Il giorno più lungo

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Il film illustra varie fasi dello sbarco alleato in Normandia con particolare riferimento all’occupazione di S. Mére l’Eglise ad opera di un gruppo di paracadutisti, alla difficile avanzata sulla spiaggia di “Omaha” e “Utah”!, all’impossibile scalata della scogliera di Pointe du Rock, singole tappe degli sviluppi bellici che portarono all’inutilizzazione del vallo Atlantico e che segnarono l’inizio definitivo della disfatta nazista.
GENERE: Guerra
REGIA: Ken Annakin, Gerd Oswald, Bernhard Wicki, Andrew Marton, Darryl F. Zanuck
SCENEGGIATURA: Romain Gary, James Jones, David Pursall, Jack Seddon, Cornelius Ryan
ATTORI:
John Wayne, Robert Mitchum, Henry Fonda, Robert Ryan, Richard Todd, Rod Steiger, Richard Burton,Robert Wagner, Mel Ferrer, Jeffrey Hunter, Paul Anka, Sal Mineo, Sean Connery, Arletty, Bourvil,Fabian, Fred Dur, Peter Helm, Richard Wattis, Peter van Eyck

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Negli anni 60/70 Hollywood amava i film corali, tantissimi attori per attirare il pubblico, a volte a discapito della trama. Il giorno più lungo è il capostipite del genere “sbarco in Normandia” , genere che negli ultimi anni ha avuto il suo più grande successo con “Salvate il soldato Ryan”  , le differenze tra i film sono ovviamente abissali la dose di violenza e realismo presente nel soldato Ryan è impensabile nel giorno più lungo, anche se spesso ci sono delle scene che lasciano davvero senza fiato, in particolare la scena dei paracadutisti che atterrano nel paese invaso dai nazisti è particolarmente cruenta e lo sguardo del regista si sofferma sul paracadutista che atterra nella chiesa in fiamme, davvero impressionante.

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Ma alcune scene e tanti attori non fanno un buon film, sfortunatamente la trama risulta slegata e poco coesa a volte si ha l’impressione di vedere delle storie a se, più o meno unite da intermezzi vari. Persino la presenza di Wayne sembra più un voler aggiungere credibilità a un film troppo dispersivo e poco curato dal punto di vista della sceneggiatura, eppure dal punto di vista tecnico risulta ben fatto e solido, ottime le riprese dei mezzi e delle armi tant’è che il film ha vinto l’oscar per i migliori effetti speciali e fotografia e candidato come miglior film (una candidatura d’obbligo ma poco probabile dato che quell’anno c’era in lista anche Lawrence d’Arabia).

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Rimane un buon film di guerra, per cinefili resistenti (quasi 3 ore…) e un utile antipasto prima della visione di Salvato il soldato Ryan.

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