Aftershock (2012)

26207

 

Un gruppo di turisti americani a Valparaiso, in Cile, sembra aver finalmente trovato il divertimento e le ragazze che andavano cercando. Ma durante una serata scatenata in un night club, un terribile terremoto sconvolge la città. Sopravvissuti alla scossa, i ragazzi riusciranno a tornare all’aperto, ma quel che li aspetta è ancora più spaventoso della terra che trema…
GENERE: Horror, Thriller
REGIA: Nicolas Lopez
SCENEGGIATURA: Nicolas Lopez, Eli Roth, Guillermo Amoedo
ATTORI:
Eli Roth, Andrea Osvart, Ariel Levy, Nicolas Martínez, Lorena Izzo, Natasha Yarovenko, Selena Gomez

Definizione: I terremoti di maggiore magnitudo sono di solito accompagnati da eventi secondari (non necessariamente meno distruttivi) che seguono la scossa principale e si definiscono repliche (aftershocks, spesso definite scosse di assestamento).

Ero combattuto se scrivere o meno questa recensione perché non so se il mio giudizio in questo caso sia veramente sopra le parti.  Mi spiego meglio, ultimamente ho riscontrato una certa iper criticità nelle recensioni di film horror moderni, non solo horror, ma particolarmente questo genere. Se guardate le recensioni degli ultimi due mesi vedrete che difficilmente ci si eleva dalla mediocrità forse ho salvato un po Hatchet perché giocava molto sull’ironia e sul grottesco.

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Quello che realmente non tollero è quando si pensa di fare un film horror volendo però aggiungere il pistolotto morale quel voler dare spessore e credibilità a una storia che invece nasce con altre intenzioni, premetto che quando scrivo questo articolo non ho ancora visionato “La casa” (remake del film di Raimi) ma ho il forte sospetto che anche li si gioca questa doppia carta. Inizio anche a credere a un certo snobismo artistico (voluto o indotto non lo so) che porta a una specie di vendetta divina morale, ma se questo è accettabile in altri generi (anche se non amo questo modo di far cinema) è difficile accettarlo in un horror. Insomma abbiamo questi ragazzotti belli e con qualche soldino che si trovano in Cile durante un terremoto, sangue e splatter durante la scossa, poi incontro con dei carcerati fuggiti e morti cruente e fino a qui avrei potuto pure accettarlo.

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Ma quel finale purificatore una specie di “diluvio universale” è davvero troppo e rende tutto ridicolmente costruito e eccessivo. Non aggiungo altro anche perché , come ho già detto all’inizio ero molto combattuto , ne ho parlato con la mia confidente cinematografica  e forse il problema è legato ai tanti film visti e allo sviluppo di quel callo cinefilo che ti scatena un senso critico ipersensibile e scatena paragoni con tanti altri film, insomma vedetelo se non siete dei cinefili accaniti. Aggiungo un articolo su un film cinese (credo) omonimo di questo Aftershock  , trovato per sbaglio che ha smosso la mia curiosità.

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