No, i giorni dell’arcobaleno (No – 2012)

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Nel 1988, il dittatore militare cileno Augusto Pinochet, a causa della pressione internazionale, è costretto a indire un referendum allo scopo di rimanere alla guida del paese. Il popolo dovrà decidere se far restare Pinochet al potere per altri otto anni. I leader dell’opposizione convincono un giovane e audace pubblicitario, di nome René Saavedra, a condurre la campagna per il NO. Con pochi mezzi a disposizione e sotto il controllo costante del dittatore, Saavedra e il suo team concepiranno un ambizioso progetto per vincere le elezioni e liberare il paese dall’oppressione.
GENERE: Drammatico
REGIA: Pablo Larraín
SCENEGGIATURA: Pedro Peirano
ATTORI:
Gael Garcia Bernal, Christopher Reeve, Richard Dreyfuss, Jane Fonda, Alfredo Castro, Nestor Cantillana,Augusto Pinochet, Alejandro Goic, Antonia Zegers, Marcial Tagle, Jaime Vadell

La dittatura di Pinochet è stata una tra le più sanguinose del sud america e di fatto lo stesso Pinochet non ha mai pagato per tutto quello che ha commesso, anzi è morto di vecchiaia superati i 90 anni proprio in Cile, con funerali militari (senatore a vita ed ex capo delle forze armate) eppure pochi uomini con pochissimi mezzi sono riusciti a fare la differenza durante il referendum dell’88 obbligando il regime ad accettare la sconfitta (il mondo li osservava, compresi gli stessi Stati Uniti che avevano permesso a Pinochet di salire al potere per evitare la deriva comunista).

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Nel film si parla proprio di quei pochi uomini, inermi e fragili , molto comuni che quasi di nascosto girano degli spot per la campagna referendaria per raggiungere i 15 minuti previsti quotidianamente. L’idea iniziale è quella di riversare in quei 15 minuti tutto quello che hanno visto e hanno sofferto in quegli anni, poi un esperto pubblicitario figlio di un espatriato ha un idea , invece di lanciare odio e dolore contro il regime perché non usare l’allegria? Perché non usare degli spot allegri e positivi che invitino a votare “No” , che spieghino alla gente che gli altri sono come loro cosicché gli altri alla fine non siano più altri ma siano tutti cileni?

Da questa idea cosi semplice ma altrettanto geniale si seguono le vicende dei vari protagonisti ma anche le contromosse pubblicitarie del regime che goffamente cerca di imitarne lo stile solo per rendersi conto, troppo tardi, che i tempi e le persone erano cambiate.

Il film è girato con pochissimi mezzi, in Cile, e grazie a questo riesce a mantenersi cosi vivo,giovane e coinvolgente trasmettendo tutta la voglia di cambiamento e di vitalità di una generazione oppressa per metà della sua vita da una dittatura militare.

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Il film è stato candidato agli Oscar 2013 e ha vinto a Cannes , esempio di cinema impegnato ma non impegnativo (per lo spettatore) e che dovrebbe essere una guida per tutti quelli che pensano di far politica puntando il dito o trincerandosi dietro discorsi incomprensibili.

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