Vietnam War : prima parte.

La mia passione per la storia è seconda a quella per il cinema, tendo a essere settoriale ma quando trovo un filone che trovo interessante, affronto in modo totale e ossessivo l’argomento cercando di recuperare tutte le informazioni che posso,ho bisogno di sapere tutto il possibile finchè non riesco a saziare il cervello.

Tutto questo è venuto fuori con l’argomento Vietnam, e la guerra che per quasi un decennio tra gli anni 60 e 70 ha cambiato la storia americana. Il primo approccio è venuto con l’ottimo documentario Vietnam in HD , creato da History Channel che riprende tutta la storia della guerra del Vietnam dopo un lungo e accurato restauro delle pellicole , con filmati inediti e in HD.

Nel mentre che cerco i libri “Eravamo giovani in Vietnam” e “Nessuno ha lasciato il Vietnam” , ho spulciato internet per capire quali fossero i film che hanno segnato la storia del cinema sull’argomento Vietnam e questo post ne riassume una parte.

In Vietnam, condotte dal sergente americano Terry Frantz, anch’egli molto giovane, le giovanissime reclute Beletsky, Languilli, Murphy, MacDaniel, Doc, Washburn, Galvan, Bienstock vengono addestrate all’operazione per la conquista della collina 937 nella valle di Ashau, in mezzo a grandi difficoltà. Fra di loro nascono amicizie e si rivelano conflitti razziali, messi in risalto specialmente da Doc, un negro pieno d’amarezza per come i bianchi trattano i suoi simili. Davanti agli attacchi nemici, fra i soldati nasce una grande solidarietà e tutti sono pronti ad aiutarsi generosamente fra loro. Ogni vittima provoca il sincero dolore dei compagni. Durante 10 interminabili giorni di combattimenti, questi soldati si arrampicano con enormi sforzi nel fango per raggiungere la sommità della collina, ripetendo l’attacco moltissime volte, e altrettante ridiscendendo respinti dal nemico che combatte validamente e li sovrasta dalla vetta, armato di mitragliatrici. Intanto il comando superiore, da lontano, li esorta ad impegnarsi più a fondo per ottenere il successo, e non sostiene invece il loro operato con l’apporto adeguato di mezzi di rinforzo. I ragazzi del gruppo muoiono quasi tutti e il 20 maggio 1969 in cima alla collina contesa arrivano solo in tre, mentre i cadaveri sparsi dei loro compagni coprono le pendici brulle e fangose. Poco dopo, per ragioni tattiche, l’obiettivo a così caro prezzo conquistato, verrà abbandonato dalle truppe americane.

Chris, un giovane americano, parte volontario per la guerra del Vietnam non trovando giusto che tocchi sempre agli uomini economicamente svantaggiati e alle minoranze di colore rischiare la vita per la patria. Capitato in un plotone, pittoresco per varietà di composizione, disumanizzato dall’esperienza brutale della guerra nella giungla, in breve tempo Chris viene spietatamente iniziato alle esigenze di quella vita violenta, non escluso l’uso della droga per difendersi dalla nostalgia. Durante una ricognizione nella giungla, il disumano sergente Barnes, che comanda il plotone, scopre un villaggio abitato e ne decide il massacro e la distruzione. La strage è violentemente esecrata dal sergente Elias, che aggredisce Barnes e gli assicura un rapporto ai superiori sulle atrocità da lui commesse. Sconvolto dagli orrori del massacro cui ha assistito, Chris si trova in marcia col plotone per un’azione contro un bunker dei vietcong, sotto una pioggia torrenziale. Per l’errore di un tenente americano che dà coordinate sbagliate, il plotone viene semidistrutto. Mentre Chris porta in salvo i feriti, Barnes incontra Elias isolato nella giungla e lo colpisce per vendetta. Dall’alto dell’elicottero di soccorso, Chris e i sopravvissuti scorgono inorriditi Elias ferito, in fuga davanti ai vietcong, che lo uccidono successivamente. Nell’ultima azione di guerra della sua ferma di volontario, scampato a un micidiale agguato dei vietcong che hanno completamente annientato il plotone, Chris, imbattendosi nello spietato Barnes, che ferito tenta di mettersi in salvo, lo uccide con lucida determinazione.

Il 14 novembre 1965 l’esercito americano si scontrò con quello Vietcong in una battaglia in cui quattrocentocinquanta paracadutisti americani che avevano invaso il territorio nemico nella Eye Drang Valley, un posto conosciuto in Vietnam come “Valle della Morte”, furono circondati da 2000 soldati vietnamiti. A mettere per primo piede sul campo per guidare i soldati statunitensi nella battaglia, in cui gli episodi eroici sono stati numerosi, fu il Colonnello Harold Moore.

Durante la “sporca guerra” nel sud est asiatico il reparto comandato dal colonnello Mike Kirby è costretto a difendere un campo di notevole importanza strategica dall’assalto delle truppe comuniste del Vietnam del Nord.

 

Hamburger Hill non mi ha colpito molto, pur essendo fatto molto bene e sicuramente attinente alla realtà  molto deprimente che riguarda quella missione, non riesce a coinvolgere fino in fondo, è come se ci fosse una barriera tra il dolore e quello che viene trasmesso, sicuramente un ottimo film ma che non è riuscito a far breccia.

Platoon è un film morale, molto realistico in merito alle condizioni dei soldati e a quello che provavano sopratutto quando si resero conto della situazione in cui erano finiti, non ha un lato storico vero e proprio ma è un giudizio morale e un parere che Stone dà su quella guerra a cui ha partecipato, primo della trilogia di Stone sul Vietnam.

We were soldiers è forse il film che mi ha colpito di più, complice Mel Gibson, una storia estremamente americana e cattolica che però riesce nella sua semplicità a farsi guardare ma sopratutto parte da un racconto vero di un soldato che ha vissuto la tragedia di una battaglia persa in partenza, cosa notevole la possibilità di vedere l’altro lato del fronte che è raccontato con umanità e senza stigmatizzare il “nemico” tanto da ritrovarsi alla fine del film, più che tristi, costernati per quella guerra.

Berretti Verdi: non sono un appassionato di Wayne anche se non mi perderei mai “Un dollaro d’onore” e ammetto che ha fatto tanti e ottimi film, purtroppo questo non è uno di quelli risulta tra i più odiati film sulla guerra del Vietnam con una visione distorta del patriottismo , di parte e poco credibile, insomma un reclutamento cinematografico. A questo si aggiunge una realizzazione pessima , nessuna musica degna di nota, riprese e montaggio quasi casuali e un Wayne sempre imbalsamato, unica nota curiosa un George Takei giovane e fuori Star Trek che fa una buona prova d’attore.

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