Dallas Buyers Club (2013)

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Dallas Buyers Club racconta la storia vera di Ron Woodroof, un elettricista/cowboy ribelle del Texas al quale, nel 1986, viene diagnosticato l’AIDS, con una prognosi di pochi giorni di vita. Frustrato dalla mancanza di opzioni mediche disponibili e tutt’altro che rassegnato a questa sorta di condanna a morte, Ron trova un’ancora di salvezza nei farmaci alternativi e in un mix di vitamine di sua invenzione. Entra così in contatto con altri ammalati e familiarizza con loro, superando l’iniziale omofobia e ritrovandosi al centro di un cospicuo business di contrabbando. Inizia così una tesissima partita a scacchi con la legge che vieta i farmaci da lui usati e con la polizia.

  • REGIA: Jean-Marc Vallée
  • SCENEGGIATURA: Craig Borten, Melisa Wallack
  • ATTORI: Matthew McConaughey, Jennifer Garner,Jared Leto, Steve Zahn, Dallas Roberts, Denis O’Hare,Griffin Dunne, Kevin Rankin, Jane McNeill, Lawrence Turner, Tony Bentley, James DuMont, Donna DuPlantier, Deneen Tyler

Le cose brutte accadono solo alle persone buone?

Di solito si dice cose, in questo caso no, le cose brutte sono accadute a una persona brutta. Perché il protagonista di Dallas buyers club è decisamente una brutta persona. Vive alla giornata, vive di sesso, beve e si droga, scommette e perde, ed è un razzista come pochi, insomma autodistruttivo fin quando il suo desiderio non viene acconentato. In quel momento la sua voglia di vivere e di salvarsi ha il sopravvento e inizia a darsi da fare, ma capisce che da solo non potrebbe farcela e i suoi preconcetti iniziano a cambiare.

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Grande interpretazione di Matthew McConaughey dimagrito all’inverosimile riesce pienamente a trasmettere il senso della malattia, tra l’altro guardandolo sembrava che stesse preparandosi per interpretare True Detective. Discreta l’interpretazione della Garner che ancora deve scrollarsi di dossi ruoli infelici televisivi, ma a mio parere, ancora il più bravo di tutti è stato Jared Leto nel ruolo di un travestito la cui voglia di vivere è inevitabilmente compromessa dal suo dolore di emarginato e che cede ai suoi demoni.

Una storia vera che ci dimostra (come se ne avessimo bisogno) che le malattie sono malattie solo quando c’è un ricavato economico altrimenti non esistono. Bel film, non capolavoro ma classico film che almeno una volta va visto, scena memorabile: l’incontro con “l’amico” al supermercato, spettacolare.

Buona visione sopratutto agli amanti dei baffi.

 

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