Il ponte di Remagen (The Bridge at Remagen – 1968)

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Durante la seconda Guerra Mondiale i tedeschi decidono di far saltare un ponte a Remagen, un paese sulla riva del Reno. Il ponte è un punto strategico è, tra gli alleati e i nazisti, si scatena un terribile combattimento.

  • REGIA: John Guillermin
  • SCENEGGIATURA: William Roberts, Richard Yates
  • ATTORI: George Segal, Robert Vaughn, Ben Gazzara,Bradford Dillman, E.G. Marshall, Peter van Eyck, Hans Christian Blech, Heinz Reincke, Joachim Hansen,Sonja Ziemann, Rudolf Kalina, Pavel Solty, Rolf Jahnke,Zoanel Braunschlager, Jan Schanilec, Steve Sandor,Bo Hopkins, Frank Webb, Fritz Ford, Anna Gael, Matt Clark, Rudolf Jelinek, Tom Heaton, Robert Logan,Günter Meisner, Vit Olmer, Vaclav Neuzil, Richard Munch, Paul Prokop

E’ affascinante pensare come una singola struttura di metallo possa in qualche modo condizionare l’andamento di una guerra e il destino di migliaia di uomini, eppure è quello che era il ponte di Remagen, ultimo ponte di collegamento con la Germania nazista, punto di fuga prima per i tedeschi, poi doveva essere distrutto dagli alleati per isolare le truppe tedesche e infine lo volevano per attraversare il fiume Reno. Tutto questo a un prezzo altissimo, sia per gli americani che per i tedeschi. Il film racconta appunto la presa del ponte e le vicende di due soldati americani e di un ufficiale tedesco, il cui unico punto in comune è il senso dell’onore e il fatto di essere militari oltre le rispettive ideologie. E se uno dei soldati americani (interpretato da un gigionesco Ben Gazzara) riscopre l’onore scontrandosi con la brutalità della guerra, per la stessa brutalità l’altro soldato (George Segal) rischia di perdere se stesso per tutto ciò che vede e che gli fanno fare. In tutto questo c’è l’ottimo esempio di ottusità rappresentato dal generale americano (interpretato da un granitico E.G.Marshall) ,

kinopoisk.ru

dall’altro lato della barricata in una situazione di violenza senza senso e di caos , c’è un ufficiale tedesco (il bravo Robert Vaughn) che vorrebbe a tutti i costi lasciarsi dietro tutto quello che ha visto ma che inevitabilmente si ritroverà a essere l’ultimo esempio di onore militare. Insomma un film che, pur essendo molto lungo, appassiona e coinvolge come il più classico dei romanzi storici ma non solo, c’è un dispiegamento di mezzi ed effetti visivi davvero immenso, sopratutto per gli amanti dei carri armati ci sarà da lustrarsi gli occhi. Alla regia John Guillermin , regista appassionato di foreste (ha diretto diversi film su Tarzan , nonché King Kong 1 e 2) ma anche di film catastrofici , suo è “L’inferno di cristallo”.

Consiglio una visione per la grandiosità dei mezzi usati e perché viene raccontata se calcare la mano sui protagonisti, un pezzo di storia poco ricordato.

P.s. guardate il film in HD , è l’unico modo per goderselo davvero.

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