Signs (2002)

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Tutto ciò che l’agricoltore Graham Hess aveva dato per scontato sul mondo si ribalta quando, sul suo campo di grano, nella contea di Bucks in Pennsylvania, appare un enorme disegno formato da cerchi e linee. Mentre compie delle ricerche sull’intricato mistero, la sua scoperta cambierà per sempre la vita di suo fratello, Merrill Hess ex star del baseball di Serie B e dei suoi figli.

  • REGIA: M. Night Shyamalan
  • SCENEGGIATURA: M. Night Shyamalan
  • ATTORI: Mel Gibson, Joaquin Phoenix, Rory Culkin,Abigail Breslin, Cherry Jones, Patricia Kalember, Jose L. Rodriguez

Signs è uno di quei film che ho visto più volte e trovo sempre molto bello, è un esempio di cinema di fantascienza sociale, ma anche di introspezione familiare. E’ il classico film multi lettura, la prima lettura quella su cui si basa la storia principale è l’invasione aliena, l’orrore verso l’ignoto, una paura basata più su quello che non si conosce che su dei fatti concreti, le supposizioni minuto dopo minuto portano tutti a credere che sta iniziando un invasione ostile. Mentre avviene questo vediamo cosa accade a una famiglia che ha subito un grave lutto, il capofamiglia ha perso la fede (era una pastore protestante) e si ritrova ad affrontare l’orrore dell’ignoto mentre vive un crollo personale e si ritrova solo, senza il suo Dio e in cerca di risposte, chiedendosi dove e come trovare la forza di tenere insieme la sua famiglia, senza la fede.

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Per me rimane uno dei migliori film di Night Shyamalan (che compare in un piccolo ruolo) , bravissimi i bambini ma l’interpretazione migliore è sicuramente del grande Mel Gibson, che riesce ad alternare momenti di assoluto smarrimento a momenti  quasi comici (la scena dei cappelli di stagnola tanto per citarne una), e cosa più importante trasmette il travaglio interno di un uomo che riscopre se stesso per il bene delle persone che ama.  E’ uno dei film che meglio rappresenta i rapporti familiari quando un gruppo di esseri umani si ritrova in mezzo a una crisi, qui si è voluto usare gli alieni ma sarebbe stato lo stesso se fossero stati attentati terroristici o una guerra. La simbologia è fondamentale in un film come questo, alla fine tutto riporta alla domanda che proprio il protagonista racconta al fratello a metà film: esistono due tipi di persone quelle che pensano che non esistano le coincidenze e vedono dei segni e quando accade qualcosa sanno che c’è qualcuno che veglia su di loro e altri che pensano che sia tutto un caso e nel loro profondo hanno paura.

Il finale del film spiega quale sia la visione del regista e devo dire che aldilà delle proprie convinzioni personali non ci sarebbe stato modo migliore di raccontarlo. Bel film.

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