Il grande silenzio (1967)

1

Nel 1896, nella zona di confine che divide il Messico dagli Stati Uniti, è caduta la neve. I numerosi fuorilegge che vivono alla macchia, in cima alle montagne, muoiono per il freddo e per la fame e come i lupi sono costretti a scendere a valle. Di ciò ne approfittano i bounty killer che, spesso, uccidono per una taglia di pochi dollari. Il più feroce tra questi è Tigrero. Ma come rimedio all’ingiustizia di questi avidi esecutori, da qualche tempo, si è levato un uomo che, per essere muto, è da tutti chiamato Silenzio. Egli riceve da una certa Pauline il mandato di vendicarle il marito, ucciso dallo stesso Tigrero. Nella diligenza che lo conduce a Snow Hill Silenzio conosce il nuovo sceriffo del villaggio, inviato dal Governatore per cercare di frenare la bramosia dei bounty killer e lasciare alla giustizia il compito di snidare i fuorilegge.

  • REGIA: Sergio Corbucci
  • SCENEGGIATURA: Sergio Corbucci, Bruno Corbucci,Mario Amendola, Vittoriano Petrilli
  • ATTORI: Raf Baldassarre, Mario Brega, Carlo D’Angelo,Spartaco Conversi, Remo De Angelis, Klaus Kinski,Marisa Merlini, Vonetta McGee, Luigi Pistilli, Mirella Pamphili, Marisa Sally, Jacques Toulouse, Jean-Louis Trintignant, Frank Wolff, Maria Mizar Ferrara

Gioiello del cinema western italiano, girato completamente in Italia con una produzione italo-francese propone un western anomalo ma innovativo (tanto che verrà ripreso da Tarantino) , ovvero il protagonista è muto e quindi non ha alcuna battuta e non è nemmeno un cavaliere senza macchia, ma semplicemente uno che uccide quelli che per definizione sarebbero i “buoni” che combattono i fuorilegge, quindi un cambio assoluto di prospettiva narrativa, oltre questa geniale soluzione si aggiunge un altro fattore, invece delle calde e assolate spianate desertiche che il western ci ha abituato a vedere, qui siamo in piena montagna e in mezzo alla neve, tutto bianco, tutto uguale, e l’unica cosa che risalta è proprio il sangue delle vittime, buone o cattive che siano.

2

Oltre ai grandi colossi dello schermo , Trintignant e Kinski , come sempre nelle produzione italiane compare il granitico Mario Brega , alla regia un maestro (troppo dimenticato) del cinema italiano , Sergio Corbucci  che firma la sceneggiatura insieme ad Bruno Corbucci, Amendonala e Petrilli (pezzi di storia del cinema). E visti i soggetti chi poteva firmare la musica? Ovvio no? Ennio Morricone, insomma capolavoro sotto tutti i punti di vista.

Da riscoprire e conservare come grande esempio di cinema western e caposcuola di tanti titoli successivi.

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...