The Walking Dead (I – II – III stagione)

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In un mondo post apocalittico gli zombie hanno invaso il pianeta. In seguito a ciò, un gruppo variegato di sopravvissuti cerca disperatamente un luogo sicuro dove stabilirsi. I superstiti sono guidati dall’agente di polizia Rick Grimes, risvegliatosi dal coma proprio qualche settimana dopo gli eventi che hanno causato la catastrofe mondiale. Muovendosi di città in città, il gruppo di sopravvissuti scopre presto che i morti viventi non sono l’unica minaccia per la loro vita: i veri “mostri”, spesso, sono proprio gli esseri umani che devono imparare a convivere in un ambiente ormai privo di regole, controlli ed istituzioni.

GENERE: Horror
REGIA: Frank Darabont
SCENEGGIATURA: Robert Kirkman
ATTORI:
Andrew Lincoln, Jon Bernthal, Sarah Wayne Callies, Laurie Holden, Norman Reedus, Steven Yeun, Lauren Cohan, Chandler Riggs, Danai Gurira, Michael Rooker, David Morrissey, Jeffrey DeMunn

The Walking Dead è una serie tv , iniziata nel 2010 attualmente arrivata alla terza stagione (e con la quarta in produzione) , tratta da un fumetto di R. Kirkman, una serie che ha riscosso un enorme successo di pubblico portando sul piccolo schermo un tema inusuale come lo zombie, di solito relegato a film horror o appunto fumetti. Portare lo zombie in tv non è facile , il genere è stato tracciato da Romero e per sua natura risulta essere molto violento e sanguinario fino ad arrivare al gore puro. Per questo motivo di solito i film erano vietati ai minori e anche su tv via cavo (come sono in america le tv a pagamento private) sarebbe stato difficile trasportare l’argomento, eppure un regista di esperienza come Darabont (che si è fatto le ossa con tanti film di successo tratti dai romanzi di King) è riuscito nell’impresa ma con dei compromessi…e si sa i compromessi hanno dei prezzi alti spesso altissimi.

Il fumetto di Kirkman è un opera violenta , estremamente violenta e lontana dalla morale, anche se non fa perdere l’umanità ai personaggi protagonisti, non disdegna di rappresentare il peggio che può capitare a un essere umano che si trova in una zona “di guerra” e quindi braccato come preda. Il fumetto è sicuramente uno dei più interessanti prodotti dell’ultimo decennio, questo poteva essere un buon punto di partenza per una realizzazione filmica di pari livello anche se stemperata nei toni.

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Forse nella prima stagione tutto sommato l’idea era quella, poi purtroppo la cosa è andata alla deriva a causa dell’eccessivo successo (paradossale).  Quando una produzione riscuote successo tutti (autore compreso) tendono ad allungare il brodo e a cavalcare l’onda finché è possibile (ricordate Lost?) , quindi quella che doveva essere una storia di sopravvivenza sul filo dell’etica tra ciò che era giusto fare per sopravvivere e ciò che era immorale per lo stesso motivo è diventata un drammone psicologico e sdolcinato fatto di dialoghi lunghissimi e noiosi con qualche sparuto zombie, che ricorda sempre di più il povero spettatore che puntata dopo puntata si mette davanti alla tv sperando di essere spaventato. E ci si ritrova in una specie di universo parallelo morettiano , urlando alla tv “di qualcosa di sinistro!!!” invece l’unica cosa che puntualmente arriva è la noia, profonda pesante come pastoie di una punizione medievale che imprigiona sulla sedia fino a quei due ultimi minuti finali di ogni episodio che risvegliano l’attenzione.

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La summa di questo modo immorale di gestire la serie si è avuta con la terza stagione in cui di 16 episodi , gli unici rilevanti sono 5. Cos’altro posso dire di questa deludente e decadente serie tv? Solo che piace perché qualcuno ha portato gli zombie in tv e altrettanto posso dire che gli zombie ora stanno davanti alla tv , incantanti dal nulla e pensando di vedere qualcosa di nuovo e unico, ma se volete un parere lucido e incisivo leggete il blog di Lucy.

Parlando del lato tecnico gli zombie (quei pochi) sono fatti molto bene, la  CGI è usata per gli effetti splatter, i defunti irrequieti sono sicuramente più piacevoli degli attori che ormai risultano statici e legnosi e si spera sempre che qualcuno finisca mangiato solo per non vederlo più, l’unico personaggio che si salvava da tale scempio era Merle interpretato da Michael Rooker che rappresentava realmente il modo di comportarsi di un essere umano piombato in un girone infernale che cerca di sopravvivere dai non morti e dai suoi simili, ovviamente è durato poche puntate prima di finire male.

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Ultima nota, di solito non parlo di serie tv, visto che dedico tutto al cinema, però ho già fatto un eccezione con Teen Wolf e quindi mi pareva giusto parlare di un fenomeno come TWD, un fenomeno deludente ma non l’unico purtroppo, ancora una volta per interesse e per soldi si usa l’horror come pretesto per tenere la gente davanti alla tv senza una reale storia da raccontare. Questo l’abbiamo già visto in True blood dove il sesso nelle sue forme più varie e fantasiose è l’unico argomento in una storia di vampiri , anche li si prende in giro il pubblico (ben felice di essere preso per il … naso) dicendo che ci sono i terribili succhia sangue mentre i protagonisti succhiano tutt’altro e dire che i primi 5 minuti della prima stagione erano cosi epocali da gridare al miracolo.

true-blood-rolling-stonesMa non è stata l’unica “truffa” ai danni del povero horrorofilo che cerca paura, ci sarebbe anche American Horror Story (prima stagione , la seconda ancora non ho avuto modo di vederla) che nasce come la classica storia gotica della magione stregata solo per deviare (e il termine non è casuale) nelle turbe sessuali e psicotiche dei fantasmi e dei protagonisti (e si sa quanto attira il sesso…) , eppure risulta sempre più credibile delle altre due serie sopra citate, ma potrei andare avanti e scavare nei ricordi per tirare fuori altri titoli, ma è meglio fermarsi qui.

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Insomma io non pretendo che tutti siano dei puristi del genere, ne affermare che i miei gusti siano il metro di paragone per l’horror, però non è pensabile sfruttare l’horror per raccontare altro e incatenare il pubblico facendo leva sui bassi istinti. L’horror ha sempre avuto una componente sessuale intrinseca ma non era l’elemento trascinante era, appunto, una componente per raccontare la sopravvivenza e l’ignoto. Forse oggi c’è troppo orrore reale per crearne del finto credibile ma prendere in giro le persone facendo leva sulla pancia piuttosto che sul cervello è segno che ci siano involuti e volendo concludere come abbiamo iniziato, il maestro del genere zombie Romero proprio parlando delle sue creature le faceva andare ciondolanti e affamate nei supermercati e cosi si è ridotto l’appassionato di horror, sbava e ciondola davanti a un prodotto da supermercato, e smarrita la lucidità gli rimane solo il desiderio della carne.

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One thought on “The Walking Dead (I – II – III stagione)

  1. Sai che la penso esattamente come te su TWD. UNo spreco immane sacrificato sull’altare del successo.
    Brutta storia, decisamente…

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