Supercondriaco – Ridere fa bene alla salute (Supercondriaque – 2014)

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All’alba dei 40 anni, Romain Faubert non è ancora sposato e non ha figli. Fotografo per un dizionario medico online, Romain è vittima di un’ipocondria che segna la sua vita ormai da troppo tempo, facendo di lui un nevrotico in preda alle paure. Il suo unico, vero amico è il dottor Dimitri Zvenka, suo medico curante, la cui unica colpa è stata prendere a cuore il caso di Romain, salvo poi pentirsene amaramente. Il malato immaginario, infatti, è un soggetto difficile da gestire e Dimitri farebbe qualsiasi cosa per sbarazzarsene definitivamente. Zvenka pensa, però, di aver trovato il rimedio che lo libererà definitivamente, ma senza traumi, da Romain Faubert: lo aiuterà a trovare la donna della sua vita. Per questo lo invita alle feste che organizza a casa, lo fa iscrivere a un sito internet di incontri, lo obbliga a fare sport, gli spiega come comportarsi con le donne e come conquistarle. Eppure, trovare la donna capace di sopportarlo e convincerlo, per amore, a dire addio all’ipocondria, si rivela alquanto difficile.

  • REGIA: Dany Boon
  • SCENEGGIATURA: Dany Boon
  • ATTORI: Dany Boon, Kad Merad, Alice Pol, Jean-Yves Berteloot, Judith El Zein, Marthe Villalonga, Valérie Bonneton, Bruno Lochet

Quando una coppia ha successo, si tende a replicare quel successo sperando che si ripeta. Che Dany Boon sia bravo e ingegnoso si è già visto e non solo in “Giù al Nord” (che rimanere un piccolo capolavoro di genere, oltre che un immenso successo) e che Kad Merad sia un attore dalle molte sfaccettature (dal comico fino al drammatico) ormai è noto (anche se più in Francia che da noi), quindi basandoci su questi elementi, il film dovrebbe essere un successo… o no?

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No, evidentemente dati i risultati, se prendiamo il precedente film della coppia i guadagni sono stati inferiori segno che questa volta la sceneggiatura non funzionava, non bastava che ci fosse il personaggio “buono ma stupidotto” interpretato da Boon, ne uno “iroso ma simpatico” interpretato da Merad, ci voleva una storia più solida.

Infatti il problema è tutto li, i dialoghi sono decisamente sottotono non si ha mai delle situazioni tali da essere davvero divertenti e a questo si aggiunge una storia che è stiracchiata e quasi distratta, come se l’idea di base era una specie di puzzle messo insieme nella speranza di creare un film. Insomma un’occasione sprecata e per quanto bizzarro l’unica che strappa una risata con il suo modo di fare è la moglie di Merad, interpretata da Judith El Zein che solo con lo sguardo e poche battute riesce a mettere a disagio un disperato Merad.

Sono sempre molto entusiasta del cinema francese, ma in questo caso ho diverse riserve e non sarà un film che rivedrò, consiglio però una visione, giusto per confrontare e confrontarsi su questo titolo.

Buona visione.

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