Boyhood (2014)

1

Girato in soli 39 giorni ma in un arco di tempo di ben 12 anni (tra il 2002 e il 2013), BOYHOOD è un’esperienza cinematografica assolutamente innovativa che ci fa immergere in un modo unico nella vita ordinaria di una famiglia ordinaria. Il protagonista è Mason (Ellar Coltrane), che insieme con la sorella Samantha, intraprenderà un viaggio emozionante e trascendente attraverso gli anni che vanno dall’infanzia all’età adulta. Sua madre e suo padre (Patricia Arquette e Ethan Hawke), da tempo separati, dovranno invece confrontarsi con le difficoltà dell’essere genitori in un contesto in continua evoluzione.

  • REGIA: Richard Linklater
  • SCENEGGIATURA: Richard Linklater
  • ATTORI: Patricia Arquette, Ellar Coltrane, Ethan Hawke,Lorelei Linklater, Tamara Jolaine, Evie Thompson

Avevo sentito parlare di Boyhood diversi mesi fa, in definitiva quello di cui tutti parlavano erano stati i tempi di realizzazione, 12 anni. Appositamente scelti per seguire il naturale invecchiamento degli attori e quindi dei personaggi, una scelta rischiosa perché in 12 anni cambiano tantissime cose, e quindi risultava un progetto quasi folle con un altissima possibilità di non vedere mai la luce. Eppure vuoi per fortuna vuoi per coraggio il film è arrivato fino a noi ed è un piacere guardalo, un piacere particolare quasi ipnotico come una calda e soffice coperta in una giornata di pioggia.

Ripercorriamo la vita di una famiglia americana nella sua quotidianità, e visto il tipo di realizzazione è proprio cosi, nessun effetto speciale o makeup avrebbe potuto dare tanto. Una specie di neorealismo portato agli estremi dove il lato documentaristico quasi schiaccia il lato narrativo, si tratta di una normalissima famiglia , genitori separati, due figli e una vita fatta di momenti. La madre che cerca un suo equilibrio sentimentale e lavorativo, il padre che da eterno adolescente cresce e trova una sua strada, i ragazzi che vivono le esperienze e le scoperte prima dell’infanzia e dopo dell’adolescenza.

2

E in tutto questo lo spettatore li vede crescere e invecchiare come accadrebbe a dei parenti o a degli amici , lo spettatore diventa tutt’uno con il cast e contemporaneamente una specie di entità esterna che osserva lo scorrere del tempo secondo altri paramenti. 12 anni di storia condensati in poco più di 2 ore e mezza di film e si arriva alla fine quasi con un senso di vuoto, domandandosi e dopo cosa accadrà?

Grandioso il monologo finale di Patricia Arquette (quasi biografico) vincitrice dell’Oscar come miglior attrice. E struggente il commento finale dei ragazzi mentre riflettono sulle occasioni della vita. Da vedere e conservare come esempio di grande cinema.

Advertisements

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...