Lucy (2014)

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Un thriller d’azione che racconta la storia di una donna casualmente coinvolta in loschi affari ma comunque in grado di prendersi la rivincita sui propri ricattatori, trasformandosi in una spietata guerriera capace di superare ogni logica umana.

  • REGIA: Luc Besson
  • SCENEGGIATURA: Luc Besson
  • ATTORI: Scarlett Johansson, Morgan Freeman, Choi Min-sik, Amr Waked, Mason Lee

Il mondo del cinema è quanto meno vario e questo è noto, sopratutto per chi come me, segue questa passione (con umiltà) da diversi decenni, la carriera del signor Besson è costellata di grandi successi , ha creato vere e proprie icone cinematografiche e ha letteralmente portato alla ribalta degli attori che oggi sono dei miti nella cinematografia, poi improvvisamente ha deciso di dedicarsi ad altro. Cambiando genere provando nuove strade e deludendo i suoi vecchi fan, che da lui si aspettava dei film d’azione francesi, ovvero non delle brutte copie o adattamenti del genere action americano, ma un nuovo modo di raccontare le storie con quei dettagli tipicamente europei e squisitamente francesi. Ricordiamo tutti Leon o Nikita che ci hanno fatto vedere come il concetto di eroe e antieroe e di lieto fine possa essere radicalmente diverso da come l’abbiamo sempre visto al cinema, vorremmo dimenticare la saga di Arthur ma al momento ci viene ancora difficile e speriamo vivamente che possa accadere con altri film come questo Lucy.

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Di per se il film andrebbe visto perché è presente la bellissima Scarlett Johansson ma sarebbe riduttivo, dato che nei film di Besson la presenza femminile è sempre gradevole, il film potrebbe essere visto perché c’è quel pezzo di attore fantascientifico di Morgan Freeman ma ancora non basta. Allora per me il film andrebbe visto perché riporta squisitamente in campo un tema tanto caro al cinema anni 70, ovvero la mutazione e il diventare tutt’uno con l’universo. E di fatto questo ci racconta il film, per certi versi parallelo a Transcendence , riporta il concetto di Io e di tutto in un unico essere. Quindi ci troviamo di fronte a quella fantascienza particolare, tanto amata da Besson (Il quinto elemento) e con dei personaggi di contorno che sembrano usciti dai suoi classici (il poliziotto francese interpretato dal bravo Amr Waked) e di cattivi cosi spietati che sembrano usciti da un fumetto.

Insomma un film esplosivo e pieno di vitalità che realmente cattura lo spettatore, uno dei migliori di questo 2014, da vedere.

Transcendence (2014)

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Il dottor Will Caster (Johnny Depp) è il più importante ricercatore nel campo dell’intelligenza artificiale e lavora alla creazione di una macchina senziente che combini l’intelligenza collettiva di tutto ciò che è conosciuto con l’intera gamma delle emozioni umane. I suoi controversi esperimenti lo hanno reso famoso, ma lo hanno fatto diventare anche il bersaglio principale di un gruppo di terroristi contrari alla tecnologia, pronti a tutto pur di fermarlo. Ma nel loro tentativo di annientare Will, gli estremisti stessi diventano involontariamente coloro che lo spingeranno al successo—diventare parte della sua stessa trascendenza. Per sua moglie Evelyn (Rebecca Hall) e il suo migliore amico Max Waters (Paul Bettany), entrambi ricercatori, il problema non è se possono andare avanti…. ma se sia giusto farlo. Le loro peggiori paure diventano realtà quando la sete di conoscenza di Will sembra trasformarsi in una ossessiva ricerca di potere, di cui non si conosce la fine. L’unica cosa che è terribilmente chiara è che forse non c’è modo di fermarlo.

