Box of shadows – The Ghostmaker

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Kyle è un giovane studente del college che svuota cantine per rimediare un po’ di soldi. Nel sotterraneo della casa di una vecchia signora, un po’ inquietante, trova una bara. Pensando di rivenderla, Kyle se la porta a casa e scopre che in un doppio fondo c’è nascosto un meccanismo ad orologeria e la chiave di una scatola musicale. Una cosa è certa: quella è una bara molto strana. Con i suoi amici fa delle ricerche e scopre che è stata costruita nel XV secolo dal malefico Wolfgang von Tristen, conosciuto come “L’artigiano del Diavolo”. Von Tristen costruiva meccanismi di tortura ed era irresistibilmente attratto dalla morte e dal mondo dell’oltretomba. Fu lui a costruire questa bara, che gli permise di uscire dal suo corpo mortale provando così l’esperienza della morte. La chiamò “La Macchina Fantasma”. Kyle e i suoi amici, uno alla volta, si sdraiano nella bara, vogliono provare quella sensazione del passaggio dalla vita alla morte. Inizialmente le loro avventure nel mondo dell’aldilà sono divertenti e innocue, ma alla fine la Macchina Fantasma tira fuori gli impulsi e i desideri più pericolosi di ognuno di loro.
GENERE: Horror, Thriller
REGIA: Mauro Borrelli
SCENEGGIATURA: Mauro Borrelli, Scott Svatos
ATTORI:
Aaron Dean Eisenberg, Liz Fenning

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Mi ero avvicinato a questo film con qualche dubbio, dopo una rapida lettura della trama ho pensato al solito filmetto quasi amatoriale, che sapeva di visto e rivisto e invece mi sbagliato quasi del tutto. Il film è forse un po acerbo nei dialoghi e nelle interazioni degli attori, quasi un prodotto indie , ma almeno hanno evitato il finto documentario anche se all’inizio del film si lancia l’esca. La storia riprende il fenomeno del mesmerismo per certi versi e quindi ricorda anche l’opera di Poe, però ambientata in un contesto giovanile e credibile, con dei ragazzi che sembrano dei giovani Ghostbusters ma con un lato oscuro che la macchina porta a galla.  Abbiamo lo scienziato secchione che ovviamente è il primo a capire e il primo a trapassare, lo sfigato che cerca di riprendersi una vita e il tossico (e belloccio) che vince tutto, insomma già visto, però il film merita. E’ un prodotto genuino senza false pretese di fare cinema d’elite anzi se avete una passione per i fumetti e in particolare Dylan Dog, sicuramente apprezzerete.

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La morte è sempre accanto a noi, solo che ora io riesco a vederla; e con questa citazione vi lascio al film, resterete piacevolmente sorpresi sopratutto dal finale.

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