Frankenstein’s Army (2013)

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Siamo verso la fine della seconda guerra mondiale. Un gruppo di soldati russi, durante alcune ispezioni nella Germania orientale, si imbatte in un laboratorio segreto nazista, in cui scopre che gli scienziati, per eseguire i loro esperimenti, si sono ispirati al lavoro del leggendario Dott Viktor Frankenstein. Il risultato è che hanno creato un esercito di uomini ottenuti riassemblando le parti dei corpi dei soldati morti in battaglia. Un’ultimo gesto disperato da parte di Hitler per sfuggire a un’atroce sconfitta.

Director: Richard Raaphorst
Screenwriter: Chris W. Mitchell, Miguel Tejada-Flores
Starring: Karel Roden, Joshua Sasse, Robert Gwilym, Alexander Mercury, Luke Newberry, Hon Ping Tang
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Il genere mockumentary continua ad attirare registi e sceneggiatori, in questo caso si aggiunge l’idea dell’ambientazione storica, infatti tutto il girato è fatto da una cinepresa a mano, ovviamente non è cosi ma per questioni filmiche l’idea è quella,  cosi come i soldati parlano in lingua inglese e la cosa risulta ancora meno credibile, superando questi aspetti poco accurati il film, non è proprio da buttar via anzi offre qualche simpatico spunto.

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L’idea di base è già vista, ma il progetto di Frankenstein applicato alla seconda guerra mondiale unito ad effetti speciali vecchio stile rende il tutto davvero divertente, ovvio la trama non è chissà che, non ci sono grandi innovazioni, ma la sensazione di trovarsi in un videogioco stile survival-horror, unito a quella sana industria cinematografica artigiana che ormai si è del tutto persa, riesce a divertire e mantiene alta l’attenzione.

Personalmente sia la tematica, sia la costruzione del film mi hanno affascinato e devo dire che in mezzo a tanti prodotti che si prendono fin troppo sul serio, qualcosa del genere è una gran bel vedere, anche nel titolo si annusa l’idea del film di serie B, ma grazie a film di questo tipo si è reso nobile il filone. Siamo lontani da qualsiasi capolavoro, anzi siamo più vicini a un progetto amatoriale evoluto eppure il film merita una visione soprattutto nelle calde sere estive e sicuramente rimarrà nel cuore degli appassionati.

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