  • REGIA: Wally Pfister
  • SCENEGGIATURA: Jack Paglen, Jordan Goldberg, Alex Paraskevas
  • ATTORI: Johnny Depp, Paul Bettany, Rebecca Hall,Morgan Freeman, Kate Mara, Cillian Murphy, Clifton Collins Jr., Cole Hauser, Josh Stewart, Olivia Dudley,Falk Hentschel, Cory Hardrict, Wallace Langham, Dennis Keiffer

Abbandonati i panni del pirata e del attore feticcio di Tim Burton, Depp si cimenta in questo ruolo alquanto particolare, ovvero diventare Dio o meglio un Dio. L’idea non è certamente nuova, la fusione uomo-macchina è sempre stata presente nell’immaginario letterario e cinematografico e mai come oggi possiamo vederne gli sviluppi, se ancora non si può parlare di cibernetica siamo però a un livello molto avanzato di interconnessione tra quello che è reale e quello che è virtuale e quindi cerchiamo sempre di più di trasformarci da creature analogiche a esseri digitali. Nel film viene affrontata questa tematica piuttosto che andando a calcare l’aspetto fantascientifico che alla fine serve solo come supporto alla storia, si preferisce concentrarsi sull’aspetto morale intenso in senso più ampio.

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Ovvero non è solo una questione legata all’Io umano e quindi alla sua moralità ma a un problema globale, tant’è che il fenomeno della trascendenza non si limita a coinvolgere gli essere umani ma tutto l’universo (o visto il tema potremmo dire il creato), superando le barriere biologiche ma invadendo anche cieli, terra e acqua. Insomma una presenza davvero divina su ogni oggetto esistente e anche virtuale, quindi una trascendenza assoluta su tutto. Gli effetti speciali sono al livello della storia, molto ben fatti e hanno il giusto peso senza eccedere sulla storia. Depp fa Depp nel bene o nel male (se vi piace o meno), la Hall è la classica bella-non bella e infine Freeman che ormai è una specie di divulgatore fanta-scientifico.

Per concludere posso dire che è un bel film, sicuramente non un capolavoro ma nel panorama generale è decisamente interessante, bello il messaggio ambientalista, insomma merita di essere visto.

Mario Bava: La frusta e il corpo (1963)

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In un tetro castello vive l’aristocratica famiglia Menliff: il vecchio conte, il figlio Cristiano con la giovane moglie Nevenka e la nipote Katia oltre la governante e un vecchio servitore. Il ritorno al maniero dell’altro figlio del conte, Kurt, a suo tempo scacciato e diseredato per le sue scelleratezze, risveglia in Nevenka la passione per l’amante di un tempo. Kurt viene pugnalato alla gola. Il suo spirito comincia ad ossessionare Nevenka che crede di ricevere ancora le sue visite notturne e le sue torture.

  • REGIA: Mario Bava
  • SCENEGGIATURA: Ernesto Gastaldi, Ugo Guerra,Luciano Martino
  • ATTORI: Daliah Lavi, Christopher Lee, Tony Kendall, Ida Galli, Harriet Medin, Gustavo De Nardo, Luciano Pigozzi,Jacques Herlin

La frusta e il corpo stranamente mi ha riportato in mente quel melenso film che si chiama “Ghost” e in volendo ci sono dei punti in comune, ma sviluppati in modo molto più intelligente da Mario Bava, abbiamo un rapporto morboso tra una donna sposata e un nobile e il rapporto consiste proprio nel raggiungere l’eccitazione da parte di lei, sono con la violenza in particolare con la frusta che lui usava. Ma la situazione si complica quando lui viene misteriosamente ucciso eppure sembra ritornare per cercare vendetta e non solo. Quello che nasce come un film un po’ particolare, si addentra nell’horror ma solo per poi ritornare su quello che è realmente ovvero un giallo psicologico ben costruito.

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E quando dico ben costruito dico sul serio, abbiamo fino all’ultimo dubbi su cosa stia veramente accadendo e solo gli ultimi minuti (pur lasciando un certo dubbio) abbiamo delle risposte. Sugli attori spicca il grandissimo Christopher lee che riesce sempre a essere sensuale come è sua natura a cui si contrappone la misteriosa daliah lavi. Grande film pieno di colpi di scena che riesce a ingannare come pochi ci riescono, lo spettatore dando solo all’ultimo una risposta (dubbiosa tra l’altro) , bellissima la colonna sonora, consigliata la visione a tutti.

