American Hustle – L’apparenza inganna (2013)

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Ambientato nel seducente mondo di uno dei più sbalorditivi scandali che hanno scosso gli Stati Uniti, American Hustle racconta la storia di un brillante impostore, Irving Rosenfeld (Christian Bale), che, insieme alla sua scaltra amante britannica Sydney Prosser (Amy Adams), viene obbligato a lavorare per un agente dell’FBI fuori controllo, Richie DiMaso (Bradley Cooper). DiMaso li catapulta in un mondo di faccendieri, intermediari del potere, mafiosi… un mondo tanto pericoloso quanto affascinante. Jeremy Renner è Carmine Polito, un volubile e influenzabile politico del New Jersey, stretto tra la morsa dei truffatori e dei federali, mentre l’imprevedibile moglie di Irving, Rosalyn (Jennifer Lawrence), potrebbe essere l’elemento che farà crollare il castello di finzioni

  • DATA USCITA: 01 gennaio 2014
  • GENERE: Thriller
  • ANNO: 2013
  • REGIA: David O. Russell
  • SCENEGGIATURA: Eric Singer
  • ATTORI: Bradley Cooper, Christian Bale, Jennifer Lawrence, Robert De Niro, Amy Adams, Jeremy Renner, Jack Huston, Louis C.K., Michael Peña,Alessandro Nivola, Dawn Olivieri, Colleen Camp,Anthony Zerbe, Erica McDermott, Adrian Martinez,Melissa McMeekin

Cosa succede quando dei piccoli truffatori si ritrovano ad avere a che fare con gente veramente pericolosa?

Questo film racconta proprio questo, ma non si limita a raccontare una storia che già abbiamo visto più volte, ma scava anche dentro i protagonisti e ci fa scoprire come sia i “buoni” che i “cattivi” non siano assoluti nei loro ruoli, ma hanno diverse sfumature e diversi gradi di moralità.

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Questo porta lo spettatore a parteggiare persino per i cattivi, trovando quasi una giustificazione per quello che hanno fatto. Credo che questo sia il merito più grande di questo film, la capacità di coinvolgere al punto tale da iniziare a vedere con gli occhi dei protagonisti, in particolare di un incredibile trasformato , grasso, Cooper  che ha fatto un lavoro su se stesso assolutamente incredibile, e di una Adams che riesce a superare l’impatto di manichino bello e pericoloso (col seno sempre sfuggente) per diventare qualcosa di umanamente accettabile.

Il senso del doppio gioco tiene in piedi il film, tutti sono divisi a metà tra quello che sono e quello che vorrebbero essere, portando lo spettatore ad affondare nella miseria umana.

Lo stesso Bale è un Tony Manero in divisa che vive una quotidianità cosi schiacciante e alienante che lo rende cieco di fronte alla possibilità di emergere. Inquietante il cammeo di De Niro , piccolo oscuro ma che illumina e porta consapevolezza sia nei protagonisti sia nello spettatore cosa significa avere a che fare con chi è veramente pericoloso.

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Dal punto di vista tecnico, il film è un carnevale di costumi e cliché degli anni ’70, solito errore che si fa quando si producono film di questo genere, come se tutto quello che esiste debba essere degli anni ’70 e non ci possa essere anche roba più vecchia (come nelle case di tutti), e questo rende il tutto meno credibile e più orchestrato. Le musiche per chi ama quel periodo sono una continua riscoperta piacevolissime. Insomma è un bel film, non meritevole di 10 candidature all’oscar ma chi vivrà vedrà.

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