Mario Bava: Gli orrori del castello di Norimberga (1972)

1

Peter, discendente del barone Von Kleist, possiede una pergamena dell’avo “maledetto”, datata 1624, secondo la quale recitando una formula magica nella camera bruciata del castello di Norimberga, si potrebbe far rivivere il despota e offrirlo in pasto alle numerose vittime. Peter, che è ospite dello zio, professor Karl Hummer, stringe amicizia con la studentessa Eva Arnold. Penetrati nel castello, Peter ed Eva recitano la formula magica: il fantasma si scatena: uccide tre uomini. Nel frattempo il castello viene acquistato da un misterioso paralitico, Alfred Becker, che dimostra amicizia per il giovane Von Kleist, per Eva e per Karl, i quali vengono invitati all’inaugurazione del castello, riordinato da Becker stesso.

  • REGIA: Mario Bava
  • SCENEGGIATURA: Mario Bava, Willibald Eser
  • ATTORI: Antonio Cantafora, Joseph Cotten, Alan Collins, Nicoletta Elmi, Rolf Halwich, Massimo Girotti,Umberto Raho, Valeria Sabel, Elke Sommer, Dieter Tressler

Spesso capita di guardare un film nel modo sbagliato, vuoi perché non è il giorno giusto vuoi per altri motivi, ma non riesci a entrare nello spirito della narrazione. La prima volta che ho visto questo film sono rimasto deluso, pur riconoscendo lo stile di Bava, il film mi risultava insipido mancava di una vera trama, insomma partiva stanco e solo sul finale acquistava un senso. Poi però mi sono voluto confrontare di nuovo con questo titolo e allora, ho iniziato a vedere cose che prima non avevo notato. Andiamo con ordine: innanzi tutto Bava offre una colonna sonora quasi da commedia, cosa che spiazza ma che ha un motivo di essere come dirò più avanti, poi per buona parte del film si gioca molto (e in modo egregio) sui chiaro scuri e gli effetti luci, quasi da documentario (di altri tempi), infine si entra nella storia e quindi una volta recitata la formula magica parte la mattanza.

2

Come sempre Bava non disdegna qualche scena forte e ben realizzata, il sangue non manca e strizza l’occhio al suo passato con qualche scorcio della sua policromia preferita. Ma a questo si aggiunge quella narrazione quasi cortese, direi ottocentesca che lega tra di loro i personaggi come una vecchia storia di fantasmi e come tutte le storie che si rispettino il castello ne è protagonista. In questo modo “cortese” Bava porta lo spettatore al finale, dove dà un colpo di acceleratore e tira fuori tutto il truce possibile, regalando allo spettatore 10 minuti memorabili.

Insomma un esempio di stile, di gioco e di cinema, roba raffinata che si può assaporare avendo il palato ben preparato. Altra nota , al contrario di tanti altri suoi film, qui i soldi sono stati spesi, sia per le ambientazioni sia per il cast, dove un bravissimo Joseph Cotten regna sulla scena. Da riscoprire in compagnia di un buon vino.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...