Die Hard – Un buon giorno per morire (A Good Day to Die Hard – 2013)

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Bruce Willis ritorna a vestire i panni di John McClane, il suo ruolo più iconico, il “vero” eroe con le abilità e l’attitudine a rimanere sempre l’ultimo uomo sul campo. Questa volta, il poliziotto che non fa prigionieri si ritrova veramente nel posto sbagliato al momento sbagliato, dopo aver viaggiato fino a Mosca per aiutare suo figlio, Jack. Con la malavita russa alle calcagna, e in corsa contro il tempo per evitare una guerra, i due McClane scopriranno che i loro metodi contrapposti li faranno diventare degli eroi inarrestabili.
GENERE: Azione, Thriller
REGIA:John Moore
SCENEGGIATURA: Skip Woods
ATTORI:
Bruce Willis, Jai Courtney, Cole Hauser, Sebastian Koch, Yuliya Snigir, Anne Vyalitsyna, Amaury Nolasco,Pavel Lychnikoff, Megalyn Echikunwoke, Mary Elizabeth Winstead

Die Hard è una serie di film action che per longevità ha superato Arma Letale, eppure Bruce Willis riesce ancora a reggere il ruolo. Gli anni sono passati e si vede ma il personaggio-Willis  ha la capacità di smuovere l’ empatia che ha creato in questi decenni con lo spettatore ,

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in questo caso (come va di moda ultimamente) viene affiancato da un giovane Jay Courtney che ricopre il ruolo di suo figlio e buon sangue non mente a quanto pare. Parlando di produzione il 95 % del costo del film viene bruciato nella prima mezz’ora di film e si deve dire che in quella mezz’ora ci si diverte parecchio, purtroppo solo in quella mezz’ora il film funziona veramente,

A GOOD DAY TO DIE HARD

poi tende ad ammosciarsi e diventare anche un po stucchevole prima dello scontro finale. Il vedere Mosca oggi riporta alla mente altri film, cosi come vedere la zona di Chernobyl da un senso di vintage a tutta la storia (ci sarebbe da chiedersi se lo spettatore medio abbia memoria di quello che accadde a Chernobyl). Se poi questo non dovesse bastare a smuovere la vostra curiosità ci potrebbero essere altri motivi:

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Siamo di fronte a un film appena sufficiente che però grazie al brand e a Willis riesce a tenersi a galla, certo se invece di una democratica Russia, tutto il film fosse stato ambientato in una inquietante URSS sicuramente dal punto di vista narrativo e scenico ne avrebbe guadagnato parecchio, ma la democrazia ci ha privato di questi interessanti scenari e quindi ora anche le bandiere risultano più slavate.

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Per il 2015 è previsto un ulteriore seguito, data l’età del nostro Willis probabilmente sarà girato in una casa di riposo e lui userà come armi una padella e alcune flebo incendiarie…  a quanto pare i cowboy hanno ancora successo al cinema. Yippie ya ye!

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