La metamorfosi del male (Wer – 2013)

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La famiglia Porter, in vacanza nella Francia rurale, viene brutalmente uccisa. Dopo le prime ipotesi di un attacco animale, viene accusato della strage Talan Gwynek, un uomo dall’aspetto rozzo che vive proprio nei pressi della scena del crimine. L’avvocato Kate Moore, giovane americana che vive in Francia insieme alla sua équipe, viene chiamata a difenderlo e, convinta della sua innocenza, decide di adottare un approccio scientifico per dimostrare l’incapacità fisica dell’uomo di procurare danni ad altre persone. Attraverso la testimonianza della madre di Talan, infatti, Kate scopre che l’uomo soffre di una particolare malattia genetica ereditaria che lo ha reso sin da piccolo lo zimbello del vicinato. Scavando nell’enigmatica storia familiare di Talan, Kate e la sua squadra riportano alla luce una sorprendente leggenda.

  • REGIA: William Brent Bell
  • SCENEGGIATURA: William Brent Bell, Matthew Peterman
  • ATTORI: A.J. Cook, Sebastian Roché, Vik Sahay,Stephanie Lemelin, Oaklee Pendergast, Brian Johnson,Simon Quarterman

Questa settimana potremmo definirla “quella della luna piena” , riprendo il tema del lupo mannaro passando da un classico a una recente produzione. Il filone come ho già detto non ha mai avuto particolare fortuna, per tanti motivi (sia tecnici che narrativi) è sempre stato facile cadere nella banalità, ma anche in questo caso le cose vanno diversamente. Il film nasce come un interessante poliziesco di stampo europeo, classico delitto misterioso e sanguinario con inchiesta in corso. Però come delle note di inquietudine il regista (e sceneggiatore) ci fa vedere degli scorci che mai avremmo visto in qualche poliziesco, ovvero come sono state ridotte le vittime.

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Questo dettaglio fa virare il film verso qualcosa di più sinistro, improvvisamente dalle rassicuranti e luminose immagini iniziali ci immergiamo in un modo che perde tutto il suo lato razionale e si trasforma in una specie di antica legenda piena di buio e di terrore. E su questi due piani che tutto il film viene narrato, luce e razionalità oppure buio e misticismo, fino a un finale che miscela le due cose lasciando un senso di angoscia primordiale nello spettatore. Questo film è un buon esempio di come si possa rimaneggiare un tema classico e tirarne fuori qualche idea innovativa e piacevole, ora l’unica cosa da sperare è che non ci siano sequel o prequel che possano in qualche modo abbassare la qualità della pellicola.

E’ una visione che merita aldilà del genere, quanto meno va premiata l’inventiva, buona visione.

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