Un lupo mannaro americano a Londra (An American Werewolf in London – 1981)

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Due giovani studenti americani, Jack e David, decidono di partire per una lunga vacanza di tre mesi. Arrivati nell’Inghilterra del Nord, vengono lasciati dall’autista che ha dato loro un passaggio in una zona di brughiera popolata da gente rude e inospitale, con l’unica raccomandazione di non abbandonare il sentiero e di fare attenzione alla luna. Nella notte, i due vengono assaliti da una creatura mostruosa. Jack viene dilaniato mentre David, salvato dall’intervento degli abitanti del villaggio, viene soltanto ferito. Privo di conoscenza, David vene trasportato in un ospedale londinese dove si risveglia tre settimane dopo. Tutto sembrerebbe normale, se il ragazzo non fosse angosciato da incubi spaventosi e non dicesse di essere stato attaccato da un lupo. Solo un medico, il dottor Hirsch, si incuriosisce ai suoi racconti e decide di andare a fondo nella questione. In ospedale, David conosce Alex, un’infermiera che si innamora di lui e si offre di ospitarlo una volta ristabilitosi. I suoi incubi però continuano a tormentarlo e la notte di plenilunio si avvicina…

  • REGIA: John Landis
  • SCENEGGIATURA: John Landis
  • ATTORI: David Naughton, Griffin Dunne, Jenny Agutter,John Woodvine, Anne-Marie Davies, Frank Oz, Don McKillop, Paul Kember, Colin Fernandes, Michele Brisigotti, Mark Fisher, Gordon Sterne, Paula Jacobs,Geoffrey Burridge, Joe Belcher, Rik Mayall, Paddy Ryan, Lila Kaye, Brian Glover, Albert Moses

Il cinema non è mai stato fortunato con i lupi mannari, sin dai tempi di Lon Chaney il risultato è sempre stato poco felice, esistono ovviamente delle eccezioni ma in generale se dovessimo confronta dei  film prodotti sull’argomento e quelli che veramente meritano di essere citati, avremmo un risultato molto molto basso. Forse perché il lupo mannaro non ha l’aspetto sexy del vampiro o l’impatto visivo dello zombie o ancora manca l’esotico che offre una mummia, non saprei fatto sta c’è davvero poca roba in giro meritevole. Questo film fatto dal bravo Landis è uno di quei pochi titoli davvero piacevoli e ben realizzati che fanno la differenza, Landis ci racconta una storia molto asciutta senza fronzoli o risvolti psicologici, quello che lui mette nella sua produzione è una dose di ironia e tanto sangue.

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Se da una parte ti fa vedere l’orrore dall’altra ti fa sorridere con il paradosso, esempio di questo la scena del cinema, quando David si ritrova a parlare con le sue vittime che gli consigliano i vari modi di suicidarsi (sfatando persino la storia della pallottola d’argento). Altra particolarità del film è il finale, Landis è il regista dei finali tagliati con l’accetta, è una sua prerogativa lasciare lo spettatore con davanti i titoli di coda e con la domanda in testa “ma è finito cosi?” . Cosi come quel raccontare le cose senza alcuna enfasi quasi con piattezza eppure trasmettere il senso della storia. Oltre queste considerazioni, ne va fatta un’altra (per me fondamentale) sugli effetti speciali, qui siamo di fronte a una delle migliori produzioni in questo senso, effetti speciali di altissima qualità (tutt’ora citati dai cinefili e dagli addetti ai lavori), senza uso della CGI (siamo nei primi anni 80…) ed estremamente credibili e paurosi.

Penso che valga sempre la pena di rivedere un classico e questo lo è sicuramente, buona visione e buon 2015, ci si rivedere ad anno nuovo.

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