La polizia ringrazia (1972)

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Roma. Due giovani (Michele e Mario) tentano una rapina ai danni di una gioielleria. Ma la prontezza del proprietario li mette in fuga: il primo uccide sia il proprietario, sia un operaio che cercava di sbarrare loro la strada. Incaricato di risolvere il caso è il commissario Bertone. Questi si muove fra mille difficoltà. A un certo punto viene posto sotto inchiesta dall’integerrimo sostituto procuratore della repubblica Ricciuti poiché taluni suoi uomini hanno picchiato un pregiudicato. La polizia riesce a individuare uno dei due rapinatori, ma il giovane viene ucciso da un'”Anonima anticrimine”, la quale assassina altri elementi equivoci, a significare la volontà dell’opinione pubblica di far pulizia (espediente e primi passi per instaurare una dittatura) Fra l'”anticrimine” figurano autorità. Bertone le riconosce. Quando va ad arrestare l’ex questore Stolfi (capo dell'”Anonima anticrimine”, che precedentemente l’aveva consigliato a usare metodi duri contro i criminali), viene ucciso dagli uomini di questi. Ricciuti tenterà di incriminare i responsabili, fra i quali vi è il vice del commissario Bertone.

  • REGIA: Steno
  • SCENEGGIATURA: Steno, Lucio De Caro
  • ATTORI: Mario Adorf, Cyril Cusack, Franco Fabrizi,Mariangela Melato, Enrico Maria Salerno

La polizia ringrazia è un film che fa parte del genere poliziottesco, termine sgrammaticato che annovera tutti i film degli anni 70 dedicati al genere poliziesco duro, niente analisi o investigazioni cerebrali ma tanta violenza, sparatorie e inseguimenti. Negli anni questi film sono diventati dei cult e alcuni meritano sicuramente questo aggettivo, anche perché hanno il pregio che si è perso negli anni, di non essere noiosi o ridicoli come le attuali produzioni.

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Parlando di questo film bisogna dire che a livello attoriale si eleva rispetto agli altri titoli del genere, dato che oltre a Vanzina alla regia e alla sceneggiatura, si aggiungono due grandi attori del cinema italiano, Enrico Maria Salerno e Mariangela Melato. E’ un film abbastanza libero che si permette di citare anche fatti di cronaca reale che tutt’ora ancora fanno parlare di se, rimane interessante come l’idea soprattutto del finale porta a pensare che di fatto la giustizia ne esce sconfitta.

Inquietante le similitudini con quello che accadrà quasi vent’anni dopo coni casi della “uno bianca”. Da riscoprire.

 

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