Noah (2014)

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Noah è il prescelto dal Creatore per eseguire le sue volontà. L’uomo deve costruire un’arca capace di contenere due esemplari di tutte le specie animali per metterli in salvo dall’arrivo di un diluvio che sommergerà tutte le terre emerse per lungo tempo. Il sacrificio di Noah e la sua devozione alla “missione”, però, lo mettono in aspro conflitto con la sua famiglia prima che con se stesso.

  • REGIA: Darren Aronofsky
  • SCENEGGIATURA: Darren Aronofsky, John Logan
  • ATTORI: Russell Crowe, Emma Watson, Jennifer Connelly, Logan Lerman, Ray Winstone, Douglas Booth,Anthony Hopkins, Kevin Durand, Sami Gayle, Marton Csokas, Dakota Goyo, Barry Sloane, Nick Nolte, Mark Margolis, Frank Langella, Don Harvey, Sophie Nyweide

Gli americani amano confrontarsi con il genere biblico, negli anni 50 e 60 tra filmoni di stampo religioso e storici hanno usato migliaia di km di pellicola per raccontarci (a modo loro) alcune storie (o favole) di comune conoscenza, a me personalmente hanno sempre annoiato a morte ma qualcuno l’ho pure visto e mi è piaciuto, per esempio “I 10 comandamenti” è un gran bel film e a dispetto della durata riesce a mantenere viva l’attenzione.  Cosa che non si può dire di questo Noah , intanto va detto che chi si affronta a vedere la trasposizione cinematografica del mito di Noè deve prepararsi a ben due ore e 17 minuti di film e questo di per se non è poco a questo va aggiunto un aspetto che potrebbe far storcere il naso a molti, ovvero il film si ispira a quello narrato nella Genesi ma tante cose sono state aggiunte per fini narrativi e infine rimane la parte attoriale che salvo qualche eccezione lascia molto a desiderare.

Russell Crowe, Jennifer Connelly

Questo vuol dire che è spazzatura?

No , non sarebbe giusto affermarlo, anche perché alcuni effetti speciali ma sopratutto alcune trovate visive (e i giochi cromatici) sono davvero ben fatti e piacevoli tanto da strapparti dall’idea del film Hollywoodiano e farti pensare a una produzione indipendente, ma il rovescio della medaglia è che più di una volta sembra di vedere quei video creati apposta per Youtube o videoclip musicali.

Nel film ci sono anche dei messaggi (nemmeno tanto velati) decisamente controcorrente come la salvaguardia della natura, il vegetarianismo e il principio per cui i mali della Terra sono stati tutti causati dall’uomo. Cosi come non viene mai citato “Dio” ma viene definito come “Creatore” quindi qualcosa che va oltre la visione prettamente cristiana (va ricordato che la Genesi è nell’antico testamento) , a queste idee portate avanti da Noah si contrappongono quelle portate avanti dalla stirpe di Caino che fondamentalmente, mettono l’uomo come padrone e signore della Terra e di tutte le sue creature, e quindi può fare come gli pare.

Emma Watson and Douglas Booth

Dal punto di vista attoriale, Crowe è sempre lo stesso, chi ha visto alcuni suoi film sa quanto possa essere statico, la Watson purtroppo non riesce a emergere sembra quasi che le star dei film di Harry Potter si portano dietro un pesante debito col cinema. Hopkins ormai vive di bulimie cinematografiche comparendo nei più disperati ruoli (qui è Matusalemme…) , l’unica che veramente rimane nella memoria dello spettatore è la Connelly che ormai matura riesce a trasmettere delle emozioni.

Non saprei se consigliare o meno la visione, quello che posso dirvi e di avere fede e provarci.

Maleficent (2014)

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La rilettura della Bella Addormentata dal punto di vista della cattiva, Malefica. Una bella e giovane donna dal cuore puro con impresssionanti ali nere, Malefica vive una vita idilliaca immersa nella pace della foresta del regno, fino a quando, un giorno, un esercito di invasori umani minaccia l’armonia di quei luoghi. Malefica diventa la più fiera protettrice delle sue terre, ma rimane vittima di uno spietato tradimento, ed è a questo punto che il suo cuore comincia a tramutarsi un pietra. Decisa a vendicarsi, Malefica affronta una battaglia epica con il re degli umani e, alla fine, lancia una maledizione contro la piccola Aurora. Quando la bambina cresce, Malefica capisce che Aurora rappresenta la chiave per farle trovare la vera felcità e riportare la pace nel regno.

