Margin Call (2011)

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Ambientato nel mondo dell’alta finanza, Margin Call è un thriller che coinvolge gli uomini chiave di una grande banca di investimenti durante le drammatiche 24 ore che precedono la crisi finanziaria del 2008. Quando Peter Sullivan, un semplice analista, entra in possesso di informazioni che potrebbero provocare il fallimento dell’azienda, inizia una frenetica corsa contro il tempo: le decisioni finanziarie e morali in gioco sconvolgeranno la vita delle persone coinvolte spingendole sull’orlo della crisi.
GENERE: Drammatico, Thriller
REGIA:J.C. Chandor
SCENEGGIATURA: J.C. Chandor
ATTORI:
Kevin Spacey, Paul Bettany, Zachary Quinto, Simon Baker, Jeremy Irons, Demi Moore, Mary McDonnell,Aasif Mandvi, Stanley Tucci, Al Sapienza, Ashley Williams, Penn Badgley

Vedendo questo film ho pensato che il più grande evento (finora) degli anni 2000 non è stato 11/09 e nemmeno l’elezione di un presidente afro-americano,ma la più grande crisi economica del modello occidentale, che in maniera superficiale veniva confrontata con quella del ’29 ma che oggi è considerata assolutamente più ampia e profonda e cosa non da poco una volta le crisi si risolvevano con una guerra mondiale , oggi sarebbe controproducente e infatti la crisi lentamente si trascina causando gli stessi danni di una spaventosa epidemia, chiudo questa grande premessa e vado a parlare del film.

Bettany and Tucci film in Brooklyn

Se dovessi pensare a un prequel di The Company Men Margin Call sarebbe il film adatto. In The Company Man parliamo di quello che accadde dopo la crisi ai dirigenti d’azienda , vengono analizzati i licenziamenti e il cambio di vita, in Margin Call invece vediamo come è nata la crisi, siamo in una grande azienda di trading , avvengono dei tagli al personale e uno dei capi servizio lascia a un suo promettente impiegato dei dati, la curiosità dell’impiegato scatenerà un vortice frenetico di eventi che coinvolgeranno tutti i livelli dell’azienda prima che avvenga l’imminente crollo del mercato che sarà conseguenza di un modo incosciente di fare affari.

JD in black slip as white trash

I protagonisti sono tutti di altissimo livello, spiccano per bravura Stanley Tucci che ha un piccolo ruolo ma cruciale per raccontare tutta la vicenda, Kevin Spacey invecchiato e intimamente distrutto che tira fuori un lato umano spettacolare in un ambiente fatto da gente abbietta, Zachary Quinto riesce a essere credibile come “genio” dei numeri eppure trasmette la giovinezza e tutte le paure di chi si affaccia nel mondo del lavoro, Simon Baker interpreta se stesso, cattivo, inflessibile e insensibile, una carogna in giacca e cravatta  e si affianca a questo ruolo Jeremy Irons anche lui una specie di Mr. Burns (dei Simpsons) che come uno squalo non smette di essere se stesso perché altrimenti rischierebbe di morire e quindi non pensa assolutamente alle conseguenze ma piuttosto pensa al suo personale “dopo”,

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e per finire (non certo per importanza) Demi Moore che è sorprendente, credibile e fredda manager delle risorse umane con un armatura anche fisica, una figura impeccabile che non lascia spazio a nessuna debolezza o femminilità, quando la situazione precipita alla fine la vediamo togliersi la sua armatura in solitudine, slacciandosi i capelli e restando sola davanti alla finestra, bellissima,  pensando a come potrà gestire tutto questo e cosa ne sarà del suo futuro.

JD in black slip as white trash

Siamo in una nuova Wall Street lontanissima dalla visione di fine anni 80 e non solo una lontananza temporale ma proprio di pensiero e prospettiva, il crollo assoluto di una ideologia, la dimostrazione che ai vertici di un azienda ci sono delle persone che non sanno assolutamente cosa tratta la loro azienda, ma il loro ruolo è solamente un aggancio ad altri aspetti della realtà, per rendere l’azienda tentacolare e infiltrata nel giro del denaro.

Un film di una potenza narrativa incredibile e con una tensione crescente; si rimane quasi delusi quando spuntano i titoli di cosa, si vorrebbe sapere quando si concluderà la giornata lavorativa e si inizierà a diffondere la notizia che qualcosa è cambiato.

Insomma un film davvero ben fatto e attuale, cast elevatissimo. Ottimo.

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