Si alza il vento (Kaze Tachinu – 2014)

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Jirō Horikoshi è un giovane adolescente. Fa un sogno in cui costruisce un bellissimo aereo che viene però abbattuto da un enorme nave volante. Da quel momento Jirō decide che nella vita costruirà aeroplani seguendo le orme di Caproni, un ingegnere italiano. Il tempo passa e Jirō incontra per caso Naoko durante un terribile terremoto: sarà l’inizio di un rapporto molto speciale.

  • REGIA: Hayao Miyazaki
  • SCENEGGIATURA: Hayao Miyazaki

L’ultimo grande regista che si occupa di animazione è Miyazaki la cui bravura non è solo nel presentare il prodotto finito, con quel tratto inconfondibile, ma nel creare una storia che ha la capacità di trascendere la “storia” che vediamo sullo schermo per diventare favola e quindi diventare eterna. In questo caso la favola nasce da un personaggio reale, Horikoshi è colui che progetto i famosi caccia zero, ovviamente a monte dei sogni di un progettista non c’era certo la guerra ma solo il desiderio di volare e creare (appunto) dei sogni. Era un periodo strano, in tutto il mondo i sognatori creavano o scoprivano nuove forme di energia, razzi e aeroplani purtroppo tutti usati per la distruzione, cosa che più volte si sente nel film, quel senso di amarezza che serpeggia quando il sogno viene usato per incubo e di tutti quei sogni non ne tornerà più nessuno. Ancora una volta Miyazaki parla indirettamente di un paese che ama molto , ovvero l’Italia rappresentando il mentore spirituale di Horikoshi, nel nostro (dimenticato) progettista Giovanni Caproni , che creo i suoi sogni proprio durante le due guerre mondiali e per questo in un certo senso accusato (anche se prosciolto) di collaborazionismo con i tedeschi e infine distrutto economicamente in favore della Fiat, fino alla chiusura delle attività nei primi anni 50.

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Tutto questo ovviamente non c’è nel film di Miyazaki, lui ci accompagna delicatamente per mano in una storia dolce e realizzata con amore, dove preferisce distogliere l’attenzione sui momenti più brutti di quel periodo per concentrarsi su altro, e ovviamente la cosa su cui si concentra è una bellissima storia d’amore che è destino avvenga e si dimostra come il sogno più bello. Dal punto di vista tecnico, come sempre, siamo di fronte a un film di animazione realizzato in maniera perfetta, dalle scelte cromatiche alle animazioni tutto porta lo spettatore a immergersi in questa favola quasi fosse una calda coperta in una sera d’inverno, basterebbe la sola scena iniziale dove i bambini dormono (sembra un disegno Ukiyo) per far capire che siamo di fronte a un quadro animato. Il comparto sonoro non è da meno e voglio sottolineare la geniale e bellissima anche se spaventosa, scelta del “sospiro mostruoso” che segna il terremoto all’inizio del film, qualcosa che da solo dimostra la grandezza di Miyazaki. Io credo che i film di Miyazaki siano film che bisogna possedere, non ci si può accontentare di averli visti o averli registrati , ma bisogna proprio averli e esporli come opere nella propria libreria e non per una questione di vanto per il loro valore artistico ma sopratutto perché sono delle cure naturali per l’anima.

Buona visione.

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