Selma – La strada per la libertà (Selma – 2014)

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Ambientato negli Stati Uniti, durante la presidenza Johnson, il film racconta la marcia di protesta che ebbe luogo nel 1965 a Selma, Alabama. Guidata da un agguerrito Martin Luther King, questa contestazione pacifica aveva lo scopo di ribellarsi agli abusi subiti dai cittadini afroamericani negli Stati Uniti e proprio per la sua natura rivoluzionaria venne repressa nel sangue.

  • REGIA: Ava DuVernay
  • SCENEGGIATURA: Paul Webb
  • ATTORI: Tim Roth, David Oyelowo, Giovanni Ribisi,Cuba Gooding Jr., Oprah Winfrey, Carmen Ejogo, Tessa Thompson, Alessandro Nivola, Tom Wilkinson,Wendell Pierce

Ancora un film tratto da una storia vera,anzi per essere più precisi da un fatto di storico (con drammatizzazione annessa).

Siamo negli Stati Uniti post segregazione razziale, ma ancora in tanti stati l’idea non è passata e qui vediamo le vicende private e pubbliche di Martin Luther King, che si ritrova a giovare un ruolo fondamentale tra i diritti civili, la presidenza degli Stati Uniti e l’FBI che l’ho tiene sotto controllo. Tutto questo trova il punto crociale proprio a Selma, sonnolenta cittadina del sud degli Stati Uniti che diverrà , grazie alla televisione, esempio di quanto si a critica la situazione tra bianchi e neri.

Il film punta a smuovere l’animo dello spettatore, anche se lo spettatore deve essere sufficientemente informato e istruito altrimenti non riuscirebbe a capire alcuni passaggi e alcune scelte dei protagonisti, ovviamente non si tratta di un trattato storico e molte cose sono state enfatizzate, ma aldilà di questo il risultato è davvero apprezzabile tanto da emozionarsi e arrivare alla fine del film con un sentimento di struggente giustizia.

Passa subito, ma il film fa il suo dovere, tant’è che è stato candidato agli Oscar,ne ha preso solo uno e tra l’altro per un brano musicale.

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E quindi altro capolavoro? Eh… insomma.

Ho notato ultimamente che molti film impegnati e non a una seconda visione a freddo si notano le discrepanze e le imperfezioni, insomma è difficile trovare il cosiddetto film perfetto, che  mentalmente io immagino come la famosa O di Giotto, cioè un film che sia perfettamente circolare e che racconti una storia perfetta e senza sbavature, dove ogni pezzi vada al suo posto fino a creare un quadro d’insieme uniforme, quella sensazione è sempre più rara.

Ma torno al film, Selma è bello, emozionante e deve essere visto , non l’ho dico per il messaggio che lancia ma perché è un ottimo prodotto, certo riporta in mente prodotti simili (da The Butler al Colore Viola) ma d’altronde il filone narrativo è quello, ciononostante riesce a catturare fino all’ultimo minuto. Ottima l’interpretazione di Oyelowo (M.L.King) e ancora più bravi Roth e Ribisi, splendida l’interpretazione di Wendell Pierce e bravissima la regista DuVernay. Cosa non mi piace: guardando i nomi dei produttori vedo i soliti volti noti, gente che professa buoni sentimenti e che una volta avremmo chiamato radical chic, non mi piace Oprah che in America è una specie di santa patrona.

Per concludere posso affermare che è un buon film, ma poteva diventare una pietra di paragone, peccato.

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