Sentieri Selvaggi

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Ethan Edwards, avendo fatto ritorno al ranch del fratello Aaron nel Texas, è accolto festosamente dalla famiglia. Un giorno arriva al ranch una squadra di coloni, guidati dal Rev. Sam Clayton, che danno la caccia agli indiani razziatori di bestiame. Lasciato a casa il fratello, Ethan parte con gli altri: è con loro anche Martin Pawley, un mezzo sangue allevato in casa Edwards. Ethan e Martin si rendono conto ben presto che i Comanches hanno rubato il bestiame per allontanare i coloni dalle loro case; tornati al ranch trovano che la famiglia è stata sterminata dai pellirosse, guidati dal loro capo Scar, mentre le figlie Debbie e Lucy sono state rapite. Ethan, Martin e Brad Jorgensen, fidanzato di Lucy, vanno in cerca degli indiani.
GENERE: Western
REGIA: John Ford
SCENEGGIATURA: Frank S. Nugent
ATTORI:
John Wayne, Jeffrey Hunter, Vera Miles, Ward Bond, Natalie Wood, John Qualen, Olive Carey, Billy Cartledge, Ken Curtis, Walter Coy, Henry Brandon, Beulah Archuletta, Chuck Hayward, Fred Kennedy,Dorothy Jordan, Bob Many Mules, Cliff Lyons, Peter Mamakos, Frank McGrath, Away Luna

Eccomi qui a parlare di cinema anzi di Cinema e la C maiuscola non è solo un omaggio a uno dei più grandi registi americani o un omaggio a uno degli attori più grandi che il cinema ricordi, ma è riferito al formato cinematografico, ovvero il VistaVision , quindi apriamo l’angolo del tecnico cinematografico, lezione di oggi :

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Cosa è il VistaVision?

I formati cinematografici sono svariati, quando sorge il problema di proiettare un film su schermo panoramico di solito si usavano tre formati : Cinerama (tre pellicole contemporanee) , CinemaScope o Panavision (che usano l’anaformismo ovvero piegare le immagini con particolare lenti per adattarle allo schermo cinematografico) e infine il VistaVision che grazie ai negativi riusciva ad avere un immagine finale qualitativamente maggiore. Data la maggiore dimensione dei negativi, la risoluzione finale dell’immagine era migliore e questo permetteva una resa complessiva migliore e oltre ciò permetteva, visto il particolare tipo di ripresa (orizzontale e non verticale) adattabilità a qualsiasi schermo cinematografico. Appunto questa qualità maggiore ha fatto si che venissero stampate su pellicole a 70mm (eh beh…) , l’ultimo a usare questo sistema fu la LucasArts per l’elaborazione degli effetti speciali, poi il sistema diventò obsoleto con l’avvento delle nuove cineprese. 

Ricreazione!

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Finito l’angolo tecnico torniamo al film, come vedete nelle foto la sequenza iniziale ha un che di Leone e cosi quella finale, sequenze che aprono e chiudono il film come un cerchio perfetto, John Ford ha voluto omaggiare al massimo la sua visione di west con un Wayne epocale, immenso, statuario che si erge come parte integrante del panorama. A questo si aggiunge una storia di vendetta e riscatto, in mezzo a tutto ciò che era il west , quindi si va dal nord pieno di neve fino giù al Messico deserto, sempre a cavallo, incrociando indiani amichevoli e non, la cavalleria e varie realtà. Ma nella ricerca della piccola Debbie , se Ethan è mosso da vendetta Martin vuole solo ritrovare un pezzo della sua famiglia ,in questa ricerca Ethan trova anche qualcos’altro: un figlio che non aveva , per quanto all’inizio i rapporti tra Ethan e Martin siano difficili alla fine diventano padre e figlio e riescono a riportare , dopo ben 5 anni di ricerche, Debbie a casa.

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E’ difficile parlare di uno dei capolavori del cinema western e forse l’opera maggiore di John Ford, se ne è parlato tanto analizzando sia il fenomeno razzista (io direi rappresentazione sociologica del periodo) nei confronti degli indiani, sia il rapporto non espresso tra Martha (la moglie di Aaron ) e Ethan, cosi come il desiderio di Ethan di uccidere Debbie se fosse diventata totalmente indiana piuttosto che farla vivere cosi per sempre. Insomma un film che oltre a presentarsi visivamente in modo splendido, oltre a raccontare una storia appassionante e variegata, presenta diverse chiavi di lettura percepibili sono dopo alcune visioni  attente. Ci troviamo di fronte a un pezzo di storia del cinema e come tale , tante se non tutte le parole e definizioni sono state dette, quindi non resta che sedersi e godersi lo spettacolo.

The Searchers

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2 thoughts on “Sentieri Selvaggi

  1. Io non tirerei in ballo Leone.FORD non ha copiato da lui..E poi questo inizio è insuperabile..Leone deve solo inchinarsi…Questo senza nulla togliere alla bravura del nostro conterraneo.

    • No assolutamente non si parla di copiare, siamo su due visioni diverse del West, e meno male, sarebbe stato poco credibile un regista italiano che faceva film come un regista americano su una realtà sconosciuta in Italia. Il merito di Leone è di aver reinventato il genere con buona pace anche degli americani, ma la scena ricorda appunto Leone, quindi semmai potrebbe (e sicuramente c’è) esserci una certa ispirazione, d’altronde il ciclo western di Leone è stato fatto 30 anni dopo rispetto a Sentieri Selvaggi.

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