The Innkeepers

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Director: Ti West
Screenwriter: Ti West
Starring: Sara Paxton, Pat Healy, Kelly McGillis
Trama: Dopo cento di attività, l’hotel Yankee Pedlar chiude l’attività. Gli ultimi impiegati, Clara e Luke sono determinati a scoprire quello che si nasconde in uno dei hotel più infestati del New England. Gli inesperti ghost hunters iniziano ad avere strane esperienze e preoccupanti eventi li portano a credere che quelle storie non siano del tutto false.

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Allora da dove iniziare?

Parliamo di soldi: il film è costato un milione e mezzo di dollari (fonte imdb.com) in campo cinematografico è praticamente nulla, gli spiccioli per gli addetti ai lavori per pagarsi il caffè la mattina, invece qui c’hanno tirato fuori un film, è nemmeno un filmetto ma quelle piccole opere che a distanza di anni ti rimangono in testa, un po come Fog che per gli appassionati a distanza di decenni rimane qualcosa da ricordare.

La storia è quella tipica del luogo infestato e non può che portare alla memoria (visto che si tratta di un albergo) Shining, le inquadrature dei corridoi, quei tappeti , i numeri delle stanze, insomma il deja vù è forte ma la cosa non si ferma qui. Il regista è riuscito nella difficilissima impresa di filmare la realtà, cerco di spiegarmi meglio, i protagonisti sono reali, Clare è una ragazza carina, forse immatura, sicuramente non ha idea di cosa farà della sua vita, le manca poco per essere bella e altrettanto per diventare scialba,però è simpatica nei suoi piccoli gesti (dalla scena della spazzatura alla molletta per i capelli) riesce letteralmente a conquistare. Luke è il classico “giovane vecchio” solo e con difficoltà a trovare una ragazza, che vive alla giornata, di internet e della passione per i siti web sui fantasmi (…e non solo), improvvisamente questa vita reale, senza grandi parole o grandi gesti ma fatta di noia e ripetizione viene interrotta da qualcosa di assolutamente irreale e loro diventano delle vittime, niente eroi, niente salvataggi, niente grandi gesti, solo l’assoluta fredda e spietata realtà, quella che vedi in un incidente d’auto o che leggi su un giornale.

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Ecco rappresentare tutto questo tenendo conto della tematica principale del film non è poco, è un impresa notevole e a volte un regista solamente lasciando improvvisare gli attori riesce ad avere tanto, qui sembra che non ci sia alcuna forzatura, letteralmente si ha la sensazione di spiare la quotidianità di due persone che viene sconvolta da qualcosa che non doveva esistere.

Detto questo voglio essere assolutamente sincero, spesso i film avrebbero bisogno delle istruzioni per l’uso, quando si decide di vedere un film horror ci si aspetta dopo 10 minuti il sangue e le urla, qui tutto tace per buona metà del film ma al fine di creare la seconda metà del film e permette la creazione di reazioni anche più forti, insomma è un bel film ma va visto nella giusta condizione d’animo, il rischio è di bruciarsi una opportunità.

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