Mario Bava: 5 bambole per la luna d’agosto (1969)

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Frick Hangel, creatore di una nuova resina sintetica, viene invitato a trascorrere qualche giorno di vacanza, con la moglie Trud, nella villa che un industriale chimico, George, possiede su un isolotto deserto. In realtà, costui è interessato alla formula di Frick e da solo, o in società con due colleghi, Nick e Jack (anch’essi presenti nella villa con le consorti) è disposto a pagargliela lautamente, mentre dichiarando il suo disinteresse per il denaro, Frick rifiuta ogni offerta. Una sera, recatasi a un appuntamento con un cameriere, la moglie di Frick scopre che l’uomo è stato assassinato. Il giorno dopo la stessa sorte tocca a Frick (del cui cadavere, però, non resta traccia) e via via scompaiono quasi tutti gli altri.

  • REGIA: Mario Bava
  • SCENEGGIATURA: Mario Di Nardo
  • ATTORI: William Berger, Ira Fürstenberg, Edwige Fenech, Renato Rossini, Teodoro Agrimi, Edy Galleani,Mauro Bosco, Maurice Poli, Edith Meloni, Helene Ronee

Cinque bambole per la luna d’agosto nasce come giallo di costume, siamo nel ’69 i protagonisti sono dei ricchi e annoiati uomini d’affari, loschi e con pochi scrupoli che vanno in vacanza su un isola con le loro compagne, ma in realtà cercano di corrompere col denaro un loro amico chimico, che ha trovato una formula nuova che potrebbe valere milioni. E fin qui il film è abbastanza noioso, salvo qualche scena sexy con la sempre verde Edwige Fenech, poi però fortunatamente la mano di Bava ha il sopravvento e come in “Dieci piccoli indiani” un misterioso killer inizia a mietere vittime , niente di eclatante ma è divertente (quasi comico) lo stoccaggio dei cadaveri nella cella frigorifera.

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Ma non fraintendetemi non siamo di fronte a un prodotto di bassa qualità che si tiene in piedi grazie a qualche nudo, questa sarebbe una visione alquanto superficiale, invece va sottolineata la capacità di creare dei personaggi volutamente negativi, infatti non si riesce a parteggiare per nessuno, anzi gli omicidi alla fine sono liberatori. Forse mi sarei aspettato qualcosa di più truculento ma effettivamente questo avrebbe stravolto la trama, che invece si muove su un sottile filo tra il giallo classico e quello moderno. Finale a sorpresa con simpatico motivetto in chiusura, da rivalutare.

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