Mario Bava: Opeazione Paura (1966)

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Il dottor Paul Eswey, appena giunto nel paese dove ha ottenuto una condotta, si rende conto di una situazione anormale e misteriosa: tutti sono sotto l’incubo della morte che colpisce frequentemente e in circostanze poco chiare. Ottenuto il permesso dal borgomastro Kerl e dal commissario Krueger, Paul esegue l’autopsia dell’ultima morta, Irina Ollander e constata che il decesso non è casuale. In seguito, però mentre Paul cerca d’infrangere l’ostilità generale ed arrivare al fondo del mistero, muoiono altre persone a lui vicine.

  • REGIA: Mario Bava
  • SCENEGGIATURA: Mario Bava, Roberto Natale,Romano Migliorini
  • ATTORI: Erika Blanc, Fabienne Dali, Franca Dominici,Giuseppe Addobbati, Micaela Esdra, Giovanna Galletti,Max Lawrence, Mirella Pamphili, Giacomo Rossi Stuart,Valeria Valeri, Gianna Vivaldi, Piero Lulli

Operazione paura a dispetto del titolo è un film vecchio stile, tanto da ricordare soprattutto all’inizio il Dracula di Browning, la storia si svolge in un non meglio precisato borgo antico dove i cittadini sono stati maledetti a causa di un crimine commesso vent’anni prima. In mezzo a questa situazione quasi medievale si ritrova un medico “moderno” che cerca di districarsi tra leggende e superstizioni. La trama anche se ricorda i classici del genere è abbastanza piacevole, ma quello che realmente colpisce è la parte tecnica e qui Bava mette in mostra la sua bravura, oltre agli immancabili effetti luce, ci sono dei giochi di movimento fatti con la  macchina da presa, come quello sulla scala a chiocciola oppure il loop temporale (modernissimo) dove finisce lo sfortunato medico, che sono da manuale.

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A questo si aggiunge la rappresentazione del fantasma che poi sarà ricopiato innumerevoli volte da tanti altri registi, fino ai giorni nostri e riproponendo le bambole come oggetti inquietanti e legati a qualcosa di malefico. Insomma ancora una volta Bava precorre i tempi con piccoli insegnamenti che verranno ben recepiti dopo. L’unica nota che potrei definire “negativa” è il finale che però rispetta i canoni del cinema di genere, ma in ogni caso perdersi un film del genere è un delitto per qualsiasi amante del cinema horror.

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