Gelosia

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Il marchese di Roccaverdina, invaghitosi di una contadinella, Agrippina Solmi, l’accoglie nel suo palazzo e ne fa la sua amante. Punto dalle critiche dei nobili, egli tenta d’educare la sua amante, facendole assumere modi signorili; ma ben presto s’accorge della vanità del tentativo. Poiché egli è sempre follemente innamorato d’Agrippina, decide di farle sposare, pro forma, il suo fattore Rocco: il matrimonio però non dovrà essere consumato. Ma il giorno delle nozze, il sospetto che Rocco non tenga fede ai patti, l’induce ad ucciderlo proditoriamente. Quando un innocente, Neli Casaccio, viene condannato per il suo delitto, il marchese, tormentato dal rimorso, cerca sollievo nella confessione; ma poiché lo sciagurato non è disposto ad assumere la propria responsabilità, il sacerdote non può assolverlo. Oppresso dal rimorso, il marchese si ammala: lo cura con devozione Zosima, la bionda cugina, che i parenti vorrebbero fargli sposare. Rimessosi in salute, egli la sposa; ma poco dopo riallaccia la relazione con Agrippina. Intanto Neli Casaccio evade dal carcere e, per il mancato intervento del marchese, viene ucciso dai carabinieri. 
GENERE: Drammatico
REGIA: Pietro Germi
SCENEGGIATURA: Pietro Germi, Giuseppe Mangione, Giuseppe Berto
ATTORI:
Paola Borboni, Gustavo De Nardo, Erno Crisa, Italia Dini, Alessandro Fersen, Grazia Spadaro, Marisa Belli,Liliana Geraci, Maresa Gallo, Pasquale Martino, Giovanni Martella, Guido Medici, Vincenzo Musolino,Renato Pinciroli, Assunta Radico, Francesco A. Bertini, Gustavo Serena, Amedeo Trilli, Loriana Varoli

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Seconda trasposizione del romanzo di Luigi Capuana, questa volta ripreso da Germi. Su Germi ci sarebbe tanto da dire, regista bravo e innovativo, esponente del neorealismo prima e dopo della commedia all’italiana, personalmente ricondurlo alla commedia all’italiana ho sempre pensato che fosse riduttivo per Germi, ma spesso i registi vengono catalogati come le scarpe, aldilà di questo è sicuramente uno dei più interessanti registi del dopo guerra, trattato molto male dalla critica “de partito” , perché osava guardare le persone aldilà della loro classe lavorativa e quindi spesso quello sguardo risultava impietoso. Purtroppo come tanti registi (basti pensare a Leone) che non si sono svenduti a una corrente politica è stato dimenticato dai più, rimane nella memoria dei cinefili d’archivio , oltre che regista è stato una bravo attore, ottima interpretazione nel “Ferroviere” e addirittura splendida (da noir classico) in “Un maledetto imbroglio” ispirato al libro di Gadda “Quel pasticciaccio brutto de via Merulana”  .

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Tornando a “Gelosia” si riesce ad assaporare una sicilia che non esiste più e che evidentemente è stata fonte di ispirazione ad altri registi fra tutti Coppola nel suo Padrino. Ma si respira anche un aria che spesso si ritrova nel romanzo storico di Camilleri, in definitiva un film teatrale che riesce grazie a una sapiente regia a modernizzarsi senza perdere il senso della storia, da riscoprire.

 

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