Generation War (Unsere Mütter, unsere Väter – 2013)

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Un film di Philipp Kadelbach.

Con Volker Bruch, Tom Schilling, Katharina Schuttle, Miriam Stein, Ludwig Trepte

Titolo originale Unsere Mütter, unsere Väter.

Drammatico, durata 270 min.

Germania 2013

Mi piace la storia, ho sempre avuto una passione per tre periodi: l’età napoleonica, il periodo delle dittature in Europa e la guerra del Vietnam.  Sul periodo napoleonico si è detto e scritto e filmato un po di tutto , dal punto di vista filmico l’ottimo Napolèon (per me) rappresenta l’apice della trasposizione storica sul mezzo visivo.

Per il Vietnam altrettanta roba è stata presentata nei cinema e lì la palma alla produzione migliore (storicamente parlando) è difficile da assegnare, và secondo passione, io personalmente preferisco i libri di Hal Moore come resoconto di quello che è stato il Vietnam piuttosto che altre produzioni troppo psicologiche o troppo di parte.

Per il periodo delle grandi dittature la situazione si complica, perché è tutt’ora un tema molto spinoso da affrontare, infatti quasi tutti i film sono stati narrati dalla parte dei vincitori. Rendendo la visione abbastanza piatta, pellicola dopo pellicola,poi improvvisamente spunta questo Generation War fatto dai tedeschi.

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Insomma è un qualcosa che fa pensare: i tedeschi che raccontato la storia dal loro punto di vista, la sola idea è qualcosa di interessante ma il rischio che si cadesse o nel “mea culpa” oppure nel “mettiamoci una pietra sopra” era elevatissimo. E invece miracolosamente ne è venuto fuori un film molto equilibrato, che racconta la storia di cinque ragazzi tedeschi (tre ragazzi e due ragazze), tra cui uno ebreo, amici tra loro che affrontano il periodo nazista che parte dall’invasione dell’URSS e la promulgazione delle leggi razziali con la deportazione degli ebrei.

Il film inizia con una riunione di saluto dei ragazzi , con la promessa di rivedersi a guerra finita; due fratelli (uno che ha intrapreso la carriera militare e l’altro apertamente pacifista) si avviano verso l’URSS, l’ebreo rimane a Berlino, una delle ragazze superato l’esame di infermiera di campo viene anche lei inviata in URSS e infine l’ultima ragazza del gruppetto rimane in Germania per seguire il suo sogno di artista.

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Non voglio dire altro sulla trama, è una piacevole scoperta minuto dopo minuto.

Quello di cui voglio parlare invece riguarda l’impatto che ha la violenza su tutti e cinque i ragazzi (poco più che ventenni) che inebriati (compreso l’ebreo) dalla politica nazista si ritrovano ad affrontare, ognuno secondo il suo ruolo, il risvolto della medaglia. Uccidono, mentono, fuggono e tutto per riuscire a salvarsi e cercare di preservare le persone a cui tengono.

Nel film tutto questo viene narrato senza cercare la comprensione dello spettatore, ma come un racconto asciutto dei fatti, non si chiede perdono piuttosto si domanda a chi vede : voi cosa avreste fatto al posto loro?

Ed è bella questa limpidezza senza paura di raccontare un periodo cosi oscuro della Germania, ricordo un interessante documentario sui discendenti dei gerarchi nazisti , che tutt’ora vivono in Germania , che hanno avuto per buona parte della loro vita problemi psicologici ad accettare che i loro nonni erano dei criminali nazisti (qui un articolo interessante). E qualcuno è arrivato a sterilizzarsi per paura di poter far continuare la stirpe. Quindi potete immaginare come il tedesco medio nel corso dei decenni abbia vissuto quel periodo, il disagio, il nascondere , cercando di non pensare e di dimenticare.

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Questo film, non solo riporta tutto a galla, ma lo fa senza preconcetti con una visione pacificatrice prima di tutto con se stessi, un progetto estremamente coraggioso.

Impensabile in Italia.

Tante sono le scene da ricordare, pur essendo un prodotto televisivo il sangue non manca, ma quella che a me ha colpito avviene proprio alla fine del film, quando l’ebreo ritrova un gerarca nazista a capo di uno dei servizi comunali, messo li e supportato dalle forze statunitensi.

Ecco questa è la storia, questo è quello che è avvenuto li e qui, non c’è stata una pulizia assoluta come molti credono, si è andato avanti con quel che c’era. E non si sarebbe potuto fare diversamente.

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E’ importante far capire questo a chi legge la storia solo sui libri scolastici, le dittature non sono lampadine che si accendono e spengono e chi ne ha fatto parte ha continuato la sua vita, cambiando semplicemente bandiera e cercando di dimenticare e di farsi dimenticare.

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Il film è stato trasmesso da Rai3, in due puntate (in Germania era diviso in 3 puntate) , non è disponibile in dvd in italiano, si può trovare in rete o in streaming sul sito RAI. Se volete avere una visione diversa, coerente e onesta, di quel periodo storico questo film è il film (finora direi unico) che fa per voi.

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