The company men

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La storia di tre uomini che cercano di sopravvivere ad un ciclo di ridimensionamento dell’impresa per cui lavorano, trovandosi costretti a ri-definire la loro esistenza di uomini, mariti e padri.
GENERE: Drammatico
REGIA:John Wells
SCENEGGIATURA: John Wells
ATTORI:
Ben Affleck, Kevin Costner, Tommy Lee Jones, Maria Bello, Chris Cooper, Craig T. Nelson, Rosemarie DeWitt, John Doman, Patricia Kalember, Tonye Patano, Liam Ferguson, Dana Eskelson, Cady Huffman,Tom Kemp, Kent Shocknek

La crisi che ha colpito il mondo occidentale nel 2008 e che portò al crollo di molte aziende con licenziamenti di massa è la protagonista di questo film, quella crisi che è la stessa che viviamo oggi a distanza di 5 anni, si è propagata dagli Stati Uniti fino a colpire ogni singolo paese del mondo occidentale, con rare eccezioni nelle economie emergenti. In america improvvisamente decine di migliaia di persone si trovarono senza lavoro a qualsiasi età e indipendentemente di quale fosse il loro lavoro, molti persero le case, molto si uccisero, oggi si parla della seconda più grande crisi dopo quella del 1929 e tutt’ora siamo ancora lontani dal vederne la fine, sopratutto nel nostro paese, se per molti paesi il 2013 sarà l’anno della lieve ripresa, per noi non ci sono date.

Faccio questa lunga premessa perché con questo spirito va visto il film, il protagonista si ritrova a vendere la sua Porsche , a vendere casa, tornare a vivere con i suoi genitori portandosi la famiglia dietro e infine a lavorare con suo cognato per riuscire a portare qualcosa a casa, improvvisamente da manager da 10.000 dollari al mese , si ritrova a essere un disoccupato con prole e con poche prospettive. Non va meglio ai suoi colleghi e superiori, che decidono di abbandonare tutto (vita compresa) o di provare ad avviare una loro attività.

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Io non amo Ben Affleck ultimamente ho parlato di Argo e appunto Affleck aveva un espressione da “cappello” per passare a quella “senza cappello” , invece in questo film riesce a esprimere davvero la disperazione di chi improvvisamente perde tutto e guardandosi attorno vede anche di peggio, a questa interpretazione di notevole spessore si aggiunge un granitico Tommy Lee Jones che il tempo non fa che migliorare. Un quasi irriconoscibile Kevin Costner ingrassato e duro, acido e cattivo ma incredibilmente generoso e completa il gruppo Chris Cooper che rappresenta l’assoluta disperazione quella che non riesce a esternarsi e che porta l’uomo ai gesti estremi. Insomma una storia attuale e dolorosamente toccante che ogni lavoratore o ex lavoratore riesce a sentire come sua.

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Per tutto il film si vive quel senso di assoluto disagio, però proprio nel finale si vede la differenza tra il popolo americano e il nostro e tutto viene sintetizzato in questa frase:  Io alla fine vincerò, perché? Perché io ho fede, coraggio e entusiasmo Il film è stato presentato al Sundance film festival nel 2010 , ricevendo ottimi riscontri di pubblico e critica un film difficile ma uno degli migliori prodotti negli ultimi anni.

Buona visione.

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One thought on “The company men

  1. Pingback: Margin Call (2011) | 70millimetri

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