L’amore bugiardo (Gone girl – 2014)

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Tratto dal bestseller di Gillian Flynn, il thriller vede protagonista Nick Dunne (Ben Affleck) un uomo che decide di tornare nella sua città natale per aprire un bar. Poco dopo, nel giorno del quinto anniversario del loro matrimonio, sua moglie scompare misteriosamente e Nick diventa il sospettato numero uno della sua sparizione

  • REGIA: David Fincher
  • ATTORI: Ben Affleck, Rosamund Pike, Missi Pyle, Neil Patrick Harris, Tyler Perry, Kim Dickens, Casey Wilson,Patrick Fugit, Scoot McNairy, Emily Ratajkowski, Boyd Holbrook, Lee Norris

Era da qualche settimana che mi ripromettevo di parlare di questo film, ho letto diverse recensioni e ho voluto guardare il film attentamente (cosa davvero difficile perché rientra nella categoria film lunghi, oltre due ore….)  e indubbiamente è un’opera complessa, che disorienta eppure affascina, quel fascino che si può avere quando si è abusato di alcool e si vede in modo distorto la realtà. Mi rendo conto che scrivere cosi lascia ampie interpretazioni ed è poco chiaro, ma di getto questa è l’impressione che da.

Analiticamente lo spettatore si trova sulle montagne russe, stai li per un’ora con una storia di rapimento poco chiara o chiaramente poco reale in base al protagonista, dopo un’ora arrivi a una discesa con avvitamento e tutto cambia prospettiva sei dall’altra parte. Sei lei “il mostro” e inizi di nuovo a vedere tutto in modo diverso, persino il mostro sembra fragile… ma non è cosi. Altra discesa altra curva, i due percorsi del film si riuniscono in un finale che è come un muro di pietra dove qualcuno simpaticamente ha conficcato aste di metallo, arrivi sbatti e rimani attaccato come una mosca, dimenandoti e chiedendoti “dai non può essere cosi, è troppo brutto”.

Ecco l’effetto che fa questo film (e apprezzate l’assenza di spoiler, tanto sarebbero inutili…) , il romanzo non l’ho letto ma ho deciso di leggerlo, anche perché alcuni punti del film vanno approfonditi e solo l’idea originale può dare una risposta esauriente.

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Indubbiamente Fincher ha avuto un bel lavoro da sviluppare ma lui su alcune cose si è fatto le ossa (Millennium uomini che odiano le donne, o l’intricatissimo House of Cards) , ma ancora di più chi ha creato la storia e poi l’ha adattata ovvero Gillian Flynn.

Il film è a favore degli uomini? Delle donne? Contro l’uno o l’altra?  No nulla di tutto questo, nel film sono tutti colpevoli chi in un modo chi in un altro, ma non ci sono innocenti.

Parliamo degli attori: la Pike è candidata all’Oscar, potrebbe meritarselo, ma c’è la Moore di “Still Alice” che è un’avversaria pericolosa, in questo frangente l’academy dovrà decidere se premiare l’interpretazione di cuore (Moore) o quella di stomaco (Pike); Affleck (a me non piace) per il ruolo di sorridente fesso è perfetto, la classica rappresentazione dell’uomo che ragiona con la parte di sotto del corpo (il ripete la stessa tecnica di corteggiamento, mi ricorda un conoscente che viveva di questi espedienti per allungare la sua lista di compagne da letto,però le amanti le ha invitate al matrimonio, e se non è un inferno questo…) e solo l’istinto di sopravvivenza riesce a non farlo affogare .

Non posso che consigliare la visione, ma solo se siete pienamente recettivi altrimenti rischierete di annoiarvi, e voglio chiudere con una nota di ironia, Sordi disse tanti anni fa in merito al matrimonio “perché mettersi un’estranea in casa?” questo film dimostra la validità di quella domanda.

Buona visione.

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