Zombie televisivi a confronto: In the flesh & Les Revenants

Ultimamente mi sto dedicando agli spuntini televisivi, ovvero alle serie. Non certo perché l’aspetto filmico abbia esaurito la sua dose di fatti da dire e da discutere, tutt’altro anzi a breve spero di avviare una serie di recensioni sui film di fantascienza classica meno conosciuti, ma purtroppo per una carenza di tempo non posso dedicarmi alle mie maratone filmiche. Tornando alle serie televisive, già in passato avevo parlato di Teen Wolfe (di cui prima o poi vedrò la seconda stagione) e di The Walking Dead per rimanere in tema di zombie , oggi parlo di due serie che mi sono state suggerite da Lucy (grazie!)  e che ho trovato davvero affascinanti, in particolare Les Revenants.

 

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REGIA: Jonny Campbell
SCENEGGIATURA: Dominic Mitchell
ATTORI:
Emily Bevan, Harriet Cains, Steve Cooper, Steve Evets

Iniziamo con i cugini inglesi con la loro produzione “In the flesh” , prodotta dalla BBC (l’equivalente della nostra Rai ma anni luce diversa e migliore) , la serie affronta la tematica zombie in modo diverso, si supera la fase della paura e della sopravvivenza e si passa direttamente al dopo, la razza umana ha vinto ed è riuscita a fermare l’orda famelica e ha avviato le cure per poterli reinserire nella società. A tale scopo ci sono dei centri di riabilitazione dove i “pazienti” vengono ritrasformati in umani “particolari” , riprendono coscienza di loro stessi ma non hanno più bisogno di mangiare (niente e nessuno..) , il loro aspetto è comunque cadaverico e per aiutarli a reinserirsi nella società si truccano per sembrare più vivi, ma contemporaneamente devono giornalmente iniettarsi una cura che permette al cervello di restare cosciente e soffrono di incubi sul loro passato zombesco.

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Quando notai il trucco pesante che gli zombie dovevano farsi mi venne da ridere e scommetterei che dietro ci sia un certa ironia su come si truccano alcuni umani, ma la serie va molto oltre questi dettagli. Vengono toccate tante tematiche, la diversità tra i vivi e quelli che sono tornati ad esserlo, l’accettazione in un piccolo paese dei ritornati, i rapporti tra i vivi e i non-zombie che riprendono i classici schemi razzisti della coesistenza tra gli esseri umani. Insomma si parte seguendo la vita di un ragazzo che è tornato nella sua famiglia d’origine ma il quadro si allarga e si incominciano a vedere ben altre dinamiche.

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Questa serie ha delle notevoli potenzialità potrebbe anche diventare una serie cult se riusciranno a non cadere in cliché , sicuramente è apprezzabile (e gli inglesi sono maestri in questo) il fatto che in soli 3 episodi (e non 20 come in TWD) si sia raccontato tanto mantenendo la tensione narrativa.

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REGIA: Fabrice Gobert, Frederic Mermoud
SCENEGGIATURA: Fabrice Gobert, Emmanuel Carrere, Fabien Adda, Nicolas Peufaillit
ATTORI:
Frederic Piettor, Samir Guesmi, Guillame Gouix, Jenna Thiam, Anne Consigny, Clotilde Hesme

Attraversando la manica si arriva in Francia, piacevole nazione che per cibo e clima è la meta ideale per chi vuole rilassarsi e accrescere la propria cultura, In modo abbastanza inaspettato per il palinsesto francese è stata creata una produzione dal titolo Les Revenants (letteralmente “I ritornanti” ovvero i fantasmi) , che ha stupito prima, e appassionato dopo, il pubblico francese. La storia si svolge in un paesino di montagna francese, circondato da boschi e con vicino un enorme diga che delimita un lago che ha sommerso la vecchia città, improvvisamente la piccola comunità viene sconvolta da alcuni fatti inspiegabili : il livello del lago scende misteriosamente iniziando a scoprire i tetti dei vecchi edifici, l’energia elettrica a volte viene staccata in modo inspiegabile e….. alcuni morti tornano a casa,

LES REVENANTS

ma non come zombie putrescenti e affamati ma esattamente come era il giorno prima di morire, fisicamente perfetti e senza alcun segno di invecchiamento o deterioramento, l’unica particolarità è la fame (cibo normale…) e l’assenza di sonno. Ovviamente le famiglie sono sconvolte e cercano una spiegazione , nel frattempo però i fatti si evolvono e i ritornanti aumentano fino a un finale che lascia col fiato sospeso e fa intuire a una seconda serie. Non dico di più perché va assolutamente vista, è una serie realizzata in modo lineare ma riesce perfettamente a descrivere le reazioni di una persona normale che si ritrova di fronte a un caro estinto sull’uscio di casa, ma anche le reazioni di un caro estinto che non ricorda nulla e non sa di esserlo con tutti i risvolti psicologici che ne possono derivare.

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Da molti definita come una Twin Peaks in francese , superficialmente può dare questa impressione ma risulta essere molto più concreta e avvincente, niente situazioni apocalittiche, ne sparatorie a limite dell’assurdo, qui tutto viene affrontato nel modo in cui un normale essere umano si confronta con l’ignoto, infatti molte persone iniziano a pregare pensando a una resurrezione biblica, è inutile dire di più siamo su altri livelli narrativi, assolutamente da vedere.

Per concludere non si può non fare il paragone di queste due serie con TWD e il confronto è impietoso per TWD , il quale è partito con molti più mezzi, una storia già pronta (e ben fatta) ed è riuscito miseramente a fallire e a cadere nella più becera e noiosa soap opera possibile e cosi prendendo ad esempio altre serie “horror” in egual misura non è stato necessario tappare i buchi della sceneggiatura con il sesso per evitare di perdere pubblico, in definitiva sia gli inglesi con il loro dono della sintesi, sia i francesi con dialoghi assolutamente ridotti all’osso forti della recitazione visiva riescono a tirar fuori dei prodotti di elevata caratura di cui sentiremo molto parlare.

 

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