Viva la libertà (2013)

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Il film racconta del segretario del principale partito d’opposizione, Enrico Oliveri. E’ in crisi e i sondaggi per l’imminente competizione elettorale lo danno perdente. Una notte, dopo l’ennesima contestazione, Oliveri si dilegua, senza lasciare tracce. Negli ambienti istituzionali e del partito fioccano le illazioni, mentre l’eminenza grigia del segretario, Andrea Bottini, e la moglie Anna si arrovellano sul perché della fuga e sulla possibile identità di un eventuale complice. E’ Anna a evocare il fratello gemello del segretario, Giovanni Ernani, un filosofo geniale.

  • GENERE: Drammatico
  • ANNO: 2013
  • REGIA:Roberto Andò
  • SCENEGGIATURA: Roberto Andò, Angelo Pasquini
  • ATTORI: Toni Servillo, Valerio Mastandrea, Valeria Bruni Tedeschi, Michela Cescon, Anna Bonaiuto, Judith Davis, Eric Trung Nguyen, Andrea Renzi, Gianrico Tedeschi, Massimo De Francovich, Renato Scarpa,Lucia Mascino, Giulia Andò

Viva la libertà riprende il tema del doppio, del gemello buono e di quello cattivo. Anche se qui è difficile capire se effettivamente c’è un gemello buono e uno cattivo, perché entrambi a modo loro hanno ambedue le componenti. Il gemello politico (cattivo) si è ritrovato schiacciato in una posizione che l’ha mentalmente distrutto e depresso, rendendolo una specie di sagoma senza emozioni pressata fin quasi a scoppiare, l’altro gemello quello pazzo (buono) filosofo, estemporaneo, strambo ma non sognatore e sa bene cosa ci si aspetta da lui e riesce nella sua pazzia a manipolare gli altri e forse a cambiare le cose, ricucendo quel legame che doveva esserci tra politica e popolo.

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Proprio questa ambiguità non permette allo spettatore di immedesimarsi in una delle due parti, ma riesce a trasmettere tutta l’incertezza di questo momento politico e sociale che l’Italia sta vivendo, qualcosa che è cosi intricato e confuso che ormai è quasi impossibile definirne le forme e i confini.

In questo Servillo è perfetto, pur ricalcando le espressioni timiche della sua maschera da attore, riesce a trasmettere le sensazioni di entrambi i gemelli in modo assolutamente credibile , bravissimo nel suo smarrimento Mastandrea che rappresenta tutti noi di fronte alla politica e poi il cast “francese” con Valeria Bruni Tedeschi (bellissima) che ci trasmette un’altra idea di vita, un’altra esistenza, fatto di quotidianità, di normalità senza il caos italiano, ma sopratutto che ha “amato entrambi” , punto chiave della vicenda.

In tutto questo il tema del doppio esprime il massimo proprio nel finale, enigmatico fatto di accenni, in cui il doppio diventa unico.

In cui entrambe le parti diventano uniche per essere realmente efficaci per un cambiamento ormai necessario. Una delle scene più belle e quel gioco a nascondino dietro i mappamondi , che riporta alla memoria il capolavoro di Chaplin (il grande dittatore) e che ancora una volta ci mostra il simbolo del mappamondo come simbolo di potere, ma che in Italia diventa oggetto di gioco.

Tante sfumature per un film che va visto più volte, scoprendo ogni volta qualche dettaglio e qualche particolare che aiuta a comprendere meglio le dinamiche che legano i due gemelli. Non è assolutamente un film lento o noioso o eccessivamente cerebrale , consigliato a tutti soprattutto a chi è in crisi politica.

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