  • REGIA: Robert Stromberg
  • SCENEGGIATURA: Linda Woolverton, Paul Dini
  • ATTORI: Angelina Jolie, Elle Fanning, Juno Temple,India Eisley, Sharlto Copley, Sam Riley, Imelda Staunton, Lesley Manville, Kenneth Cranham

Ultimamente le favole sono tornate di moda, già da qualche anno sono state riproposti rimaneggiamenti di favole classiche, magari in stile gotico o horror, poi la TV ha invaso il campo con la serie “Once Upon a Time” rimescolando ancora le carte e raccogliendo un grosso successo di pubblico. E come era giusto aspettarsi, la Disney che ha sempre vissuto di questo ha pensato bene di dire la loro, con un film decisamente interessante. La storia della “Bella addormentata nel bosco” è abbastanza conosciuta, sopratutto nella versione Disney, loro ne hanno fatto un simbolo (il logo Disney infatti è ispirato al castello della Bella Addormentata) e riproposto in tutti i loro parchi di divertimento. Quindi Maleficent ha il doppio scopo, quello di raccontare la storia Disney in modo diverso e contemporaneamente di avere una famosa testimonial per il loro brand.

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Ed ecco che nasce dalla sapiente bravura della Woolverton la “vera storia” di Malefica e di come venne tradita dagli umani e infine la sua redenzione. Parlando del film, in senso stretto, non si può dire che non sia gradevole anzi, spesso come è tradizione Disney offre sia degli spunti morali sia dei momenti realmente divertenti e ovviamente si parteggia per l’eroina negativa, ovvero Malefica che deve molto del suo charme alla bella Jolie che persino mascherata trasuda bellezza eterea e una buona dose di ironia. Per concludere posso dire che siamo di fronte a una buona pubblicità confezionata da una delle più grandi aziende al mondo, MA è anche un buon film che piacerà sia ai piccoli che ai grandi, perché sotto sotto le favole piacciono a tutti e se c’è il lieto fine (cosa che è appunto una favola) si riesce a vivere meglio.

Buona visione.

Mario Bava: La ragazza che sapeva troppo (1962)

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Una giovane ragazza inglese, in vacanza a Roma, si trova inconsapevolmente al centro di una rete di misteriosi delitti. Impressionata dalla catena di orrori che si snoda nella stessa famiglia che la ospita, Nora Davis, decide di chiarire la situazione ed invece di visitare la città si getta anima e corpo nelle indagini seguendo i minimi indizi che possano condurla sulla pista giusta. Aiutata da Marcello, il suo innamorato italiano, Nora riesce presto a venire a capo della misteriosa situazione.

  • REGIA: Mario Bava
  • SCENEGGIATURA: Mario Bava, Eliana De Sabata,Mino Guerrini, Ennio De Concini, Bruno Corbucci,Giorgio Prosperi
  • ATTORI: Gigi Bonos, Robert Buchanan, Chana Coubert,Gustavo De Nardo, Valentina Cortese, Jim Dolen,Virginia Doro, Gianni Di Benedetto, Dante Di Paolo,Adriana Facchetti, Dafydd Haward, Lucia Modugno,Marta Melecco, Tiberio Murgia, Franco Morici, Lido Pini,Milo Quesada, John Saxon, Letícia Román, John Stacy,Peggy Nathan, Titti Tomaino

La ragazza che sapeva troppo è un bellissimo ibrido del cinema italiano, si notano subito i tratti distintivi di Bava, ovvero la paura scatenata dallo sguardo e l’ironia sottile. Il film inizia come un classico giallo con una leggera punta di terrore, ma poi svolta improvvisamente in un susseguirsi di colpi di scena, tanto da rendere lo spettatore dubbioso su quello che realmente sta accadendo.

