The wolf of Wall Street (2013)

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Basato su una storia vera, The Wolf of Wall Street segue l’impressionante ascesa e la caduta di Jordan Belfort (Leonardo DiCaprio), il broker di New York che conquista una fortuna incredibile truffando milioni di investitori. Il film segue la folle cavalcata di Belfort, un giovane “nuovo arrivato” a Wall Street che si trasforma via via in un corrotto manipolatore dei mercati e in un cowboy della Borsa. Avendo conquistato rapidamente una ricchezza enorme, Jordan la utilizza per comprarsi un’infinita gamma di afrodisiaci: donne, cocaina, automobili, la moglie supermodella e una vita leggendaria fatta di aspirazioni e acquisti senza limiti. Ma mentre la società di Belfort, la Stratton Oakmont, è sulla cresta dell’onda e sguazza nella gratificazione edonistica più estrema, la SEC e l’FBI tengono d’occhio il suo impero contrassegnato dagli eccessi.

  • REGIA: Martin Scorsese
  • SCENEGGIATURA: Terence Winter
  • ATTORI: Leonardo DiCaprio, Jonah Hill, Margot Robbie, Matthew McConaughey, Kyle Chandler, Rob Reiner, Jon Bernthal, Jon Favreau, Jean Dujardin,Joanna Lumley, Christine Ebersole

Di Caprio da icona romantica per ragazzine, ha saputo negli anni cambiare il suo ruolo e ritrovarsi a suo agio in personaggi più cattivi, scorretti e spesso folli. Probabilmente perché non si può per sempre essere dei ragazzi innamorati su una nave che affonda ma si cresce, personalmente non è tra i miei attori preferiti (per citare Homer Simpsons: troppo pupetto) , però ammetto che è un bravo attore e in più di un occasione l’ha dimostrato. Questo WoWS (accorciamo va…) è tutto sommato un film che gli viene confezionato su misura, in cui il protagonista ha un ego smisurato paragonabile alla sua voglia di lasciarsi andare a qualsiasi emozione forte che la vita può offrirgli.

THE WOLF OF WALL STREET

I soldi sono solo un mezzo per raggiungere quelle emozioni e come tali non hanno valore, cosa che tra l’altro ha formato una classe manageriale negli ultimi 30 anni, portando a diversi disastri finanziari (non ultimo quello che viviamo), quindi il valore del film non sta solo nella storia in se (per altro vera) ma nel saper raccontare la dissolutezza di una generazione che ha formato le generazioni successiva e che tutt’ora incide sulla nostra società.

Questo film ha la capacità di catturare l’attenzione dello spettatore (e ce ne vuole visti i 170 minuti…) grazie a una storia avvincente ma anche grazie a piccole scene, come la vendita della penna o il rito indiano, si aggiunge la ormai storica bravura di Scorsese nel saper raccontare “cattivi ragazzi” , aggiungendo dei personaggi più simili a delle caricature che reali , una sana dose di violenza fisica, il tutto condito da un sano menefreghismo che porta lo spettatore in una specie di luna park di follia e divertimento. A questo si aggiungono i riti orgiastici in ufficio, in aereo e in hotel e infine, da italiano, sono rimasto colpito dal salvataggio in mare con in sottofondo “Gloria” di Tozzi (perché il bello dei marinai italiani che prima ti salvano e dopo ballano….).

Tornando a Di Caprio è stato bravo e perfetto per il ruolo, ma altrettanto brava la sua spalla Jonah Hill. Tante nomination all’oscar ma nessuna statuetta, sicuramente un film che merita (almeno una volta) una visione.

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