Django Unchained

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Ambientato nel Sud degli attuali Stati Uniti, due anni prima dello scoppio della Guerra Civile, Django Unchained vede protagonista Jamie Foxx nel ruolo di Django, uno schiavo la cui storia brutale con il suo ex padrone, lo conduce faccia a faccia con il cacciatore di taglie di origine tedesca, il Dott. King Schultz (Christoph Waltz). Schultz è sulle tracce degli assassini fratelli Brittle, e solo l’aiuto di Django lo porterà a riscuotere la taglia che pende sulle loro teste. Il poco ortodosso Schultz assolda Django con la promessa di donargli la libertà una volta catturati i Brittle – vivi o morti. Il successo dell’operazione induce Schultz a liberare Django, sebbene i due uomini scelgano di non separarsi. Al contrario, Schultz parte alla ricerca dei criminali più ricercati del Sud con Django al suo fianco. Affinando vitali abilità di cacciatore, Django resta concentrato su un solo obiettivo: trovare e salvare Broomhilda (Kerry Washington), la moglie che aveva perso tempo prima, a causa della sua vendita come schiavo.
GENERE: Azione, Western
REGIA: Quentin Tarantino
SCENEGGIATURA: Quentin Tarantino
ATTORI:
Jamie Foxx, Leonardo Di Caprio, Christoph Waltz, Samuel L. Jackson, Franco Nero, Jonah Hill, Kerry Washington, Tom Savini, Gerald McRaney, Tom Wopat, James Russo, James Remar, Todd Allen, Don Johnson

django unchained int trailer

Non sono mai rimasto molto colpito da Tarantino, è un bravo regista e spesso crea dei film innovativi ma quello che non sopportavo era quel fare delle novità che sapevano di remake o dei remake da spacciare per novità, insomma quella mania della versione 2.0 in alcuni casi fuori luogo, ma in questo caso non è cosi pur rispettando i canoni del suo cinema, ha creato un prodotto veramente godibile e frizzante che merita più di una visione anche solo per il piacere di trovare tutte le citazioni. Django di Corbucci (1966) aveva il merito di essere uno spaghetti western con un suo spirito e le sue idee, non la solita copia dei film di Leone, a questo si aggiungevano musiche memorabili e scene entrate nella storia del genere, prima fra tutte l’intro iniziale con tanto di bara al seguito, che hanno poi caratterizzato altri film dopo di quello.

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E questo Django di Tarantino segue la stessa filosofia pur omaggiando il film di Corbucci,  questa volta tutto è visto dal punto di vista dello schiavo che cerca di ritrovare la donna amata e per caso si imbatte in un tedesco di larghe vedute (ben lontano da quello che sarebbe accaduto molti decenni dopo), da qui inizia un sodalizio a volte comico, come davanti al saloon “In altre parole Marshall mi dovete 200 dollari!” , questo merito anche di attori che riescono perfettamente a calarsi nel ruolo (più di tutti ,per me, Waltz) e che trasmettono totalmente il loro personaggio. Iniziando da un sospettoso e deciso Foxx (Django) , per poi passare a un istrionico ma umano Waltz (King) , un ottuso e ridicolo Johnson (Big Daddy) , un mefistofelico Jackson (Stephen) fino a un crudele e ignorante Di Caprio (Candie).

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Se dal punto di vista del cast abbiamo una macchina che funziona, non è da meno l’aspetto visivo,iniziando dai titoli di testa che riprendono lo stile di Corbucci e sono un tuffo al cuore per i nostalgici, fino alle sparatorie splatter passando per le bellissime inquadrature a campo largo con una vaga sfumatura seppia che ricorda appunto il cinema di quegli anni. A questo dobbiamo aggiungere l’aspetto musicale che è assoluto in questo film oltre ad aver ripreso il tema originale di Django, abbiamo altri temi di film western spaghetti (Ortolani, Bacalov e Morricone) , il tema di Trinità che incensa il finale del film, Elisa che presta la sua voce cristallina per una ballata triste e ancora del buon rap duro , insomma solo la colonna sonora meriterebbe la visione del film.

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Ma le preziosità non si fermano qui , basta spulciare la rete per vedere quanti omaggi sono presenti nel film, compreso un cameo stupendo di Franco Nero , massiccio e assoluto vestito da “western” che si confronta verbalmente con Django (Sò come si scrive!) , ancora una volta smuovendo quel sentimento cinefilo che alberga in chi ama il cinema “vecchio” , oltre a ciò lo stesso Tarantino (ingrassato) si ritaglia un ruolo a dir poco esplosivo. E giusto appunto ecco un bel ritratto alla presentazione del film , che sono sicuro raccoglierà parecchio Oscar.

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Insomma è un bel periodo per il cinema, titoli vivaci che permettono a tutti di godersi qualche ora in assoluto divertimento, perché vedere questo film? Per tutto: storia, attori, musiche, paesaggi e se ho esagerato “Scusate non ho saputo resistere” .

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One thought on “Django Unchained

  1. Ciò che ho apprezzato di più di Django é il fatto che Tarantino abbia fatto un film western senza snaturare il genere: infatti ci sono tutti gli elementi tradizionali (l’ amicizia virile, la vendetta, l’ eroe con una missione, eccetera) con in più l’ ironia e la qualità di scrittura tipiche dei film di Tarantino. C’é sia il rispetto per il passato che la voglia e l’ ambizione di dire qualcosa di nuovo. E quest’ obiettivo é stato brillantemente raggiunto.

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