Exodus – Dei e Re (Exodus Gods and Kings – 2015)

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L’epica avventura di un uomo che ha avuto il coraggio di sfidare la potenza di un impero. Usando effetti speciali allo stato dell’arte e un 3D immersivo, Scott porta nuova linfa alla storia di Mosè (Christian Bale) e alla sua lotta contro il faraone egizio Ramses (Joel Edgerton), guidando 400,000 schiavi in un monumentale viaggio per fuggire dall’Egitto e dalle sue mortali piaghe.

  • REGIA: Ridley Scott
  • SCENEGGIATURA: Bill Collage, Adam Cooper, Steven Zaillian
  • ATTORI: Christian Bale, Joel Edgerton, Sigourney Weaver, Ben Kingsley, John Turturro, Aaron Paul, María Valverde, Indira Varma, Emun Elliott, Ben Mendelsohn,Golshifteh Farahani, Hiam Abbass, Ghassan Massoud,Kevork Malikyan

Quando si parla di Mosè , inevitabilmente la mente riporta ai “I 10 Comandamenti” di Cecil B. DeMille con Charlton Heston: filmone hollywoodiano che raccontava la storia del popolo ebraico e del loro liberatore. Grandi effetti speciali (vincitori di un oscar, l’unico tra le tante nomination), ottime musiche e ottimi attori, con una visione biblica molto vicina alla visione cristiana.

Passano gli anni ed ecco Exodus Dei e Re di Ridley Scott, di nuovo la storia di Mosè, ma questa volta la visione è decisamente diversa.

Abbiamo un Mosè che era ben felice di essere figliastro del faraone, con un rapporto conflittuale con il fratellastro seppur gli volesse bene. Solo dopo l’incontro con un Dio rappresentato da un bambino arrabbiato, capisce che qualcosa non va nel tenere in schiavitù un popolo per oltre 400 anni e allora diventa prima un esule e dopo un leader.

Grandi effetti speciali, non roba eccessiva come ormai siamo abituati, ma effetti speciali funzionali alla storia una storia tutto sommato molto sottotono (ogni tanto cala la palpebra) , che non presenta grandi spunti o momenti particolari, ma che narra in maniera diversa la stessa storia. Diversa nel senso che se (come dicevo all’inizio) la prima versione di DeMille era una visone tutto sommato cristiana, la versione di Scott è invece più ebraica e quindi viene rappresentato molto conflittuale il rapporto tra Mosè e Dio. totalmente assente la scena del vitello d’oro cosi come la rottura delle tavole della legge, e persino la scrittura delle suddette tavole è qualcosa d molto più umano che divino.

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Insomma un racconto diverso che potrebbe piacere o annoiare. Personalmente ritengo che sia un film di scarso valore cinematografico, se non si è mai visto I 10 Comandamenti allora la storia e il modo in cui viene raccontata può anche colpire, ma se si va al cinema inseguendo il nome del regista si rimane molto (ma molto) delusi, in pratica se riuscite ad arrivare alla fine (2h e 35 minuti) non ci sarà una seconda visione. La prova attoriale è varia: Bale secondo me non ha ancora ben capito che cosa vuole fare (forse ragiona in termine di cache piuttosto che di qualità) Edgerton risulta un po ridicolo (sembra un trans senza parrucca), piacevoli le comparsate di Kingsley e la Weaver (anche loro penso che si siano fatti due conti e hanno deciso che conveniva partecipare), il pubblico maschile rimarrà colpito dalle bellissime Maria Valverde e Indira Varma , ma l’unico che rimane impresso (per come l’hanno combinato…) è Turturro nel ruolo del padre del faraone.

Buona visione e munitevi di caffè.

 

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