Comportamenti funzionali e disfunzionali.

Ogni momento della nostra vita, ci pone di fronte a scelte,  su questo tipo di scelte ci sono diversi schieramenti, c’è chi è assolutamente razionale e quindi imbrigliato in rigidi schemi, chi invece è “godereccio” e quindi appaga se stesso, spesso un mix dei due tipi con una buona dose di impulsività.

Ma tutto questo si può ricondurre ai comportamenti funzionali o disfunzionali, e su questo faccio un esempio semplice quanto pratico.

Ci troviamo a cena una sera, abbiamo avuto una giornata pesante e finalmente ci stiamo riposando aspettando che il cameriere ci porti quello che abbiamo ordinato. A noi piace il pesce e sul menù c’era qualcosa di irrinunciabile, quindi felici e frementi abbiamo ordinato una porzione di pesce godendoci quella piccola oasi di ristoro perchè dopo ci attenderà il rientro a casa.

Il rientro a casa, sarà lungo e dovremo guidare di notte.

Ma torniamo al nostro comodo tavolo di ristorante, arriva ciò che abbiamo ordinato e improvvisamente (non funziona di solito cosi, ma per questioni narrative pieghiamo le tecniche di sala al nostro volere) il cameriere ci chiede se vogliamo del vino, da accompagnare al pesce.

Ecco, questo è il momento in cui le due tipologie di comportamento entrano in atto.

Comportamento funzionale:

potremmo ordinare il vino, perché sappiamo che bere acqua col pesce non ci piace, ma sappiamo anche di essere estremamente stanchi e ci toccano ore di auto per tornare.

Quindi, applichiamo la scelta funzionale e rinunciamo al vino, non mancherà occasione per poterlo ordinare in futuro, serenamente proseguiamo la nostra cena.

Comportamento disfunzionale:

ordiniamo il vino, non sarà la stanchezza o il ritorno a casa a impedirci di gustare il pesce, poco importa se dopo saremo più assonati o stanchi, vorrà dire che guideremo più piano, ma ogni tanto

qualche capriccio dobbiamo farlo. Berremo il vino con un piccolo dubbio inconscio.

Avremo fatto la scelta giusta?

Dopo, seduti al volante dell’auto, inizieremo a rifletterci sul serio, con tutti i rischi che ne conseguono.

Questo semplice esempio, spiega in modo sommario come agiamo di fronte alle scelte, per poter fare la scelta giusta dobbiamo intanto avere consapevolezza di noi (capacità di valutare realmente noi stessi e la situazione), l’altro aspetto è la capacità di accettare e vivere serenamente quella scelta, servirebbe a poco applicare un comportamento funzionale se dopo si stesse male e pensierosi per non aver potuto fare altro.

Quindi, dire semplicemente : fai ciò che ti far star bene, è solamente un inganno che ci permette di nasconderci da ciò che è la realtà.

Bisogna fare ciò che ci fa star bene.

E per sapere cosa ci fa realmente bene, dobbiamo conoscere noi stessi con la giusta prospettiva costruttiva e di benessere personale,  solo cosi potremo realmente vivere felici.

 

 

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Cocaine

Ora dovete sapere che la mia splendida città (e sono sarcastico) , naviga come buona parte delle città sulla cocaina (e non solo).

Il punto è che quando, un sospetto diventa realtà, cioè che il negozio sotto casa spaccia per il quartiere invece che tagliare metalli per eventuali porte e finestre, inizi a pensare che forse

è il caso di cambiare casa/città/regione/stato.

Che mi sia sbagliato?

E’ anche vero, che se vedo un nano di brunettiana altezza, sporgersi per raggiungere una finestra, dove una mano guantata riceve una bustina bianca e dopo ricevo un occhiataccia dal nano che

torna nella sua bottega ingrugnito, qualcosa mi viene da pensare…

Anche perché, possibile che sia stato l’unico ad accorgersene, dato che tra l’altro l’amatissimo sindaco abita a 150 metri da me?

 

P.s.

Per maggior tranquillità, la mia città è Catania e vivo nel quartiere borgo, se dovessi sparire almeno lascio una testimonianza.  🙂