Moonrise Kingdom

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Anni Sessanta: per poter vivere liberamente il loro amore, un ragazzo e una ragazza sono costretti a scappare dall’isoletta del New England dove vivono. Di fronte alla loro fuga, i loro concittadini adulti si organizzano in vari gruppi per ritrovarli e riportarli all’ordine, ma così facendo sconvolgono l’ordine e la tranquillità cui sono abituati.
USCITA CINEMA: 05/12/2012
GENERE: Commedia, Drammatico
REGIA: Wes Anderson
SCENEGGIATURA: Wes Anderson, Roman Coppola
ATTORI:
Bruce Willis, Edward Norton, Bill Murray, Tilda Swinton, Harvey Keitel, Frances McDormand, Jason Schwartzman, Bob Balaban, Kara Hayward, Jared Gilman, Neal Huff, Jake Ryan, Charlie Kilgore, Tommy Nelson, Chandler Frantz

 

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Quando ci si trova davanti a film come questi, si può parlare di Cinema (la C maiuscola…) , perché il regista ha il suo valore, perché i colori del film non sono casuali ma anzi servono in funzione della storia, perché i dialoghi sono costruiti ad arte e ticchettano come un orologio svizzero, perché le musiche sono ricercate e preziose come gemme che rendono tutto più brillante, perché grandi nomi si dedicano a piccoli ruoli comici annullando il “divo” e tirando fuori l’interprete, insomma tanti perché.

Il fatto è che di questo se ne parla in tanti blog dedicati al cinema (mi ha divertito tantissimo un blog americano in cui l’autore si sentiva a disagio per le scene “sexy” della protagonista” ) però questo blog nasce per una passione non per un analisi tecnico critica di un film e allora parliamo con passione: questo film riesce a riportarci fedelmente negli anni 60 (colore  e musiche) ma anche in un universo parallelo dove in Francia c’è una certa Amelie che va in giro e qui un paio di ragazzini che decidono di vivere un avventura, degli adulti con i loro piccoli e grandi segreti che cercano di essere adulti ma sembrando solo dei bambini vecchi e in mezzo a tutto questo : l’avventura e la scoperta.

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Ecco questo è quello che ritengo passione per il cinema, l’analisi tecnica serve, la storiografia del cast è utile ma alle volte bisogna lasciare spazio a se stessi e a quello che un film lascia e questo film mi ha lasciato la voglia di rivederlo ancora, perché è un ottima favola della buonanotte (e mi viene in mente Hugo Cabret) , raccontata bene e recitata a bassa voce.

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