The Banshee Chapter (2013)

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Nel 1963 il governo degli Stati Uniti cominciò su ignari cittadini la sperimentazione di alcuni agenti chimici destinati a indurre il controllo della mente. Il programma fu chiamato Mk-Ultra e i risultati furono orribili. Decenni dopo, quando non ha più notizie del miglior amico James Hirsch, la web giornalista Anne Roland decide di vederci chiaro e scopre che questi prima di scomparire aveva realizzato un video in cui lo si vede assumere una droga che altera la mente. La ricerca porta Anne dall’anarchico poeta e romanziere Thomas Blackburn, che fa uso di potenti allucinogeni forniti da un amico, e alla scoperta che questi sono estratti dalle ghiandole pineali degli esseri umani morti nella misteriosa Camera 5 di un centro di ricerca nel deserto di Black Rock.

Regia diBlair Erickson
Con Ted Levine, Katia Winter, Michael McMillian, Monique Candelaria, Chad Brummett, Jenny Gabrielle,David Midthunder, J.D. Garfield, Cyd Schulte, Vivian Nesbitt

La mia continua ricerca di un horror decente che mi permetta di provare una qualche minimo piacevole spavento mi ha portato a vedere questo film, consigliatomi dalla mia esperta horror, Lucia (love) . Il film purtroppo non è arrivato in italia e chissa se mai arriverà, quindi l’ho visto in inglese con i sottotitoli e vi dirò probabilmente l’ho rivedrò a breve perché merita una seconda visione.

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La storia è interessante, abbiamo la classica giornalista rampante che segue un inchiesta sull’utilizzo di sostanze stupefacenti su adulti americani per dei test (cosa vera tant’è che ci fu un inchiesta ai tempi di Ford) a causa della sparizione di un suo amico impasticcato che amava provare nuove emozioni.

Queste sostanze non erano semplici droghe ma causavano  una strana mutazione nel cervello delle “cavie” da questo, il film si sviluppa e spiega in cosa consiste la mutazione e quali sono gli effetti. Durante l’inchiesta si aggiunge un altro elemento (non da poco) le number station che sin dalla guerra fredda (ma forse anche prima)  trasmettono incomprensibili serie di numeri in svariate lingue o altri messaggi che sembrano codificati.

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Insomma tanta carne al fuoco anche se piuttosto che di arrosto sembra più un minestrone.

Sul piano visivo abbiamo delle riprese e degli effetti speciali classici ovvero: le scene buie , le paure improvvise e cose cosi, diciamo tutto quello che ci ha fornito il cinema orientale negli ultimi 15 anni , applicato con sapienza,  effettivamente se non ci fosse la trama (anche se confusa) sarebbe tutto di una banalità esasperante.

E ora parliamo della magagna filmica , gli sceneggiatori di questo film sono dei geni?

Non proprio (un po fatti forse, visto che è complicato seguire la trama e sembra costruita a blocchi) se andiamo a fare un po di ricerca scopriamo che questo film si ispira a un altro film di qualche decennio fa “From Beyond” (qui una buona recensione)  e se andiamo a vedere da dove deriva l’idea di From Beyond scopriamo che è ispirato a un racconto horror di H.P.Lovercraft autore delle paure indescrivibile e secondo solo a Poe (per me) .

Uno dei massimi scrittori del genere e ormai facente parte della letteratura classica. Concludendo il film merita, in questo piatto panorama desolante che è la cinematografia horror , qualcosa del genere tutto sommato da un po di respiro, certo come ho detto, vive di alcune trovate ormai divenute cliché, ma se superate questo il resto vedrete che sarà piacevole.

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