Di nuovo in gioco

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Gus Lobel (Clint Eastwood) è da decenni uno dei migliori scout del baseball, sempre in cerca di nuovi talenti sportivi; tuttavia, malgrado cerchi a tutti i costi di nasconderlo, l’età avanza. Ma Gus, che è in grado di riconoscere il tipo di battuta solo dal rumore della mazza da baseball, si rifiuta di finire in “panchina” e di terminare così gli ultimi anni della sua brillante carriera. Purtroppo però non ha scelta. L’ufficio centrale degli Atlanta Braves inizia a mettere in discussione le sue capacità, specialmente in vista della selezione di un nuovo fenomeno del baseball. L’unica persona che potrebbe aiutarlo è l’unica alla quale Gus preferirebbe non doversi rivolgere: sua figlia Mickey (Amy Adams), un avvocato di Atlanta, una giovane donna che grazie alla sua ambizione, sta per diventare socio dello studio legale in cui lavora. Mickey ha sempre avuto un rapporto difficile con suo padre, il quale, dopo la morte della moglie, non è stato un genitore modello. Anche ora, nei rari momenti che trascorrono insieme, lui è sempre troppo distratto dal baseball, e Mickey è convinta che sia proprio quello l’unico grande amore della sua vita. Malgrado le sue reticenze e le obiezioni di Gus, Mickey decide di accompagnarlo in un ultimo incarico in Nord Carolina, mettendo a repentaglio la propria carriera per salvare quella del padre.
GENERE: Drammatico
REGIA: Robert Lorenz
SCENEGGIATURA: Randy Brown
ATTORI:
Clint Eastwood, Amy Adams, Justin Timberlake, Matthew Lillard, John Goodman, Scott Eastwood, Robert Patrick, Matt Bush, Ed Lauter, Chelcie Ross, Darren Le Gallo, Rus Blackwell

 

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Il buon Clint ormai ha raggiunto gli 80 anni, la speranza di vederlo nei panni di Dirty Harry è remota (meglio cosi..) , però riesce ancora a fare un certo effetto con la sua faccia (senza cappello), qui viene ripreso il tema di Gran Torino, rapporto tra generazioni e ricongiungimento familiare, ma con il baseball come tema conduttore e a dirla tutta è uno spasso. Il film è divertente anche nei momenti più drammatici e forse prevedibili, però riesce ad attirare l’attenzione dello spettatore, merito sopratutto di quel marmo umano che è Eastwood.

La scelta del cast è felice, Eastwood e i suoi amici rispecchiano bene il ruolo di recrutatori di baseball, la figlia bella ma non più giovane è perfettamente recitata dalla Adams, su Goodman c’è poco da dire: ormai si ritaglia piccole parti che lo caratterizzano in modo splendido,eppoi c’è Justin Timberlake… già proprio lui, io non capisco perché sia stato scelto lui o forse lo capisco ma non voglio accettarlo ma cosi va il mondo (del cinema) e quindi c’è anche lui per la gioia delle signorine.

TROUBLE WITH THE CURVE

 

 

 

Eastwood ormai fa circa un film ogni 4 anni e quindi vederlo fa sempre molto piacere, anche merito del fascino che si porta dietro grazie alle sue precedenti interpretazioni, quindi anche in un film “morbido” come questo, sentirlo urlare che vuole il conto non può che riportare alla mente una pistola grossa come un cannone e uno sguardo di ghiaccio, insomma è un bel vedere. Il film meriterebbe solo per lui, ma oltre lui c’è una bella storia, carica di buoni sentimenti, belle scene e con il lieto fine, insomma se volete mettervi in pace col mondo è il film adatto, come un Gran Torino con il lieto fine.

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