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A questo si aggiunge il sapiente utilizzo di piccoli intermezzi leggeri quasi comici che ancora di più disorientano lo spettatore, ma senza fargli perdere interesse al film, spesso capita che in questo genere di film volendo a tutti i costi seguire i passi (classici) del genere thriller si finisca per ricalcare le orme di qualcuno, in questo caso queste piccole accortezze permetto di mantenere vivo l’interesse, fino a un finale del tutto inaspettato compresi gli ultimi due minuti che riescono quasi a ribaltare tutto con una domanda che si pone proprio la protagonista. Ancora una volta Bava riesce con pochi mezzi e tante idee a tirar fuori un film degno di nota e di essere ricordato, grazie anche a le magnifiche vedute di Roma e in particolare di Trinità dei Monti dove si svolge quasi tutta la storia. Insomma in una location di solito romantica riesce a portare il più classico dei gialli con tanto di voce fuori campo.

Da vedere assolutamente, grandioso.

Godzilla (2014)

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L’epica rinascita dell’icona Godzilla della Toho, in questa spettacolare avventura, dalla Warner Bros. Pictures e Legendary Pictures, contrappone il mostro più famoso del mondo alle malvagie creature che, sostenute dall’arroganza scientifica dell’umanità, minacciano la nostra esistenza. Godzilla si svolge in continenti diversi e si dipana nel corso di decenni, seguendo l’impatto di una serie di misteriosi e catastrofici avvenimenti, attraverso l’occhio di un gruppo di persone intrappolati nell’epicentro.

  • REGIA: Gareth Edwards
  • SCENEGGIATURA: Frank Darabont, Max Borenstein,David Callaham
  • ATTORI: Aaron Taylor-Johnson, Bryan Cranston,Elizabeth Olsen, Ken Watanabe, Juliette Binoche, David Strathairn, Victor Rasuk, Sally Hawkins, C.J. Adams,Richard T. Jones, Brian Markinson, Al Sapienza, Patrick Sabongui, Christian Tessier

Quando si parla di remake io subito storco il naso, non mi piacciono e sopratutto i rimaneggiamenti fatti male (Star Trek) rendono furenti i cinefili e fan appassionati (come me) , e infatti l’ultima trasposizione hollywoodiana di Godzilla era risultata mostruosa e ridicola, portando sullo schermo un poco credibile Godzilla che ricordava più Jurassic Park che la vera origine del mostro. Quindi appena seppi di questo film, pur mosso da grande curiosità ero decisamente preoccupato, poi vedendo il trailer e notando le fattezze del mostro ho iniziato a sperare e alla fine le speranze sono diventate realtà. Infatti ci troviamo di fronte a una bella reinterpretazione del mito di Godzilla con un lucertolone davvero simile a quello originale (era Heisei) , e che caratterialmente dimostra la sua “amicizia” verso il genere umano.

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Se pensiamo il significato morale di Godzilla, ovvero il condannare l’energia nucleare ma anche il pericolo che veniva dall’esterno (tipico messaggio giapponese) qui viene rispettato in modo a dir poco incredibile, facendo proprio riferimento (in uno dei momenti più belli) alla tragedia di Hiroshima. Dal punto di vista tecnico senza (l’odiata) CGI non si sarebbe potuto realizzare un film cosi, ma in questo caso (uno dei pochi) tutto è asservito alla trama senza necessariamente offrire un videogioco cinematografico allo spettatore, ma questi risultati non sono casuali e dettati da una mera fortuna, infatti se andiamo a vedere chi c’è alla regia, abbiamo l’inglese Gareth Edward, che ricordiamo per “Monsters”  , moralista e psicologico film di fantascienza di qualche anno fa, e che riporta anche in questo Godzilla una buona dose di morale ma stavolta bilanciata decisamente meglio. Alla sceneggiatura abbiamo l’inossidabile Darabont e si vede la sceneggiatura funziona alla grande portandoci per oltre 2 ore in compagnia di un lucertolone mitico che viene riscoperto in tutto il suo splendore. Ultima nota riguarda alcuni effetti visivi degni di nota, non parlo solo della visione in toto di Godzilla, ma alcune trovate come la discesa dei paracadutisti con i bengala , o il muso di Godzilla che compare nella nebbia, sono indimenticabili.

Insomma un gran bel film, che merita di essere visto.