La cosa da un altro mondo

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Da una delle basi scientifiche, stabilite da studiosi americani nella regione del polo Nord, perviene una chiamata urgente al capitano Pat Hendry ed al giornalista Ned Scott. Guidati da uno scienziato, il prof. Carrington, i due raggiungono la banchisa polare, nella quale s’è incastrato un gigantesco ordigno, forse un disco volante. Nei tentativi intrapresi per liberare l’ordigno, questo va distrutto: si recupera soltanto un corpo mostruoso, imprigionato in un blocco di ghiaccio. Trasportato alla base della spedizione, il blocco ghiacciato, per un fatale errore, si liquefa: riottenuta la libertà il misterioso individuo, proveniente forse da Marte, sparge intorno il terrore e la morte. 
GENERE: Fantascienza
REGIA: Christian Nyby
SCENEGGIATURA: Charles Lederer
ATTORI:
Margaret Sheridan, Kenneth Tobey, Robert Cornthwaite, Douglas Spencer, James Young, Dewey Martin,Robert Nichols, William Self, Eduard Franz, Sally Creighton, James Arness

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La cosa da un altro mondo è il primo adattamento cinematografico di  “Who goes  there?” di J.W.Campbell , dietro questo film si cela in realtà  Howard Hawks che imprime il suo modo di fare cinema (natura selvaggia e avventura classica) , rendendolo uno dei miti della fantascienza cinematografica e alla fine un film culto che ha influenzato tantissimi registi , tra i quali Carpenter ma non solo, infatti l’occhio esperto noterà le scene in cui il contatore geiger viene usato per cercare il mostro e grazie ai suoi segnali gli studiosi sanno quando era in movimento verso di loro, questo non vi ricorda nulla?

Vi aiuto, Ridley Scott nel 1979.

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Quindi è un titolo che al pari di classici come Ultimatum alla Terra o La guerra dei mondi ha di fatto creato un genere, che poi ha avuto figli illustri. Il film si divide in due parti, quelle esterne di notevole impatto e che tutt’ora riescono a emozionare (la scoperta dell’astronave per esempio) e quelle interne in studio che riescono a riprodurre l’angoscia e il senso di disagio illustrato dalla storia, infatti se nella “Cosa” di Carpenter aveva la paranoia e l’isolamento come effetto alla contaminazione, qui invece c’è lo spirito di gruppo e il senso della coesione tipico del branco che viene cacciato. Questo non toglie che ci sono personaggi  e battute che servono proprio a spezzare la tensione (“Preferirei venire con te.” “Ne hai avuto abbastanza?” “Beh, se ricomincio ad andare a fuoco, chi mi spegne?”) , eppure si deve ammettere che l’inquietudine serpeggia in tutto il film e la comparsa improvvisa della Cosa fa letteralmente saltare sulla sedia, cosi come le scene della lotta con i cani o la fuga nella tormenta riescono a smuovere quella sensazione di paura atavica e impotenza che colpisce gli uomini di fronte al mistero.

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E’ indubbio che il dialogo per giustificare la scienza, fatto da Carrington (“Il sapere è più importante della vita. Abbiamo un solo motivo di esistere: cercare… trovare… imparare..”) risulta forzato e farneticante ma serve da appoggio alle scelte folli del dottore e ovviamente come contrappunto al coraggioso capitano. eppure quel tipo di scienziato sarà usato come archetipo per una lunga schiera di scienziati “pazzi” che saranno l’innesco esplosivo in tanti altri film di fantascienza , non ultima va sottolineata la cura stilistica dedicata alla “Cosa” davvero notevole considerando l’anno di produzione e ancor più notevole le spiegazioni scientifiche sulla sua biologia.

Non posso che concludere con la frase che è entrata nella storia del cinema di fantascienza : “Tutti voi che ascoltate la mia voce dite al mondo, ditelo a tutti dovunque si trovino: attenzione al cielo. Dovunque… scrutate il cielo”

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