triste.

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Su questa base si svolgono le vicende di una giovane Claudia Cardinale che cerca di maturare e affermarsi in questo mondo, Wayne che cerca il suo perduto amore per mezzo mondo e infine uno degli ultimi ruoli di Rita Hayworth che, anche se invecchiata, risulta bellissima anche se assolutamente poco credibile come madre della Cardinale.

Filmetto da guardare per la Hayworth.

Agguato ai tropici (Across the pacific – 1942)

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Agente del controspionaggio USA s’imbarca su piroscafo dove viaggia professore venduto ai giapponesi. Conclusione nella giungla di Panama.

  • GENERE: Spionaggio
  • ANNO: 1942
  • REGIA: John Huston
  • SCENEGGIATURA: Richard Macaulay
  • ATTORI: Humphrey Bogart, Mary Astor, Monte Blue,Spencer Chan, Roland Drew, Chester Gan, John Hamilton, Roland Got, Sydney Greenstreet, Keye Kuke,Richard Loo, Lester Matthews, Paul Stanton, Tom Stevenson, Victor Sen Yung, Rudy Robles, Kam Tong,Lee Tung Foo, Frank Wilcox, Charles Halton

Agguato ai tropici o lo si ama o lo si odia.

Ci sono tutti gli elementi per un film epocale che purtroppo non avviene, sia gli attori che il regista che ci hanno regalato “Il mistero del falco” , i personaggi e la trama ricordano Casablanca (stesso anno) eppure il film non decolla.

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Ma questo non fa (per me) di Agguato ai tropici un brutto film ,ma solo un film di propaganda che forse sarebbe potuto diventare qualcosa di più, sicuramente è da vedere, perché alcune scene e ovviamente la presenza di Bogart meritano, e sarà piacevole per i più nostalgici notare le assonanza con gli altri film sopracitati, con occhio benevolo vi divertirà.

Le ali delle aquile (The Wings of Eagles – 1957)

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Il film è la biografia romanzata di Frank Wead, asso dell’aviazione americana, la lotta contro la malattia e il successo come scrittore di sceneggiature hollywoodiane, negli anni quaranta.

  • GENERE: Biografico, Drammatico
  • ANNO: 1957
  • REGIA: John Ford
  • SCENEGGIATURA: William Wister Haines, Frank Wead,Frank Fenton
  • ATTORI: Fred Graham, Stuart Holmes, Louis Jean Heydt, Maj. Sam Harris, Bill Henry, Christopher James,Dorothy Jordan, Barry Kelley, Cliff Lyons, William Paul Lowery, Edmund Lowe, May McEvoy, Peter Ortiz,Maureen O’Hara, Henry O’Neill, Jack Pennick, Tige Andrews, Veda Ann Borg, Ward Bond, Dan Borzage,Willis Bouchey, Olive Carey, Ken Curtis, Dan Dailey,Chuck Roberson, Evelyn Rudie, Sig Ruman, William Tracy, Charles Trowbridge, Kenneth Tobey, James Todd, John Wayne, Mimi Gibson, Harlan Warde

Questo film colpisce dritto al cuore, sia perché è stato fonte di ispirazione per tanti altri film sui militari che si rifanno una vita dopo un grave incidente, sia perché vedere un inabile Wayne è sicuramente spiazzante.

Da notare come Ford amico del pilota ha voluto raccontare la storia con molto riguardo senza calcare i toni, pur mantenendo il suo stile avventuroso e ironico, certo manca il lieto fine, la vita personale e familiare di Wayne ne uscirà comunque distrutta sia nel periodo pre-incidente sia dopo , e il finale è sicuramente dei meno felici anche perché si capisce bene quale sarà il suo destino.

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Struggente e bello, come tutti i film con la coppia Wayne – O’hara, andrebbe riscoperto. Da una storia vera, un film per ricordare un uomo che oltre a essere un eroe di guerra è stato anche capace di risorgere dalle sue ceneri.

Deep Rising – Presenze dal profondo (1998)

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Dalle profondità del Mare Cinese meridionale affiorano alcune orribili creature che cominciano ad attaccare i passeggeri di una lussuosa nave da crociera. Ben presto la nave diventa una camera degli orrori galleggiante. In corsa verso la nave da crociera c’è la Saipan, capitanata dall’ingegnoso mercenario John Finnegan, insieme al meccanico e al comandante in seconda. Quando arrivano, saltano a bordo e scoprono che qualcosa di terribile ha attaccato la nave. Il sangue scorre dappertutto. Tra i superstiti ci sono il comandante, l’armatore Canton e Trillian, ladra di gioielli.

  • GENERE: Horror
  • ANNO: 1998
  • REGIA:Stephen Sommers
  • SCENEGGIATURA: Stephen Sommers
  • ATTORI: Treat Williams, Famke Janssen, Kevin J. O’Connor, Anthony Heald, Wes Studi, Derrick O’Connor,Una Damon, Djimon Hounsou, Cliff Curtis, Clifton Powell, Jason Flemyng, Trevor Goddard

Come già detto amo quel genere di horror che ormai non si fa più, quello della mia adolescenza, targato anni 80 che prevedeva mostri e situazioni assurde, pochi effetti computerizzati e tante figure stereotipate ma divertenti. Tutto questo in Deep rising c’è unito a una trama niente male, la nave abbandonata stile olandese volante con tracce alquanto inquietanti, i cattivi e i buoni e infine il mostro gigante vecchia maniera.

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Insomma una goduria per l’appassionato ma anche per l’amante del cinema “semplice” che però lasciava soddisfatti. Se questo non bastasse nel cast c’è Famke Janssen che qualunque cosa faccia, anche stando assolutamente ferma e silenziosa toglie il fiato. Al trucco l’unico, il mitico Rob Bottin che spero torni a lavorare, perché noi e il cinema ne abbiamo tanto bisogno.