Candidato a sorpresa

Quando il parlamentare di lungo corso, Cam Brady (Will Ferrell) commette una enorme gaffe pubblicamente, prima di una imminente elezione, una coppia di ultra milionari trama contro di lui spalleggiando un candidato rivale per ottenere la maggioranza nel loro distretto della Carolina del Nord. Il prescelto è l’ingenuo Marty Huggins (Zach Galifianakis), direttore del locale Ufficio del Turismo. Inizialmente, Marty sembra essere la scelta meno appropriata ma, con l’appoggio dei suoi nuovi benefattori, oltre a quello di una vecchia canaglia della politica ed alle connessioni politiche della sua famiglia, diventa ben presto un degno rivale di cui il carismatico Cam dovrà preoccuparsi. Con l’avvicinarsi delle elezioni, i due si trovano coinvolti in un’atmosfera incandescente, con insulti che si trasformano rapidamente in ingiurie, finché il loro unico scopo sarà quello di distruggersi a vicenda.
GENERE: Commedia
REGIA: Jay Roach
SCENEGGIATURA: Shawn HarwellChris Henchy
ATTORI:
Will FerrellZach GalifianakisJason SudeikisSarah BakerDylan McDermottKatherine LaNasaBrian CoxJohn LithgowDan AykroydScott A. MartinThomas MiddleditchJosh Lawson

In un periodo di pre elezioni un film cosi è da vedere, si riesce davvero ad assaporare la campagna pre elettorale e tutto quello che c’è dietro,  il film è davvero molto cattivo e alcuni cliché risultano abbastanza prevedibili, ciononostante si riesce a ridere e l’attenzione rimane alta fino allo scontato quanto poco credibile finale, per il resto tutto è molto reale e plausibile, dal sesso politico fino alle vendette, ma sopratutto il mondo della finanza che pilota le elezioni, qui egregiamente rappresentato da un inossidabile Dan Aykroyd e da John Lithgow.

La cosa che forse colpisce di più è la vera difficoltà a capire l’orientamento politico dei candidati , cosa che oggi chiunque segua un po la politica vive, e in questo senso con tante altre piccoli gesti questo film da commedia classica diventa qualcosa in più e che si farà ricordare, apprezzabile l’idea del “bacio” al bambino e successivamente al cane, insomma tanta americanità che oggi possiamo vedere nelle nostre tristi e indistinguibili campagne elettorali.

Per palati fini.

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