Mario Bava: La morte viene dallo spazio (1958)

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Con la collaborazione di scienziati di ogni parte, viene lanciato da una base dell’ONU verso la luna un poderoso razzo atomico guidato da un pilota. In seguito ad un incidente occorso durante il volo, il razzo cambia rotta improvvisamente ed il pilota si salva a stento sganciando la sua cabina dall’ordigno, il quale va a esplodere in un sistema di asteroidi, a milioni di chilometri dalla terra. Ma i piccoli pianeti, distolti dalla propria orbita, incominciano a precipitare verso la terra. Mentre in ogni parte del mondo, le folle atterrite dalla prospettiva dell’imminente bombardamento cosmico, cercano una via di scampo, gli scienziati studiano ogni mezzo per evitare la catastrofe che sta per distruggere una parte notevole della popolazione del globo. Finalmente, quando tutto sembra perduto, si fa strada un’idea geniale: con la collaborazione concorde degli Stati maggiori delle grandi potenze vengono lanciati contro gli asteroidi migliaia di missili a testata atomica.

  • REGIA: Paolo Heusch
  • SCENEGGIATURA: Sandro Continenza, Marcello Coscia
  • ATTORI: Jean-Jacques Delbo, Madeleine Fischer, Sam Galter, Ivo Garrani, Paul Hubschmid, Gérard Landry,Mario Merlini, Fiorella Mari, Annie Bernal, Dario Michaelis, Peter Meersman, Giacomo Rossi Stuart,Massimo Zeppieri

Continuando a parlare di Mario Bava ero molto indeciso se includere o meno questo film, qui Bava è responsabile della fotografia cosa fondamentale per la riuscita di un film, dato che l’impatto visivo è esso stesso il film, alla fine mi sono deciso di fare una recensione di questo dimenticato, seppur innovativo, film di fantascienza italo-francese.

Come la trama racconta, siamo di fronte a uno dei primi esempio del filone catastrofico spaziale, senza alieni. Infatti molti decenni prima di Deep Impact o Armageddon , viene l’idea a due sceneggiatori italiani di tirare in ballo il fatto che la Terra possa essere distrutta da altri corpi celesti.

Cosa già letta e riletta nella fantascienza classica ma raramente portata sullo schermo (a quei tempi) , cosi nasce questo film che vede protagonista un coraggioso astronauta e la sua famiglia, insieme a un team di scienziati (tra cui russi, ricordiamo che siamo nel ’58) , che fanno di tutto per salvare il pianeta da una distruzione certa.

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Indubbiamente la trama è moderna e sarà spunto per innumerevoli remake (due già citati prima), ma volendoci concentrare sul lavoro di Bava dobbiamo necessariamente parlare della fotografia (per chiunque volesse sapere nel dettaglio cosa fa il direttore della fotografia può leggere qui, e rendersi conto di quanto sia fondamentale per la riuscita del film), se teniamo conto della povertà dei mezzi usati e del periodo ne esce fuori un film davvero ben fatto , con degli effetti speciali che vanno oltre il classico modelli col filo o il razzo con le fiammelle dietro, basti pensare alla scena del bombardamento e rendersi conto di quanto sia stata ben fatta, e cosi i costumi e le luci come l’ambientazione rendono il tutto credibile a questo si aggiungono immagini di repertorio sapientemente montate per dare il senso della catastrofe di massa.

Per concludere oltre l’ottima trama, ottimi effetti speciali e pochi cali di tensione, rendono 80 minuti di proiezione davvero interessanti e pieni di spunti riflessivi. Ancora una volta, il cinema italiano con pochi mezzi ma tante idee sforna un piccolo gioiellino di fantascienza da riscoprire.

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