Philomena (2013)

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Irlanda, 1952. Philomena Lee, ancora adolescente, resta incinta. Cacciata dalla famiglia, viene mandata al convento di Roscrea. Per ripagare le religiose delle cure che le prestano prima e durante il parto, Philomena lavora nella lavanderia del convento e può vedere suo figlio Anthony un’ora sola al giorno. A tre anni Anthony le viene strappato e viene dato in adozione ad una coppia di americani. Per anni Philomena cercherà di ritrovarlo. Cinquant’anni dopo incontra Martin Sixmith, un disincantato giornalista, e gli racconta la sua storia. Martin la convince allora ad accompagnarlo negli Stati Uniti per andare alla ricerca di Anthony.

  • REGIA: Stephen Frears
  • SCENEGGIATURA: Steve Coogan
  • ATTORI: Judi Dench, Steve Coogan, Charlie Murphy

Philomena è un film che avrei dovuto vedere oltre un’anno fa, ma per tanti (poco interessanti) motivi ho visto solo ora, e ho commesso un errore.

La storia a leggerla sembra poco interessante, ma poi la protagonista ti conquista con quel modo sincero e schietto che ha, con quelle battute e situazioni a volte involontarie che ti strappano una risata (le considerazioni sul sesso…) , in mezzo a una storia tutto sommato molto triste. Fatta di miseria, ignoranza e dolore, un dolore che durerà ben 50 anni ma che alla fine troverà un suo sfogo. Tutto il film si regge sulla grande Judi Dench (M del nuovo 007) e sui suoi superbi e comunicativi occhi, grandioso quel modo di trasmettere l’emozione del personaggio, gentile ironico eppur severo e malinconico.

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Insomma una grande interpretazione che meritava un oscar, anche Steve Coogan dietro quella iniziale staticità e stanchezza del personaggio, legata al suo recente licenziamento, tira fuori il cuore e la rabbia e si rimane conquistati, diventa un amico. Uno degli aspetti più interessanti di questo film è quella visione cosi diversa e per niente turistica che ci trasmette dell’Irlanda, una visione di oltre 60 anni fa, ma che anche nel presente ha degli inquietati estremismi religiosi, insomma ancora una volta, indipendentemente dalla religione professata, i danni sono spesso immensi quando si raggiunge l’estremismo.

Bel film che merita di stare nella propria collezione privata, piccolo gioiello di cinema dei sentimenti non stucchevoli, da vedere.

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