American Sniper (2014)

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Protagonista di American Sniper è Chris Kyle, un U.S. Navy SEAL che viene inviato in Iraq con una missione precisa: proteggere i suoi commilitoni. La sua massima precisione salva innumerevoli vite sul campo di battaglia e mentre si diffondono i racconti del suo grande coraggio, viene soprannominato “Leggenda”. Nel frattempo cresce la sua reputazione anche dietro le file nemiche, e viene messa una taglia sulla sua testa rendendolo il primario bersaglio per gli insorti. Allo stesso tempo, combatte un’altra battaglia in casa propria nel tentativo di essere sia un buon marito e padre nonostante si trovi dall’altra parte del mondo.

  • REGIA: Clint Eastwood
  • SCENEGGIATURA: Jason Hall
  • ATTORI: Bradley Cooper, Sienna Miller, Cory Hardrict,Jake McDorman, Navid Negahban, Luke Grimes, Kyle Gallner, Owain Yeoman, Brian Hallisay, Sam Jaeger,Eric Close, Bill Miller, Max Charles, Tom Stern

American Sniper è un film per molti aspetti controverso, facilmente rischia di far venire a galla giudizi banali o anacronistici. Il primo pensiero è stato, ma Kyle oltre a saper sparare che sapeva fare?

Il cowboy… si ok, ma che sapeva fare?

Nulla, insomma se non fosse stato per la sua bravura con le armi e il fatto di essere stato sensibilizzato dagli attentati terroristici nel suolo americano magari avrebbe fatto altro, non è una sorta di condanna ma come lo stesso Eastwood ci fa notare sottilmente, spesso la scelta delle forze armate è quasi un ripiego a una vita vuota con zero possibilità.Il che porta al secondo punto, ovvero questi sono i soldati sono iper addestrati , tecnicamente pronti ma mentalmente deboli e quindi vulnerabili.

Passato il periodo dell’addestramento il nostro sniper va in missione e inizia a fare il suo dovere, una conta di morti tale da renderlo un mito, ma lui la violenza la vede attraverso un mirino quasi un film o un videogioco. Il problema è che poi inizia a soffrire la crisi che tanto bene è stata rappresentata in “Apocalypse Now” e quindi non riesce a staccarsi dalla sua “missione”.

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E anche quando avrà deciso, di fronte alla morte che quasi rappresenta la sua stessa tempesta interiore, di tornare a casa, si porterà dietro i suoi demoni.

Basato sulla reale vita di Chris Kyle, viene da chiedersi cosa Eastwood realmente come la pensa, ne ho lette e sentite di tutti i colori, da guerrafondaio a pacifista, da estremista repubblicano a timido democratico. Insomma di tutto, io credo che lui racconti una storia di debolezza umana, spiegando come questa debolezza venga usata dal sistema per i suoi scopi (insomma non bisogna essere schierati per capire che le guerre sono un enorme movimento di denaro) , e la debolezza del protagonista è quella stessa che poi sarà la sua stessa fine.

Film triste, difficile, si prova pietà per i civili che sono vittime comunque, per i militari perché anche loro sono delle vittime, ma indubbiamente il pubblico avrà largamente apprezzato la parte action, trascurando il resto e anche per questo Eastwood è stato bravo.

Il film è candidato a 6 premi Oscar, sarà una bella gara e sarà altrettanto interessante sapere come l’Academy si schiererà, buona visione.

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