Mario Bava: Lisa e il diavolo (1975)

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Durante un viaggio in Spagna, Lisa (Elke Sommer), una turista americana, incontra in uno strano negozio di oggettistica un uomo (Telly Savalas), e rimane sconvolta dalla sua somiglianza con una raffigurazione del Diavolo presente in un affresco che aveva visto poco prima, durante una guida turistica. L’uomo, a sua volta incantato per via dell’incredibile somiglianza di Lisa con Elena, una nobildonna morta decenni prima, riesce ad attirarla nel palazzo dove, apparentemente, presta servizio come maggiordomo.

  • REGIA: Mario Bava
  • SCENEGGIATURA: Alberto Cittini, Alfred Leone
  • ATTORI: Robert Alda, Eduardo Fajardo, Sylva Koscina,Carmen Silva, Telly Savalas, Elke Sommer, Gabriele Tinti, Alida Valli, Kathy Leone, Alessio Orano

Film per certi versi contrastato e a volte confuso, piacque a Bava, ma venne rimaneggiato arrivando in patria, da Alfredo Leone (purtroppo) tanto da tirar fuori un’altra versione del film intitolata “La casa dell’esorcismo” , più simile a “L’esorcista” che aveva spopolato nei cinema. Passano gli anni e la copia originale italiana sembrava ormai persa (le differenze di trama non erano certo poche), poi SKY riesce a trovare una copia del girato originale di Bava e da quel momento finalmente i fan del regista e i cultori dell’horror sono riusciti a vedere quello che realmente voleva raccontare il regista.

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Parlando più approfonditamente del film, si deve dire che Telly Savalas era all’apice del successo grazie alla fortunata serie “Kojak” , e grazie a questo e ad alcune trovate (la presenza dei sigaretti e del lecca-lecca) di fatto lui regge il film anche se con poche battute, a questo si unisce la bellezza di Elke Sommer (e diversi nudi). Altra grandissima prova attoriale è quella di Alida Valli che letteralmente fa scomparire tutti gli altri. Però il grosso problema di questo film alla fine, non è la storia perché vista fino alla fine è davvero piacevole e divertente, decisamente in odor di zolfo, quanto gli intrecci tra i personaggi che rendono inutilmente macchinosa la trama.

Peccato perché quel gusto gotico e ironico che serpeggia per tutto il film è forse uno dei migliori segni del grandissimo Bava, cosi come la scelta delle musiche è perfettamente consona alla storia. In generale se riuscite a seguire il filo del film, non ve ne pentirete e vi assicuro che il finale vi renderà felici di averlo visto, buona visione.

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