Cane di Paglia (Straw Dogs – 1971)

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David Vanner è un giovane professore americano che, con la moglie Amy, si rifugia in una casetta della campagna inglese, ai margini di un villaggio, per seguire i suoi studi di matematica per i quali ha vinto una borsa. Non contenta della scelta è invece la giovanissima consorte, che comincia a civettare con quattro giovani del paese. La donna viene violentata sia da Charlie che dal suo amico Norman, ma dell’accaduto non dice nulla al marito del quale conosce e disprezza il carattere mite. La sera stessa al villaggio, Harry Nice uccide senza volerlo una sciocca adolescente che l’aveva, con leggerezza, provocato. Scomparsa la ragazza, Tom, suo padre, Charlie e i suoi amici cominciano un’accanita caccia all’omicida che, in fuga nella nebbia, viene ferito involontariamente dall’auto di David. L’americano, contro il valere di Amy, ricovera l’uomo in casa propria. Poco dopo, ubriachi, giungono Tom e compagni a reclamare la consegna di Harry. 
GENERE: Drammatico
REGIA: Sam Peckinpah
SCENEGGIATURA: Sam Peckinpah, David Zelag Goodman
ATTORI:
Dustin Hoffman, Susan George, Peter Vaughan, T.P. McKenna, Del Henney, Jim Norton, Donald Webster,David Warner, Cherina Mann, Sally Thomset, Colin Welland, Michael Mundell, Ken Hutchison, Len Jones,Robert Keegan, Chloe Franks, Peter Arne, June Brown

Sam Peckinpah c’ha sempre abituato a un cinema violento, strano, cialtrone e con personaggi all’ limite dell’assurdo, i loro sguardi, i loro silenzi cosi fortemente improntati al periodo storico che li ha resi delle icone di fatto di un certo cinema. Negli anni  70 la violenza al cinema era tanta e ci si faceva pochi scrupoli su alcune tematiche, anche se non era presente lo splatter (mancava quel gusto a voler mostrare le budella , salvo Romero) , la violenza nuda e cruda (e quindi forse più difficile da dimenticare) era molto comune nelle tematiche cinematografiche che parlavano di società.  Proprio in “Cane di Paglia” vediamo tematiche che poi rivedremo in altri film famosi come “Arancia Meccanica (1971) ” , “Distretto 13 le brigate della morte (1976)” , “The Shining (1980)” , “La Casa ( 1981)” e tanti altri titoli che prevedono la follia umana e l’assedio in una casa (albergo o stazione di polizia).

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Anche qui è presente la località bucolica quasi fuori dal mondo, una realtà opprimente e senza speranze dove tutto resta immutabile, dove ci sono ancora figure di potere ancestrali (il prete, la polizia, il barista) , dove dei “giovani” vecchi fanno le stesse cose da sempre e vivono sempre allo stesso modo fino alla morte, dove lo scemo del villaggio è meno assurdo di quelli che sono definiti “normali” , in questa comunità chiusa e folle arriva l’estraneo che è rappresentato da un Hoffman perfetto nel suo ruolo di “innocente” eppure arguto matematico che studia le stelle, che vuole vivere tranquillo insieme a una moglie che pur essendo uscita da quel mondo ne è ancora parte, e per tale ragione sopporta poco il carattere del marito, gioca a fare la ragazzina ma paga a caro prezzo questo modo di fare. Il film ci porta a vedere come l’estraneo alla fine diventa parte di quella comunità e per salvarsi diventa feroce ma mantiene la razionalità riuscendo alla fine a essere un vero carnefice.

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Il film è stato accusato di fascismo, cioè il protagonista sarebbe un fascista, purtroppo ho letto diverse recensioni amatoriali e non, di questo tenore. La gente parla di cose che non sa , ed etichetta in modo errato un film che invece non ha nulla che possa anche lontanamente essere definito di destra o fascista, è un film apolitico , si parla di esseri umani e delle loro deviazioni fino al tragico epilogo. Per certi versi potrebbe essere definito un film quasi religioso, dove il divino non è un entità astratta ma una comunità chiusa che segue delle regole antiche e in cui l’eretico rischia la vita per salvaguardare la sua casa e sua moglie.

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