The possession

 

 

 

Per la famiglia Brenek la discesa nel terrore inizia al tipico mercatino domenicale di quartiere. Il neo-divorziato Clyde (Jeffrey Dean Morgan), sta ancora abituandosi alla sua nuova vita senza l’ex moglie Stephanie (Kyra Sedgwick) e non vede motivo di allarme quando la loro figlia minore Em (Natasha Calis) è attratta da una misteriosa scatoletta con delle indecifrabili inscrizioni e decide di acquistarla. Ma appena lo fa, cominciano a verificarsi degli avvenimenti inquietanti. Em è sempre più ossessionata dalla scatoletta, al punto di portarla con se ovunque. Comincia a comportarsi in modo sempre più oscuro e pericoloso. Ma, per quanto ci provi, Clyde non riesce a separare la figlia dalla scatola, neanche quando Stephanie si convince che l’oggetto la stia facendo impazzire. Perseguitati da una serie infinita di eventi inquietanti e inspiegabili, la famiglia comincia a dissotterrare la verità di ciò che sta veramente accadendo: hanno aperto la scatola di un Dibbuk, spirito maligno di cui narrano antiche leggende ebraiche, fino a quel momento intrappolato nel contenitore.

GENERE: Horror, Thriller
REGIA: Ole Bornedal
SCENEGGIATURA: Juliet SnowdenStiles White
ATTORI:
Jeffrey Dean MorganKyra SedgwickMadison DavenportNatasha CalisAgam DarshiGrant ShowRob LaBelleQuinn LordJohn CassiniNana GbewonyoErin Simms

 

Se conosce l’esorcista (si spera di si…) , questo film è di fatto l’esorcista in versione ebraica, abbiamo ancora una volta una famiglia divisa , una ragazza solitaria che spera di riavere i genitori riuniti e viene attirata da una scatola misteriosa e la creatura che vive la dentro gli dedica tutte le attenzioni possibili…

Il film è abbastanza lento, si nota un tutto già visto, l’unica cosa che rende il film originale è la visione ebraica , l’idea dell’esorcismo ebraico effettivamente ha un che di esotico sia nell’atto in se, sia nello sfondo religioso che presenta il rabbino esorcista. Il film non fa paura, diciamo che va visto leggendo qualcosa o facendo altro e alla fine si ha la percezione di aver visto un buon film ma senza grandi pretese, poi ci si pensa un po e rimane quel gusto amaro di un altra occasione sprecata.

 

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