L’immortale

Charly Matteï ha chiuso con il suo passato da fuorilegge. Da 3 anni conduce una vita tranquilla dedicandosi alla moglie e ai due figli. Ma una mattina viene abbandonato nel parcheggio del vecchio porto di Marsiglia con 22 pallottole nel corpo. Contro ogni aspettativa non morirà…Una storia ispirata a fatti realmente accaduti, ma dove tutto è inventato, nel cuore del milieu marsigliese
GENERE: Drammatico, Poliziesco, Thriller
REGIA: Richard Berry
SCENEGGIATURA: Richard BerryMatthieu DelaporteAlexandre de la PatellièreEric Assous
ATTORI:
Jean RenoKad MeradJean-Pierre DarroussinMarina FoïsJoey StarrRichard BerryPhilippe Magnan,Fani KolarovaMoussa MaaskriClaude GensacVenantino VenantiniGuillaume GouixDominique ThomasMartial BezotDaniel LundhMax Baissette de Malglaive

 

Immortal è un film basato su una storia vera, si parla di mala marsigliese ma senza i romanticismi di Delon, in realtà è tutto molto crudo, il sangue e la vendetta non è qualcosa di romantico come ci si potrebbe aspettare dai francesi, invece ricorda molto la mafia siciliana e rispecchia molto bene la condizione attuale di Marsiglia, città bellissima ma con gravi problemi simili al sud Italia.

Sicuramente si respira l’aria del Padrino , ma è un film completamente diverso aspramente criticato eppure con una bella poetica, se vedendolo ci si aspetta il classico film d’azione con Jean Renò si rimane sicuramente delusi, invece andando a cogliere i piccoli dettagli e i vezzi stilistici oltre la trama questo film ti resta dentro o almeno questo è l’effetto che ha fatto a me, a distanza di diverse settimane ripercorro con la memoria alcune scene del film in attesa di rivederlo in HD.

Incredibile il ruolo cattivo di Kad Merad volto da commedie francesi, noto in Italia per Giù al nord, qua riesce a essere un cattivo credibile e spietato, dietro a un espressione da “simpatico” c’è un freddo calcolatore ipocondriaco che punta a diventare il vertice della criminalità cittadina e cosi un cattivo Jean Renò si ritrova nel ruolo della vittima e obbligato a collaborare con la polizia , anche lei piena di chiari scuri (capi inetti e prepotenti, agenti con vite distrutte ) per salvare la sua vita e quelal della sua famiglia.

Il concetto di famiglia, insieme ai vezzi di musica classica è forse la caratteristica che superficialmente fa ripensare al Padrino, ma tutto si ferma li, la violenza messa in campo è più simile a Quei bravi ragazzi.

E’ difficile non apprezzare Jean Renò e il cinema francese, dato che riesce a portare sullo schermo storie classiche raccontante in modo nuovo.

Ultima nota per me importante, grazie a questo film ho scoperto una nuova cantante di origine svizzera che canta in un antico dialetto francese , Laurence Revey che con il suo brano “immortel” condensa tutta l’atmosfera del film, arrivato all’ultima scena che ti lascia congelato sulla sedia , il brano della Revey ha l’effetto di una scarica elettrica e ti rendi conto che il film è finito.

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