Necropolis – la città dei morti (As Above, So Below – 2014)

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Sotto le strade di Parigi si trovano chilometri di tortuose catacombe, eterna dimora di innumerevoli anime. Quando una squadra di esploratori si avventura in quel labirinto di ossa inesplorato, scoprono il segreto di cosa, questa città dei morti, aveva lo scopo di celare. Necropolis – La città dei Morti è un viaggio nella follia e nel terrore, che raggiunge la profondità della psiche umana per portare alla luce i demoni di ciascuno che tornano per perseguitare tutti noi.

  • REGIA: John Erick Dowdle
  • SCENEGGIATURA: John Erick Dowdle, Drew Dowdle
  • ATTORI: Edwin Hodge, Ben Feldman, Perdita Weeks

E siamo di nuovo di fronte al mockumentary questa volta ambientazione Parigina; prendendo spunto dalla storia della città e delle sue immense catacombe e unendo miti e leggende degne di Dan Brown, questo film ripercorre la ormai consumata strada del finto documentario, anche qui i cliché si sprecano. Abbiamo i personaggi-vittima che sin da subito si sa che fine faranno, la protagonista bella con il passato difficile e l’amico scemo ma non abbastanza da finire ammazzato. In realtà il prodotto è leggermente più raffinato di quello che potrebbe sembrare, o quanto meno ci prova , mettendo in ballo argomentazioni degne di Indiana Jones, ma senza la dovuta ironia.

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Volendo cercare un pregio a questo film, sicuramente si apprezza l’ambientazione parigina e le stesse catacombe, ultimamente si è parlato spesso di questa parte nascosta di Parigi e del fatto che si stia sviluppando un turismo parallelo (non unico al mondo, a Palermo c’è qualcosa di simile), dato che Parigi tra le altre cose è una città turistica il fatto che qualcosa che sia rimasto sottoterra per centinaia di anni diventi esso stesso un luogo turistico non è poco, e come tutti i fenomeni di “massa” era ovvio che prima o poi si sarebbe sviluppata qualche idea cinematografica. Quello che al solito manca è qualche idea più innovativa, più arguta che avrebbe permesso a questo film (tutto sommato economico) di diventare un piccolo cult del genere, oltre a sfruttare la bellissima ambientazione (sopra e sotto la terra…).

Nulla di nuovo ma ben patinato, carino il finale che vorrebbe dire : “visto? Siamo maturi e non abbiamo fatto il classico film per teenager” , dimenticabile e dimenticato, giusto per gli amanti del genere.

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